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Scritto Venerdì 08 maggio 2020 alle 08:39

Da lunedì 18 maggio consentite le s.messe. I sacerdoti meratesi iniziano a organizzarsi

Da lunedì 18 maggio sarà possibile tornare a celebrare la Santa Messa. Il Protocollo siglato  giovedì 7 maggio, prevede misure sanitarie che permettano di poter tornare in chiesa nel rispetto della salute di tutti. Coloro che accedono ai luoghi di culto per le celebrazioni liturgiche saranno tenuti a indossare mascherine, e resteranno vuote le acquasantiere. Inoltre potrà essere prevista la presenza di un organista, ma in questa fase non saranno presenti i cori. L'accesso individuale ai luoghi di culto sarà svolto in modo da evitare ogni assembramento e non sarà consentito accedere in chiesa con sintomi influenzali e respiratori o in presenza di temperatura corporea pari o superiore ai 37,5° C. Al termine di ogni celebrazione, i vasi sacri, le ampolline e altri oggetti utilizzati, così come gli stessi microfoni, dovranno essere accuratamente disinfettati. Le eventuali offerte non saranno raccolte durante la celebrazione, ma attraverso appositi contenitori, che possono essere collocati agli ingressi o in altro luogo ritenuto idoneo. Ci sarà un numero massimo di partecipanti consentito da definire caso per caso in relazione alla capienza dell'edificio. Di seguito il commento – quasi - in presa diretta ad alcuni parroci meratesi.

Don Marco Albertoni - Paderno
Non sappiamo ancora niente, dobbiamo sentirci, per il momento non ci siamo confrontati. Non sanno se faranno le messe dal 18 o dal 24. Idem oratorio aspettiamo norme. Il pensiero c’è ma non è ancora chiaro.



Don Marco Albertoni, Don Dionigi Consonni, Don Alfredo Maggioni


Don Dionigi Consonni - Arlate
Noi abbiamo ricevuto una comunicazione che è stato firmato un accordo tra CEI e Governo ma ancora i contenuti non li abbiamo ricevuti ufficialmente. Con tutta probabilità l’amministrazione comunale penserà a garantire i protocolli con educatori professionali. Magari chiederanno una collaborazione ma i ragazzi di quindici sedici diciassette anni non possono essere coinvolti in una cosa più grande di loro.

Don Alfredo Maggioni - Cernusco
Ho ricevuto il protocollo e sto meditando. Per l’oratorio: i più grandi continuano gli incontri con i social ma gli appuntamenti sono rispettati, la catechesi continua. Anche i ragazzi di seconda e terza media. I più piccoli hanno sollecitazioni e stimoli ogni tanto. Se la famiglia non collabora non si può far niente. Appena termina la scuola bisognerà vedere cosa è possibile fare. Abbiamo già in mente qualcosa ma sono tutti pensieri appesi al niente, dipende dagli spazi di distanza e ai contesti perché se un ambiente deve sempre essere sanificato noi non siamo in condizione di farlo. Non possiamo farlo. Si più fare ma con costi altissimi e se l’amministrazione ci aiuta potremmo diversamente reggere un paio di giorni. Non consideriamo le offerte, siamo a livello zero assoluto ma sono soprattutto finalizzate alla carità o alla missione, proposte nella Quaresima.

Don Rino Valente di Verderio ex Superiore
Dobbiamo trovarci per parlarne. Ho giusto sentito il tg. Per l’oratorio non si sa ancora niente. È un gran problema quello.



Don Rino Valente e Don Emilio Colombo


Don Emilio Colombo di Brivio
Sicuramente in settimana sarà più facile anche se a Brivio la chiesa è grande. A Beverate che è molto piccola faremo la messa nel cortile dell’oratorio. Metteremo le sedie distanziate. A Brivio 120-130 persone dovrebbero starci. Chi arriva prima meglio alloggia e bisognerà sedersi davanti anche se in genere sono deserte. Per l’oratorio dipende da cosa verrà raccomandato di fare al di là della distanza o meno. Ci sono troppe cose da chiarire. Non sappiamo cosa ci verrà chiesto ma non sappiamo dove mettere i ragazzi. Speriamo che i professori non si facciano tre mesi di ferie ma che stiano con i ragazzi. Questo non lo diranno perché i sindacati impazziranno dicendo che sono stanchi e hanno già lavorato nove mesi.

