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Scritto Mercoledì 20 maggio 2020 alle 18:35

La Valletta: la 'verità' di Noi su cinque anni di beghe interne con la replica per 'gli altri'

Il titolo fa pensare che in altre occasioni siano state raccontate frottole. Ma forse si tratta solo di un pregiudizio di chi, quale rappresentante della stampa locale, viene tacciato di essere stato autore di "imbarazzanti resoconti" - mai smentiti a suo tempo, fra l'altro - circa le vicissitudini che hanno interessato la compagine ormai tre anni fa. Il gruppo consiliare Noi La Valletta, espressione della maggioranza che per 5 anni ha governato il "nuovo" paese post-fusione senza un'opposizione, nei giorni scorsi ha inviato a tutti i propri supporter (o presunti tali) una "Lettera-Verità" ripercorrendo il lustro ormai agli sgoccioli, tirato lungo dall'emergenza covid che ha fatto slittare le elezioni da primavera ad autunno, regalando qualche altro mese di riflessione per decretare quale sarà il futuro del "movimento". Perchè se quello che è stato e non è stato fatto nell'arco del mandato in scadenza è sotto gli occhi di tutti, ora ci si interroga su come e con chi presentarsi alla chiamata alle urne. E' cosa nota, infatti, che da mesi ormai, Marco Panzeri abbia coagulato attorno a sè persone interessate alla cosa comune ma non del tutto in linea con l'asse Roberta Trabucchi-Paola Panzeri che ad oggi tiene le redini del paese. L'avvento del coronavirus ha congelato per settimane le posizioni, con la prima mossa post lockdown affidata all'attuale gruppo consiliare (si ritiene nella sua interezza, in assenza di firme) pronta a dare le risposte a due domande - non propriamente leggerine per come riportate - poste "dagli altri" quale precondizione per lavorare insieme. Il disgelo? Macchè. La premessa - con la ricostruzione delle questioni interne che hanno interessato il gruppo negli ultimi 5 anni - occupa ben più spazio del nocciolo del problema ovvero le richieste inerenti il grado di discontinuità che la nuova lista dovrebbe avere rispetto a quella attualmente in carica e alla possibilità di fermare il progetto di recupero di Villa Sacro Cuore, opera che avrebbe (con altre, a dire il vero) dovuto caratterizzare il primo mandato post-fusione, donando al nuovo comune un nuovo Municipio. Ferme le spiegazioni di Noi La Valletta. Senza un minimo di autocritica, parrebbe, pur inserendo anche l'umiltà nelle linee guida seguite dal 2015 ad oggi. La conclusione ad ogni modo è lasciata a chi legge. E quindi, come dicevamo, ai supporter (o presunti tali) di un gruppo che già appariva spaccato a inizio mandato. Se all'orizzonte, ad oggi, non parrebbero profilarsi liste di centrodestra o civico-stellate, la spaccatura nel centrosinistra sembrerebbe evidente. Ma per arrivare al voto c'è tempo. E si sa, il tempo aggiusta le cose. Forse.
Una Lettera-Verità

