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Scritto Martedì 26 maggio 2020 alle 09:09

Merate: scontro in commissione sul centro estivo comunale dopo il ''no'' degli oratori. Riva di ''Cambia'': siete in ritardo. La replica dell’ass. Maggioni: noi non lavoriamo sulle bozze

La seduta congiunta delle commissioni servizi alla persona e cultura-istruzione si è aperta con un minuto di silenzio dedicato alla scomparsa del giornalista Sergio Perego. ''L'Amministrazione è fatta anche da chi la racconta'' le parole con cui il presidente della commissione cultura-istruzione, Fabio Tamandi, ha chiesto a tutti i presenti un minuto di silenzio. ''Sergio Perego era sicuramente un giornalista che di Amministrazione ne ha raccontata tanta''.



Il minuto di silenzio per Sergio Perego


Partita dai chiarimenti di un fraintendimento avvenuto sulla convocazione della riunione, richiesta da ''Cambia Merate'' che aveva anche suggerito gli argomenti, divenuti poi gli unici punti all'ordine del giorno trattati, la seduta è stata quasi da subito caratterizzata da animi parecchi accesi.
Il primo tema affrontato è stato quello dell'organizzazione di un centro estivo comunale. Illustrato dall'assessore al welfare Franca Maggioni, lo stato di fatto dell'avviamento verso l'apertura di uno spazio ricreativo rivolto a soggetti dai sei anni in avanti vede, ad appena tre settimane dal possibile avvio indicato dal Governo, un accordo di massima tra Comune e Retesalute (che da anni gestisce il centro estivo presso la Scuderia di Villa Confalonieri) e un sondaggio divulgato ieri - lunedì 25 maggio - con cui l'Amministrazione ha chiesto alle famiglie di manifestare il proprio interesse nei confronti dell'iniziativa. Molteplici, ancora, le incognite e i nodi da sciogliere.

L'assessore Franca Maggioni

''Ricordiamoci sempre che abbiamo un bene supremo da tutelare, soprattutto per quanto riguarda i più giovani, ovvero il diritto alla salute'' il commento dell'assessore. ''Le prime direttive ufficiali su come organizzare uno spazio simile le abbiamo avute questo venerdì. Prima circolavano solamente bozze, e francamente non ce la siamo sentita di fidarci di linee guida che potevano da un momento all'altro venire ribaltate. Il legame che abbiamo instaurato con Retesalute in questi anni ci tornerà sicuramente utile, pur nella consapevolezza che quello che abbiamo finora conosciuto non si potrà replicare quest'anno. Indicativamente, dovremo pensare ad un servizio effettuato da un educatore ogni tre bambini e un educatore ogni sette/dieci ragazzi, rapporto che sale a seconda della fascia d'età. Abbiamo poi pensato di coinvolgere, in accordo con l'assessorato alla cultura e allo sport, tutte le associazioni iscritte nei nostri registri per avere un sostegno, oltre che le scuole dell'Istituto comprensivo e il Villoresi. Infine abbiamo chiesto agli oratori, con una missiva, di farci sapere se avessero voglia di collaborare al nostro progetto''. Quel che è certo, ha aggiunto Maggioni prima di lasciare la parola all'intervento dei componenti di ''Cambia Merate'', è che all'interno del centro estivo si dovranno necessariamente creare dei gruppi che rimarranno con lo stesso educatore per almeno due settimane (tempo di frequenza minima al ''Cre'' in fase di sviluppo) per garantire la tracciabilità di un eventuale contagio.
''Quello che stiamo immaginando - ha concluso l'assessore Maggioni - è un centro estivo che possa innanzitutto andare incontro alle esigenze dei genitori, i quali ci auguriamo stiano rientrando a lavorare e poi garantire un minimo di recupero della socialità per i bambini''.
La consigliera di ''Cambia Merate'' Patrizia Riva è quindi intervenuta con una serie di domande per entrare nello specifico dell'iniziativa, chiedendo che numero di adesioni si attende l'Amministrazione, che riscontro è stato avuto dagli oratori, che ruolo avrà Retesalute nell'organizzazione del centro estivo, in che modo le associazioni potranno interagire con i microgruppi che andranno a crearsi se la regola necessaria sarà quella di garantire le più rigide predisposizioni sanitarie, se saranno forniti direttamente dal Comune i Dpi e chi eseguirà la sanificazione degli ambienti e, infine, quante risorse finanziarie intende impiegare l'Amministrazione.
L'assessore Maggioni ha come prima cosa evidenziato che a molte delle domande poste non è possibile al momento dare una risposta. ''Forse la vostra richiesta di convocare questa commissione è stata un po' prematura'' ha aggiunto. ''Torno a ribadire che le direttive ci sono arrivate pochi giorni fa. Una stima dei numeri non può essere che molto approssimativa. Se teniamo conto del nostro centro estivo e degli oratori, arriviamo a circa mille ragazzini, tra elementari e medie. Il riscontro lo avremo nei prossimi giorni con il sondaggio che abbiamo diffuso tra le famiglie. Dobbiamo considerare che per molti sarà un'opportunità, specie per chi non ha una rete parentale alle spalle, ma tante famiglie hanno anche paura e vogliono evitare un eventuale contagio. Dunque decideranno di non iscrivere i loro figli. Per capire meglio di che numeri stiamo parlando, vediamo l'esito del sondaggio''.

