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Scritto Domenica 17 maggio 2020 alle 15:05

Olgiate, Galbusera: pensieri sulla riapertura di via Pilata

Egregio Direttore,
vorrei cortesemente che pubblicaste queste mie considerazioni alla risposta dell'Amministrazione di Olgiate Molgora all ns. interrogazione per la riapertura di Via Pilata.

Poichè da Regolamento del C.C. la discussione di una interrogazione può essere effettuata dal firmatario, non ho avuto in quella sede la possibilità di controbattere alla risposta scritta.
Successivamente essa è stata pubblicata sul vostro giornale online per cui desidererei a questo punto inviare i miei commenti:
Innanzitutto la sbandierata riapertura della Via Pilata che avrebbe dovuto essere effettuata in qualche mese dall'insediamento dell'attuale Amministrazione è avvenuta solo a Dicembre scorso praticamente dopo circa 3 anni e 6 mesi, con un grande dispendio di risorse economiche comunali non ancora terminate e che in questa straordinaria emergenza avrebbero fatto comodo per altri utilizzi!
Questo grazie anche alle numerose problematiche burocratiche ed alla opposizione, oltre che della Minoranza, anche del Comitato che si era formato a difesa dell'incolumità e sicurezza degli abitanti che si affacciano su quella via.
Nonostante ciò, questa Amministrazione, cui il tempo stava franando sotto i piedi, ha voluto riaprire questa via malgrado che tutte le opere previste dal DUP per la messa in sicurezza non fossero ancora compiute ed in parte nemmeno progettate. Assumendosi così di correre il rischio di causare incidenti su quel tratto; d'altro canto per tre anni questi signori hanno evitato di rifare la segnaletica orizzontale che delimitava l'esistente corsia per le biciclette trincerandosi dietro al fatto che a breve avrebbero aperto la via al doppio senso, sic!
Questa fretta, secondo me, deriva dal fatto che per installare il semaforo all'incrocio di via Mirasole/Via Ca'Nova/ Strada Provinciale, la Provincia avrebbe dato il proprio consenso solo dietro riapertura di Via Pilata!!
Pertanto per la progettazione ed esecuzione del marciapiede che come indicato nella foto allegata alla risposta,trattasi del lato proprietà' di una Azienda florovivaistica, ci vorrà' quindi ancora molto tempo a causa delle diverse fasi di procedure , in primis una variazione del PGT attuale che non prevedeva questa opera ed autorizzazioni ambientali da parte della Regione e del Parco. Dopodichè ci sara' l'indizione della gara d'appalto per l'esecuzione materiale.
Quindi circa un annetto ancora se tutto andrà bene! Nel frattempo avremo sempre una situazione di pericolo per i pedoni e ciclisti che transiteranno sulla via.
Questo lo posso testimoniare personalmente, percorrendo ieri il tratto di Via Pilata da Scarpone verso Olgiate, in mountain-bike, dietro di me vi erano diverse auto che non avevano la possibilità di sorpassarmi poiché dal lato opposto provenivano altre automobili, questo la dice lunga sulla sicurezza di quella strada.
Per di più non si è ancora pensato di mettere in sicurezza il tratto intermedio tra i due semafori, nella zona più stretta e meno visibile, con la previsione di un marciapiede od uno spazio laterale adibito al passaggio pedonale che gli abitanti di quella zona potrebbero utilizzare in tranquillità.
In secondo luogo, già' che si sta iniziando a progettare il marciapiede, mi auguro che venga preso in considerazione anche di pensare oltre che ai pedoni anche ai ciclisti. Un appiglio dovrebbe essere quel fantomatico progetto di pista ciclabile sull'antica strada Romana, richiesto anche dal Comitato di Pianezzo, che potrebbe essere collegata a via San Vigilio a senso unico per raggiungere il centro del paese e la stazione ferroviaria.
Il marciapiede adeguato in quel tratto sarebbe una congiunzione ideale.
Per quanto riguarda poi il problema del passaggio urgente dei mezzi di soccorso, il semaforo nella strettoia dove ora e' posizionato, crea solo problemi. Se infatti la colonna che ha il verde si mette in marcia e contemporaneamente dall'altro lato arriva un mezzo di soccorso con sirena spiegata, ci si troverà' ovviamente in un " cul de sac!"
La via Pilata infine, che garantiva ai ciclisti un lungo percorso in sicurezza al di fuori del traffico caotico di camion ed automobili sulla provinciale Briantea, diventa ora meno agibile e più pericolosa anche per loro.
Sul vostro giornale sono già' state inviate critiche in questo senso da parte dei ciclisti.

Cordiali saluti

Pierantonio Galbusera, gruppo Uniti per Olgiate
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