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Scritto Sabato 16 maggio 2020 alle 18:28

La Lei Tsu assume la vedova di un suo operaio morto di Covid

Pietro Terragni titolare con i fratelli
Benedetto e Cecilia della Lei Tsu
Il loro grande gesto di umanità era passato in silenzio, senza clamori, coperto dalla loro discrezione e dal fragore delle vittime mietute dal Covid-19. Neppure quando solo una settimana fa lo avevamo intervistato Pietro Terragni, che aveva usato parole di cordoglio per quel dipendente, un meccanico, che era stato ucciso dal Coronavirus, aveva fatto cenno al gesto compiuto dall’azienda di famiglia, la Lei Tsu di Bellusco.
In realtà i Terragni avevano già offerto un posto di lavoro alla moglie dell'operaio ucciso dal Covid-19.
Il meccanico deceduto si chiamava Erminio Misani, aveva solo 54 anni e ha lasciato la consorte e tre figli, di 20, 16 e 14 anni.
Nei giorni scorsi Michela Arlati, moglie dell’operaio scomparso ha voluto ringraziare la comunità intera “per tutto il bene che ci ha donato”, rendendo così pubblico il grande gesto di solidarietà.
Tra le numerose testimonianze di affetto e di solidarietà, una delle più significative è giunta dalla famiglia Terragni, proprietaria della Torcitura Lei Tsu, dove lavorava Erminio, che ha offerto un posto di lavoro alla vedova.
Michela si era preoccupata di avvisare subito i titolari dell’azienda che Erminio non ce l’aveva fatta, anche perché per il marito la Lei Tsu era ormai diventata una seconda famiglia. Il mattino successivo è stata richiamata da Benedetto – che con Cecilia e Pietro gestisce la torcitura - che le ha annunciato che per lei, se avesse voluto, c’era un posto di lavoro in azienda.



Erminio Misani

Una decisione condivisa da tutta la famiglia, a partire dal padre Marco, che ancora oggi svolge un ruolo di primo piano in azienda.
“Ci è sembrata una cosa normale - si schernisce Pietro Terragni - credo che chiunque in una situazione del genere avrebbe fatto lo stesso. Bellusco è una piccola realtà, ci si conosce tutti e ci si aiuta uno con l’altro… Conoscevamo già la moglie di Erminio e non abbiamo avuto alcuna esitazione. Abbiamo formalizzato il contratto e nelle prossime settimane inizierà a lavorare”.
Un gesto che non ha certamente alleviato il dolore della donna, ma che le consentirà di guardare al futuro suo e a quello dei tre figli con maggior serenità. Ma è stato anche un modo per riconoscere il valore che Erminio ha avuto per l’azienda, dove lavorava dall’inizio degli anni 80.
Il primo giugno, questa volta, a varcare i cancelli della Lei Tsu sarà Michela Arlati.
A. Bai
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