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Scritto Lunedì 25 maggio 2020 alle 14:36

Airuno: dopo 44 anni Paolo Tavola chiude  il negozio di frutta, 'colpa' anche del Covid

Per farlo smettere ci è voluta una pandemia. Nonostante la pensione l’avesse già raggiunta da qualche tempo, infatti, per lui il momento di abbassare per sempre la saracinesca sembrava non arrivare mai. “Questo sarà l’ultimo anno…”, si ripeteva a ogni 1° gennaio: eppure non mollava mai. Ora, invece, è davvero ufficiale: il signor Paolo Tavola ha cessato la sua attività.
Lo storico fruttivendolo di Airuno ha deciso di chiudere il suo negozio in centro, ritirato ben 44 anni fa - nell'agosto 1976 - da un precedente gestore e condotto sempre con la passione e la dedizione del bottegaio "di una volta", punto di riferimento per un'intera comunità (e non solo a livello commerciale). "Ero sicuro di voler andare avanti almeno fino a dicembre, e magari anche nel 2021" ci ha raccontato Paolo Tavola. "Quando ho raggiunto la pensione ho voluto comunque proseguire nel mio lavoro, mi piaceva troppo: ero affezionato alla mia routine e ai miei clienti, tanto che consideravo molti di loro degli amici, se non dei parenti. In negozio mi divertivo sempre molto, ogni occasione era buona per fare due chiacchiere con qualcuno, per commentare le vicende del paese: di anno in anno, quindi, continuavo a rimandare il momento della chiusura, non volevo proprio rinunciare alla mia attività".



Paolo Tavola

Il 2020, però, inizia nel segno del Coronavirus. "Quando l'epidemia ha cominciato a diffondersi ho preferito abbassare le serrande, soprattutto per la paura del contagio, sperando però di poter riaprire a breve" ha proseguito il commerciante airunese. "Con l'avvio della "Fase 2", però, ho dovuto prendere una decisione: mi sono reso conto che avrei dovuto ripartire da zero, con nuove regole, in un contesto inedito. A malincuore, quindi, ho scelto di chiudere, dopo 44 anni in negozio e altri 10 di lavoro pregresso in un'azienda. Certo, avrei preferito un finale diverso: almeno con i miei clienti, invece che in una brutta situazione come questa".
La rete commerciale di Airuno, insomma, perde un vero e proprio "pilastro": un venditore di frutta e verdura di qualità a pochi passi da casa, innanzitutto, ma anche un ottimo ascoltatore e un "filosofo" per i suoi clienti, che già sentono la mancanza della sua simpatia e dell'entusiasmo con cui era solito accogliere tutti nel suo negozio in piazza IV Novembre. "Un altro pezzo della storia del nostro paese che si colloca nel passato" il commento di un'airunese sui social, dove nelle ultime ore si sono moltiplicati i ringraziamenti al "mitico Paolo" per il suo lungo servizio sul territorio, accompagnati agli auguri per una "buona pensione". Un traguardo forse tagliato prima del tempo, non senza un filo di rammarico, ma certamente meritato.
B.P.
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