Don Eugenio Folcio - Novate
Direi finalmente, è quello che tutti chiedevano e che desideravamo. Tiriamo un profondo sospiro di sollievo. Noi siamo fortunati perché c’è una buona capienza e vedremo all’inizio non tutti correranno per via della prudenza rispettosa verso gli altri. L’orario è un capitolo più delicato perché non è un solo momento ma una intera giornata. Questo pericolo deve essere debellato, questa è la priorità, con le preoccupazioni diversamente si vivrebbe costantemente in situazione di allarme.



Don Eugenio Folcio, Don Costantino Prina e Don Luigi Peraboni

Don Costantino Prina - Osnago
Sono contento che si riprenda, ora vedremo. Per l’oratorio penso che quest’anno resterà chiuso. L’amministrazione comunale sta pensando. Vediamo.

Don Luigi Peraboni - Merate
Siamo all’opera per mettere in pratica questo protocollo. Dal 18 ci confronteremo con preti e laici per organizzare le celebrazioni. Le concentreremo in alcuni luoghi per via delle sanificazioni in questa prima fase e tendenzialmente terremo gli orari esistenti poi vedremo se aumentare le celebrazioni o meno. Per l’oratorio la diocesi è in una fase interlocutoria e noi lo stesso con il comune. Comunque come per la messa aspettiamo il protocollo per l’organizzazione dell’estate.

Don Riccardo


Anche don Riccardo Sanvito responsabile delle comunità di Sartirana e Pagnano, è pronto per ripartire con le Sante Messe con distanziamento, dispositivi di sicurezza. “A Pagnano sono state tolte tutte le sedie, a Sartirana non si possono togliere e dunque si farà diversamente. Ci saranno dei volontari della parrocchia che daranno indicazioni alle persone per gli ingressi. Pensiamo di lasciare  libero il sagrato di San Giorgio per utilizzare anche quello come spazio per la stagione bella. Al momento non è ancora chiaro se sarà aumentato il numero delle celebrazioni per dare a più fedeli la possibilità di parteciparvi, dato il contingentamento sulle presenze. Inizialmente penso che molti avranno paura, specialmente gli anziani.
Pagnano e Sartirana sono dunque pronte in base alle disposizioni fornite dalla CEI mentre per quanto riguarda gli oratori la situazione è ancora in fase di studio.
Per quanto riguarda gli oratori attendiamo indicazioni più precise. Don Luca ha partecipato a una riunione della FOM (Federazione Oratori Milanesi) sulla piattaforma zoom e si occuperà di fare avere a tutti una scheda riassuntiva con le indicazioni. Ma attendiamo l'ufficialità dalla Curia. Si parla di gruppi di ragazzi che non potranno essere più numerosi di 10 elementi, con sempre gli stessi educatori ed animatori a seguirli (così da individuare facilmente in caso di contagio le persone con cui sono stati in contatto). Non si potranno fare giochi di società, vietati calcio, basket, pallavolo, ci sarà l'obbligo di sanificazione dei locali, con preferenza comunque per le attività all'aria aperta quando il tempo lo permetterà. Il problema chiaramente sorgerà con i giorni di maltempo che costringeranno, in caso di mancanza di spazi, a far ritornare a casa i ragazzi".

Don Paolo Brambilla - La Valletta Brianza
Sono state effettuate le operazioni di pulizia delle chiese ed abbiamo già provveduto a distanziare le panche. Sono stati poi posizionati dei cartelli laddove non ci si potrà sedere, e comunicheremo con particolare insistenza che chi manifesta uno stato febbrile dovrà rimanere a casa. La situazione sarà più critica sabato e domenica, i giorni di maggiore affluenza. Abbiamo inoltre tolto i libretti dalle chiese e cerchiamo di tenere i locali quanto più areati possibile, tenendo le porte aperte.
E.C.
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