Questa lettera è rivolta a tutti coloro che insieme a noi hanno partecipato ai lavori del Comitato per il Sì alla Fusione e a coloro con cui abbiamo collaborato per la costruzione del gruppo Noi La Valletta nel 2015, con preghiera di estensione anche a chi eventualmente non riuscissimo a raggiungere.
Sì perché nel 2015 un folto gruppo di persone si è impegnato con entusiasmo per elaborare le linee programmatiche della lista che si sarebbe presentata alle prime elezioni amministrative del neo-nato Comune di La Valletta Brianza, consapevoli che sarebbe stata in ogni caso una sfida molto ardua.
Il passato
Purtroppo nessuno di noi poteva prevedere che gli ostacoli sul cammino dell’Amministrazione si sarebbero presentati fin da subito. L’entusiasmo dei primi tempi si è dapprima scontrato con la decadenza dei consiglieri di minoranza, che ha arrecato una menomazione all’integrità e alla dialettica all’interno del consiglio comunale.
Gli appuntamenti finalizzati all’informazione delle persone del cosiddetto “gruppo allargato” fin dall’inizio sono stati momenti di confronto molto teso e ben poco sereno. Ci rendiamo conto della difficoltà di sostenere un gruppo eterogeneo dovutosi reinventare rispetto agli schemi iniziali a causa di dinamiche interne allora poco chiare e sfuggenti, che hanno precluso la possibilità di attingere all’esperienza di ben due ex sindaci presenti in Consiglio.
È questa l’atmosfera in cui la Giunta, inizialmente costituita con soli tre membri, successivamente integrati con altri due componenti, ha dovuto lavorare per due anni, sobbarcandosi un notevole carico di impegni e scontrandosi sempre con delle relazioni difficili che hanno fatto perdere tempo prezioso a discapito dei progetti e degli obiettivi.
Si è così giunti nel 2017 a riprendere in considerazione l’opportunità di avvalersi della collaborazione non solo dei due ex Sindaci presenti in Consiglio, ma addirittura di tre, contando anche su Marco Panzeri, componente e promotore fin dall’origine del gruppo Noi la Valletta.
Molti di voi hanno partecipato e forse ricordano quei lunghi ed estenuanti incontri, la maggior parte in Cooperativa, durante i quali erano state dettate delle precondizioni che, una volta rispettate, avrebbero condotto alla condizione principale, e cioè la formazione della nuova Giunta con tutti e tre gli ex Sindaci e le deleghe di programmazione-personale–bilancio del Comune-bilancio dell’Unione–lavori pubblici in capo ad un’unica persona.
Da subito Marina Galbusera ha dichiarato la propria indisponibilità ad entrare in Giunta e a tal proposito vorremmo risparmiarvi commenti a proposito della pressione cui questa persona è stata sottoposta con modalità pessime e arroganti.
Si è comunque deciso di svolgere, tra aprile e maggio 2017, un mese di prova da parte di una “pseudo-giunta” costituita da 5 persone e al termine di tale periodo sarebbero stati ufficializzati i nuovi schemi.
Prova ne è il fatto che il Sindaco stesso, all’interno di una riunione con i dipendenti responsabili di servizio del maggio 2017, ne aveva comunicato in anteprima la formazione. Cosa poi sia successo, lo avete visto anche voi, o perlomeno letto negli imbarazzanti resoconti della stampa locale. Per tutti questi anni è passata una verità “di parte” secondo cui il Sindaco avrebbe rifiutato una preziosa collaborazione.
Rimane il fatto che a breve distanza di tempo da tutto ciò, il vice-Sindaco ha rassegnato le proprie dimissioni e dopo poco anche un consigliere comunale, non uno qualsiasi, trattandosi dell’ex Sindaco di Rovagnate. Ufficialmente non c’è mai stata una rottura: nessuno ha avuto il coraggio di disconoscerci con mozioni di sfiducia o altri strumenti previsti dalla legge, ma solo con un invito a lasciar perdere, a dimetterci tutti quanti lasciando il Comune in mano ad un Commissario Prefettizio.
Nonostante tutto questo, l’Amministrazione con grande senso di responsabilità ha deciso che fosse suo preciso dovere proseguire nel mandato avuto dai cittadini e, pur con notevoli difficoltà e fatica vista la riduzione delle forze a disposizione, ha lavorato e tutt’ora lavora per realizzare quanto previsto nel programma di governo.
Il presente e il futuro
Giunti all’ultimo anno del nostro mandato ci siamo detti che era nostro impegno categorico quello di attivare contatti con persone disposte ad impegnarsi e a dare il proprio contributo ponendo così le premesse per affrontare con nuove idee e maggiori forze la gestione del nostro paese.
È a quel punto che ci siamo resi conto del fatto che stava già nascendo un gruppo parallelo coordinato da Marco Panzeri, infatti molte delle persone cui noi ci rivolgevamo e che ci avevano sostenuti nel 2015 erano le stesse che venivano contattate da questo nuovo gruppo.
