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Scritto Giovedì 21 maggio 2020 alle 19:14

Merate: l'arch. Maggioni presenta il piano di riqualificazione del parco 'Confalonieri'


Torna a riunirsi la Commissione Urbanistica, Ambiente e territorio del comune di Merate. Il Presidente non convocava i commissari dal 12 settembre scorso, nonostante le ripetute richieste dei consiglieri di minoranza di "Cambia Merate".

 


La seduta è diffusa in diretta streaming sul canale you tube del Comune per il persistere dell'emergenza Covid 19 che sconsiglia riunioni con un numero imprevedibile di partecipanti.


Iniziata con venti minuti di ritardo la Commissione ha preso in esame il progetto di riqualificazione del parco di villa Confalonieri dell'architetto Davide Maggioni. Il parco è di 25mila mq. circa. versa, come aveva già anticipato l'assessore Robbiani, in pessime condizioni. La riqualificazione passa attraverso il ricambio del patrimonio arboreo, il ripristino dei sentieri e l'interconnessione con via Garibaldi, via Verdi e con l'accesso posto nei pressi delle ex scuderie. Il parco era stato progettato dagli architetti Bagatti e Valsecchi tra il 1912 e il 1915 per conto della famiglia Confalonieri. Non vi sono mappe del lavoro fatto a suo tempo. Si tratta di un giardino storico - ha spiegato Maggioni - pure se in origine era un parco privato. Il progetto ha avuto come fase preliminare l'acquisizione di documenti storici, l'individuazione di coni visivi resi chiusi dalle piante e la verifica delle essenze arboree a foglie caduche e sempreverdi. Nella lunga esposizione l'architetto Maggioni ha mostrato quello che quanti entravano con i bambini ben conoscono: uno stato di abbandono pressoché totale.


Primo in alto a sinistra l'architetto Davide Maggioni


Le principali zone di degrado sono: la presenza di muschio nei lati est e ovest della villa, aree di scorrimento dell'acqua, zone con morie di alberi significative, arbusti arrampicanti che infestano le costruzioni. Gli abbattimenti di alberi sono 29 , le piantumazioni 38 di cui 20 Carpinus Betulus. Nella zona d'ingresso si prevede l'abbattimento di tutte le essenze infestanti lasciando però l'unico cedro ancora presente. Il progetto prevede la costruzione del cortile d'ingresso in ghiaia, il rifacimento dei sentieri con terra stabilizzata, la sistemazione delle aiuole fiorite intorno alla villa, il ripristino del giardino all'italiana e del muro di contenimento, il ripristino del roccolo esistente, sedute in pietra e legno all'interno del parco, realizzazione fuori però dal parco storico, nella zona sud verso via Verdi, del parchetto giochi per i bambini. Nel giardino sarà ripiantato il bosso ma più resistente agli attacchi della crisalide. Tra gli abbattimenti un cedro deodara alto 32 metri con un diametro di 118 centimetri e messo a dimora più di cent'anni fa. E' ammalorato ma non sarà estirpato del tutto: sarà tagliato lasciando però un tronco di 6-7 metri e accanto una sezione del tronco a memoria storica. Il parco sarà ben illuminato con corpi su palo di 4 metri. Sull'area a lato dell'ex scuderie dove c'è il CAG si pensa di creare a sud del centro sedute sotto gli alberi a foglia caduca, a forma semicircolare con tavoli e un gioco di ping pong. Come si diceva nella fascia sud del parco quella non storica l'idea di è installare giochi piuttosto ricercati e innovativi non i soliti scivoli e altalene.


Robbiani ha spiegato che ilprogetto è già presso la Soprintendenza dalla metà di maggio.


Alessandro Pozzi è partito da lì per sottolineare come, normalmentge, prima si sottopone ilprogetto alla Commissione poi lo si invia in Soprintendenza. Non il contrario. Comunque il parere dell'esponente di minoranza è sostanzialmente positivo sul progetto con l'avvertenza di curare con grande attenzione le potature per evitare capitozzature e di destinare risorse alla manutenzione per non trovarci nelle condizioni di oggi tra 5 o 10 anni.

Robbiani ha precisato che la manutenzione del parco storico avrà una manutenzione specifica, cioè i costi non saranno inseriti tra le manutenzioni ordinarie del verde pubblico.


L'avvocato Perego ha affermato che si tratta di una buona bozza anche se, come il collega Pozzi ha lamentato la mancanza di una preventiva consultazione con la minoranza. Poi ha sollevato dubbi sulla scelta di impiantare il bosso che nei nostri territori è stato letteralmente distrutto dalla crisalide. Anche cespugli giganteschi cresciuti per molti anni sono finiti divorati dalla terribile larva infestante. Alla domanda di Perego sugli abbattimenti l'architetto Maggioni ha risposto che sono altri, in più rispetto a quelli già effettuati in passato. Quanto al bosso ha difeso la scelta sostenendo che per quanto serviranno numerosi trattamenti la specie selezionata appare più resistente. Le palme esistenti saranno estirpate in quanto nulla hanno a che vedere con la vegetazione autoctona. In chiusura Perego ha chiesto ai sensi del regolamento la possibilità di votare sul progetto, e più in generale di reintrodurre la prassi del voto in Commissione. Pozzi ha ribadito che c'è un articolo preciso nel regolamento e che quindi lo si deve applicare. Il presidente di Commissione Vanotti, forse non a conoscenza dell'articolo del regolamento ha chiesto se si dovesse approvare punto per punto. In realtà i membri di minoranza hanno chiesto solo di votare l'intero piano. Sul quale Cambia Merate si è astenuta pur lodando il progetto ma per la mancanza di una analisi preventiva proprio in Commissione. L'assessore Robbiani ha spiegato che era necessario sottoporre il lavoro alla Soprintendenza prima della presentazione ai commissari trattandosi di un parco storico quindi soggetto a una serie di vincoli.

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