Patrizia Riva

Rispondendo alla domanda sugli oratori, l'assessore Maggioni si è dimostrata in qualche modo sconfortata comunicando ai presenti che dalle parrocchie ha ricevuto un inaspettato no. ''La risposta ufficiale l'ho ricevuta venerdì, non ci saranno gli oratori estivi'' ha spiegato. ''I sacerdoti hanno dato la loro massima disponibilità a collaborare e venire al tavolo delle trattative per portare anche loro delle proposte, e metteranno a disposizione gli spazi''. L'assessore, poco dopo, ha ricordato che non più tardi di una decina di giorni fa il responsabile dell'oratorio di Merate, don Luca Rognone, si era detto pronto - pur organizzandolo in maniera del tutto differente rispetto al passato - ad attivare il Cre parrocchiale.
L'idea del Comune, ha poi chiarito l'assessore al welfare, è quella di affidare interamente la gestione a Retesalute. A breve si terrà un incontro in cui verranno definite le modalità con cui l'azienda speciale si prenderà carico del centro estivo.
Sulle modalità con cui verranno invece coinvolge le associazioni, Maggioni ha spiegato di non essere ancora in grado di rispondere. ''Purtroppo le linee guida questo aspetto non lo chiariscono'' ha aggiunto. ''Al momento, a dire il vero, abbiamo ricevuto disponibilità solo da un sodalizio, che ha riferito tuttavia di essere disposto a darci gli spazi ma di non avere personale. Quello che spaventa più di tutto, in fondo, sono le responsabilità civili e penali che si deve assumere chi partecipa in un momento come questo ad iniziative simili''.
Anche su sanificazione e Dpi, ha riferito in aula Maggioni, si potranno avere certezze solo quando le trattative con Retesalute e gli altri attori coinvolti andranno a definirsi, così come sulle risorse finanziarie anche se l'assessore si è detta certa che fondi arriveranno sia dal Decreto Rilancio e dall'Ambito distrettuale. Ciò che sicuramente non avverrà, ha aggiunto, è che i costi ricadranno sulle famiglie.
A breve, ha concluso l'assessore, ci saranno incontri anche con la dirigenza delle scuole, primarie e medie, per capire se gli spazi e il personale docente si potranno inserire nel progetto.
Decisa la controreplica della consigliera Riva. ''Notiamo ritardi pazzeschi'' il suo commento. ''Non si possono addossare le colpe solo al fatto che le linee guida sono arrivate da pochi giorni. Mi permetto di dire che era necessario partire prima con il sondaggio tra i genitori e i contatti con i vari attori coinvolti. Era necessario tessere molto tempo prima questa rete. Non aspettare che arrivassero le disposizioni. E' un periodo molto difficile, lo è per tutti. Ma pensiamo a quelle famiglie che sono state magari costrette a vivere in spazi ristretti per tutto questo tempo, alle mamme che hanno incominciato a lavorare in modalità smart working con i figli a casa. E gli stessi bambini, che hanno perso il contatto tra di loro, un'esperienza importantissima. Era immaginabile che la ripartenza sarebbe stata difficile, ma si doveva agire per tempo''.
Una prima risposta al duro attacco di Riva è arrivata da Norma Maggioni. ''Posso assicurarle che anche noi, parlo per la scuola di danza con cui collaboro, in questo momento facciamo fatica a prendere in mano la situazione. Ci sono responsabilità civili e penali che vanno in capo alle persone che si devono occupare di questi ragazzi. Altri Comuni magari il canovaccio lo hanno scritto con anticipo, come dice lei, ma poi si sono visti arrivare una nuova direttiva e hanno dovuto cambiare. Gli assessori Maggioni e Albani hanno fatto tutto ciò che era umanamente possibile fare ed è da più di due settimane che si prova a capire come mettere sul piatto questa cosa. E' troppo facile criticare e basta''.
