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Scritto Giovedì 21 maggio 2020 alle 14:13

Sanatoria per eliminare il caporalato?

Nel decreto rilancio è prevista la regolarizzazione di 220.000 migranti. Certamente non si può che stigmatizzare lo sfruttamento di queste persone ridotte a vivere in condizioni da "terzo mondo" e augurarci che questa vergogna cessi quanto prima. Ma un dubbio mi sorge in merito all'efficacia della norma in questione. Mi chiedo come mai il "caporalato" nel settore agricolo sia praticamente un fenomeno circoscritto al sud del nostro paese. Eppure anche il nord ha ampie zone agricole. La Lombardia, ad esempio, è la prima regione agricola d'Italia (dal sito ufficiale di Regione Lombardia: "la prima regione agricola d'Italia: produce il 37% del latte italiano, il 42% del riso italiano, il 40% dei prodotti suinicoli italiani. E' prima anche per superficie dedicata all'agricoltura, le cui attività coprono il 69% del territorio"). Si pensi anche alle continue truffe all'INPS da parte dei cosiddetti "finti braccianti agricoli", quelli che, per intenderci, non hanno mai raccolto una zucchina nel campo e rimanendo comodamente a casa guadagnano molto più degli sfruttati a 3€/ora. Anche in questo caso fenomeno tutto meridionale. Allora forse bisogna pensare che se non cambia la mentalità non potrà mai funzionare. Se al Nord non c'è caporalato e gli imprenditori agricoli possono pagare regolarmente la loro manovalanza senza neppure ricorrere alle truffe anche al Sud bisogna ottenere lo stesso risultato con controlli serrati. Perchè gli ispettori del Ministero del Lavoro non si recano in mezzo ai campi e verificano che le persone abbiano regolare contratto e nel caso somministrano, ai datori, le multe salate previste per legge? Solo così si può sconfiggere questo sistema deliquenziale. Mi fa specie che un Ministro, che conosce bene per esperienza personale il fenomeno, scelga altre vie.

 

Cristina
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