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Scritto Mercoledì 07 luglio 2010 alle 20:23

Ambrogio Sala: 13 sentenze del Tar sulle Rsa e dichiarazioni ''pilatesche'' della Regione. Ma l’assessore Boscagli dov’è?

Ambrogio Sala e Giulio Boscagli
A metà del giugno scorso, il TAR della Lombardia, in una settimana, ha pronunciato 13 sentenze il cui significato è stato: I Comuni devono pagare una quota delle rette delle persone ricoverate nelle RSA od in quelle dei disabili (RSD) sulla base, non piu' del reddito familiare, ma solo dell'ISEE dell'anziano o del disabile. L'anziano od il disabile, secondo il TAR, dovrebbe pagare la retta per la parte che copre la pensione. Gli assegni sociali (accompagnamento e pensione di invalidità) non sono calcolabili nell'individuazione del reddito personale. Il resto è a carico dei Comuni.
Questa situazione si verifica perché lo Stato non ha mai emesso il regolamento di attuazione della normativa approvata nel 1998.  La Regione cosi' dichiara alla LEHA (Lega Handicappati):
"Il tema delle rette si rifà a disposizioni nazionali - spiega Giuseppe Corsini - direzione generale famiglia e solidarietà sociale della Regione Lombardia. Sulle quote a carico dell'utente non abbiamo noi la competenza, ma i Comuni. Siamo in attesa delle disposizioni nazionali a riguardo.
Come Regione stiamo lavorando per dare uniformità all'Isee su base provinciale. I casi del TAR che sostengono il reddito individuale invece che familiare valgono finchè non c'è una disposizione nazionale". E l'eventualità che le RSA non possano più dare determinati servizi per mancanza di soldi? "Noi accreditiamo strutture che devono erogare a prescindere da quello che ricevono. Non possono scendere sotto i livelli qualitativi richiesti, altrimenti non li accrediteremmo più".

Le tabelle con la dinamica dgli aumenti delle rette negli ultimi 5 anni in Provincia di Lecco

Oltre a questa dichiarazione "pilatesca", la Regione ha tagliato, illegittimamente, piu' del 50% dei soldi che spettavano ai Comuni provenienti dal Fondo Nazionale delle Politiche Sociali. Inoltre ha emesso un bando famiglia che è stato modificato piu' volte perché era impossibile accedere. Nella prima versione, in Provincia di Lecco, avevano diritto solo 7 famiglie!
Proviamo a capire cosa puo'succedere ora. Innanzitutto, mediamente, in provincia di Lecco, un pensionato, nel 2009, percepiva una pensione di 929 euro. Nel 2010 la situazione non è cambiata.


Secondo una statistica presentata recentemente ad un convegno dei Sindacato Pensionati della CGIL Lombardia, in provincia di Lecco la media delle rette minime corrisponde a 1610 euro mensili, mentre quella delle rette massime è di 1784 euro.
l Comune dovrebbe versare, secondo le medie prima illustrate, dai 700 ai 900 euro mensili per ciascun anziano. Annualmente farebbero dai 8.300 ai 10.300 euro annui.


Un Comune piccolo che ha tre- quattro anziani in RSA dovrebbe prevedere dai 30mila ai 45 mila euro. Se, insieme, gli capitano due minori messi in comunità dal Tribunale dei Minori gli arrivano altri 65 mila euro. Non c'è, a questo punto, molto per la scuola, per il sostegno affitti, per l'handicap e per le scuole.
La Regione, inoltre, dovrebbe finanziare il 50% della spesa perché ritenuta sanitaria. Nel 2008 ha finanziato solo il 38%, scaricando il resto sulle famiglie.

Ma l'assessore Boscagli in Regione di che si occupa?
Ambrogio Sala Coordinatore del Forum P.D. Sanità e Sociale
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