Sorvolando sul fatto che ci è sembrato una mancanza di correttezza e chiarezza il fatto che l’Amministrazione in carica, a suo tempo espressa anche da parte del nuovo gruppo che si stava formando, non fosse neppure stata contattata a proposito della disponibilità a collaborare, abbiamo cercato di avviare un dialogo.
Sono avvenuti due incontri, a inizio anno, prima che iniziasse l’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19, con una delegazione prima costituita da 3, poi da 5 persone.
Alla prima riunione si è posto il problema di “quale grado di discontinuità poteva mettere in campo l’amministrazione rispetto al passato”: francamente siamo rimasti un po’ spiazzati. Certo si può discutere sull’efficacia o meno del lavoro dell’amministrazione, distinguere su quanto di buono è stato fatto o che si sarebbe potuto realizzare più celermente, ma è difficile individuare un grado di discontinuità “politica” quando il programma a cui ci siamo attenuti è quello che è stato costruito insieme con molte delle persone che oggi ci rivolgono questa domanda.
Nel secondo incontro è poi emerso anche un altro paletto discriminante per definire la possibilità di un’eventuale collaborazione: l’attuale amministrazione dovrebbe preventivamente congelare il procedimento di avvio dei lavori di Villa Sacro Cuore.
Ora, chiunque ha partecipato ai lavori per la costituzione della lista nel 2015 si ricorderà bene come il recupero della Villa sia sempre stato definito come il punto centrale del programma. Chi ha seguito le amministrazioni di Rovagnate ricorda che dal lontano 2007 (circa) recuperare la Villa è stata la chimera da perseguire: prima all’interno della vicenda legata al salumificio Beretta, poi nelle sfiancanti riunioni in seno all’Unione per determinare un piano dei servizi condiviso da inserire nel PGT. A sorpresa invece ora viene declassato a semplice punto dell’”elenco della spesa”. Perché elenco della spesa è la definizione data in questi incontri alle linee programmatiche di mandato.
Difficile non trarre l’impressione, da questi due incontri, che lo spirito della delegazione fosse quello di marcare delle differenze, tenere le distanze, porre prerequisiti ad una fase di dialogo vera. Questo, lo ammettiamo, ci ha amareggiato.
Non desideriamo però tirarci indietro di fronte a queste domande, legittime anche se forse poste con un intento un po' provocatorio. Quindi rispondiamo in maniera diretta:
Domanda 1: “Quale grado discontinuità volete mettere in atto l’attuale amministrazione rispetto agli anni di mandato appena trascorso?” Risposta dell'amministrazione: nessun grado di discontinuità dal punto di vista degli obiettivi da raggiungere. Il programma politico del 2015 era ambizioso e da principio ideato per essere svolto in due mandati. Riteniamo che quel programma sia ancora da sviluppare e sia un punto di partenza costruttivo per qualunque dialogo.
Domanda 2: “Siete disposti ad abbandonare la gara d’appalto della Villa Sacro Cuore?” Risposta dell'amministrazione: Va premesso che stiamo parlando di un lavoro enorme durato 5 anni, solido e ben strutturato, pieno di complessità ma ormai concluso nelle tre fasi progettuali e prossimo all’avvio come da impegno elettorale, che ha moltissime ragioni di essere portato a compimento con urgenza, prima fra tutte l’importanza di dare dignità e sicurezza alla sede del comune. Detto questo la richiesta di abbandonare il progetto di Villa Sacro Cuore in via preliminare senza che alcuno tra voi lo conosca ci sembra davvero fuori luogo. Porre questo punto come un prerequisito al dialogo è un cattivo modo di affrontare la questione, non lascia spazio al confronto e ci trova contrari.
Potrebbe essere diverso se invece si accettasse una contaminazione reciproca e si avviasse un dialogo per arrivare alla condivisone di un programma... allora si potrebbero magari aprire insieme le tavole, convocare il progettista, condividere delle domande e dopo un processo di dialogo l’attuale consiglio prenderà una decisione che tenga in considerazione le opinioni del gruppo. Ribadiamo che il percorso da intraprendere non può essere fatto di diktat e prerequisiti ma di buona volontà e rispetto.
La linea che abbiamo adottato durante questi anni è stata quella della correttezza istituzionale, dell’umiltà, della resilienza. L’obiettivo il bene comune. La speranza è che la prossima Amministrazione possa contare sul sostegno di un gruppo forte che l’aiuti a superare le difficoltà che inevitabilmente si incontrano nella gestione della cosa pubblica.
Conclusione
La conclusione ora la lasciamo a Voi che spero siate arrivati alla fine di questa lunga lettera.
Noi intendiamo mettere a disposizione le competenze e l’esperienza acquisite in questi anni, direttamente o indirettamente, al gruppo che intende prendere in mano le redini dell’Amministrazione per il prossimo mandato. Ma lasciamo a Voi giudicare se ritenete che possano esserci o meno i margini per una collaborazione.

Gruppo Consiliare – Noi La Valletta

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