''E' una critica la sua che non sento di accettare in questo momento'' la replica invece dell'assessore Maggioni. ''Ci aspettavamo piuttosto un aiuto concreto. Ci troviamo ancora nel pieno dell'emergenza sanitaria, e servirebbe un contributo anziché una critica. Non meno di ieri ho sentito che se i contagi dovessero risalire, si richiude tutto. Se avessimo avuto delle direttive chiare un mese fa sarebbe stato più semplice, così come se avessimo saputo prima che gli oratori estivi non ci sarebbero stati. E invece anche in questo caso la risposta mi è arrivata solo venerdì, su mia sollecitazione. L'oratorio chiuso equivale ad una scuola chiusa. Non posso accettare questa critica perché non sono abituata a lavorare sulle bozze''.
L'intervento di Alessandro Pozzi ha contribuito ad acquietare la sala. ''Quello che chiediamo è di investire quanto più possibile affinchè gli spazi disponibili per questo centro estivo vengano ampliati fino agli oratori di ciascuna frazione. Il Comune deve dirottare tutte le risorse originariamente stanziate per iniziative estive che quest'anno non si potranno realizzare su questo centro''.
E' seguito l'intervento dell'assessore alla cultura Fiorenza Albani. ''In questi mesi i DPCM non hanno fatto altro che rincorrersi e l'ultimo è anche quello più impegnativo. Non dà una risposta ma solo indicazioni generali che vanno interpretate. Indicativamente, comunque, dei mille ragazzi che ogni anno frequentano oratori e il nostro Cre, quest'anno solo il 30% di loro potrà partecipare. Riguardo alle dinamiche per la collaborazione delle associazioni, fino a qualche settimana fa pensavo che sarebbero potute intervenire organizzando dei loro centri estivi, dedicati alle rispettive attività, ma al momento non possiamo che concentrarci su un unico centro estivo organizzato dall'Amministrazione''.
L'intervento di Alessandro Vanotti si è sentito con un tale ritorno di voce che è stato pressoché impossibile comprendere il senso di quanto dichiarato.
Il presidente della commissione cultura Tamandi ha invece anticipato, rispondendo in qualche modo all'intervento di Pozzi, che i costi per l'organizzazione del centro estivo saranno piuttosto elevati.
''Dispiace ad ogni modo - ha aggiunto - l'attacco verso l'assessore Maggioni, perché so che in questo periodo sta lavorando giorno e notte sull'argomento. Servono anche da voi proposte concrete''.
A chiudere il dibattito è stato Aldo Castelli. ''Se io ho bisogno di un architetto lo contatto io, sono io a chiedergli un'opinione. Siete la maggioranza ed è legittimo perché avete vinto le elezioni, non è legittimo far finta di chiedere collaborazione ora che siamo sulla linea del traguardo. Il canovaccio era meglio averlo che non averlo. Trovo sorprendente la cosa, questo dibattito si poteva fare un mese fa, se venite con le decisioni già prese è inutile''.
 
Qui il link per le informazioni relative al sondaggio promosso dall'Amministrazione per verificare l'interesse delle famiglie a mandare i loro figli al centro estivo.
Alberto Secci
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