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Scritto Domenica 17 maggio 2020 alle 12:30

Interrogazione di Cambia Merate per avere garanzie da Regione sul futuro del Mandic

Con un'interrogazione protocollata nella serata di sabato Cambia Merate chiede al sindaco di avere risposte certe e garanzie sulla situazione dell'ospedale San Leopoldo Mandic di Merate. Riconvertito quasi interamente a Covid, il presidio a seguito dell'allentamento dei contagi dovrebbe ora prepararsi ad aprire ad attività "ordinarie" comunque non più afferenti solo a Covid e dunque i reparti dovrebbero tornare a lavorare a regime per le varie specialità.


La preoccupazione che si legge tra le righe e che i consiglieri del gruppo di Aldo Castelli chiedono di fugare, è che "approfittando" di questa situazione si ritardi il ritorno alla "normalità" col rischio di depotenziare qualche specialità. Oltre a ciò Cambia Merate chiede al sindaco di informarsi per quale ragione i pazienti meratesi debbano raggiungere il presidio Manzoni per l'esecuzione dei tamponi e se intende farsi portavoce presso l'assessorato al welfare di una richiesta di incremento di fondi e strutture oltre che la rassicurazione del permanere delle caratteristiche di Dea di primo livello.

Alla c.a. Sindaco Comune di Merate
Sig. Massimo Panzeri
Merate, 15 Maggio 2020

Oggetto: Interrogazione ai sensi degli art. 51, 52 e 53 del "Regolamento del Consiglio Comunale e delle Commissioni Consiliari" del Comune di Merate, in relazione all’Ospedale Mandic.


Egr. Sig. Sindaco,


Premesso che:
Nel corso degli ultimi mesi, l’ospedale di Merate è stato riconvertito quasi totalmente per la cura dei malati di Covid-19 provenienti sia dal nostro territorio sia dalle zone maggiormente colpite, come la bergamasca e il bresciano;
La decisione è stata assunta da Regione Lombardia nel quadro di una temporanea riconversione di molte strutture ospedaliere lombarde, al fine di far fronte alla necessità di un deciso incremento di posti letto ai fini della citata problematica;

Considerato che:

la curva di contagio si sta attenuando e che, quindi, il bisogno di dedicare intere strutture ospedaliere al ricovero di soggetti positivi ma non necessitati di terapia intensiva è venuta meno;
i cittadini meratesi e del territorio di riferimento hanno necessità urgente di un ospedale nuovamente operativo su tutte le altre patologie e attività di ricovero.

I sottoscritti consiglieri comunali chiedono al signor Sindaco:

1. se ha verificato con la dirigenza dell’Azienda Socio Sanitaria Territoriale (ASST) di Lecco i tempi ed i modi di ritorno alle attività di ricovero e cura dei due presidi;
2. in caso affermativo, quale sia stata la risposta ed il crono programma impostato affinchè anche a Merate si torni ad attivare i reparti per le prestazioni di elezione proprie;
3. se non ritenga più utile e corretto che i pazienti affetti da Covid-19 vengano ricoverati presso il reparto di malattie infettive di Lecco, che per specialità medica è deputato a tale compito, liberando così anche Merate da tale incombenza;
4. se si sia fatto carico di verificare le motivazioni per cui i pazienti di Merate e del meratese che devono ripetere il tampone orofaringeo di verifica del permanere o meno dell’infezione, debbano unicamente procedere a tale incombente presso l’ospedale Manzoni di Lecco;
5. se intende contattare l’Assessore al Welfare di Regione Lombardia per verificare se permangono tutte le condizioni, anche politiche, del permanere del presidio ospedaliero S. Leopoldo Mandic come DEA di 1° Livello (spoke)
6. se, in virtù della rilevanza che il Mandic ha avuto nel fronteggiare l’emergenza Covid, intende farsi portavoce della richiesta di incrementare fondi e strutture per il nostro ospedale e per una sanità territoriale, garantendo personale, performance ed efficienza per la cura dei cittadini.


Per la presente interrogazione non è richiesta risposta scritta.


Aldo Castelli, Patrizia Riva, Gino del Boca, Alessandro Pozzi, Roberto Perego

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