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Scritto Venerdì 04 giugno 2010 alle 10:35

Niente fondi per la Risonanza magnetica. E a Merate solo 23 posti letto acuti Inrca

 

Felice Baio e Mauro Borelli



Il Mandic dovrà ancora attendere a lungo l'arrivo di una Risonanza Magnetica aperta. E fino ad allora i pazienti dovranno accontentarsi del mezzo mobile che settimanalmente arriva a Merate. In sintesi è questo ciò che è emerso dal confronto tra Mauro Borelli da una parte, con Fabrizio Limonta e Lorenzo Scaccabarozzi e Felice Baio dall'altra, accompagnato da Emilio Zanmarchi e Guido Agostoni. Il progetto varato dall'ex Dg di lecco Piero Caltagirone di attivare una convenzione con un service è rimasto in buona sostanza fermo in un cassetto. E quando è stata rilanciata la necessità di una nuova apparecchiatura ci si è trovati al punto di partenza. Il Dg dell'Asl, in quota Lega Nord era per la verità ben consapevole dell'esistenza di questa questione. Ma ha ribadito al presidente dell'assemblea distrettuale che non ci sono disponibilità e che manca anche un progetto da parte dell'Azienda Ospedaliera sulle modalità di acquisto e di gestione dell'apparecchiatura. Insomma su un bilancio complessivo di circa 350 milioni di euro l'Asl non trova 500mila euro per sostenere l'investimento al Mandic. Ma una ragione c'è ed è ben illustrata nella relazione letta da Felice Baio ai rappresentanti dei comuni del distretto: il sistema socio-sanitario regionale è verticalizzato e qualsiasi spesa deve prima passare il vaglio regionale. Risparmi e ottimizzazioni non possono essere impiegate autonomamente in sede locale. Dunque senza il parere favorevole della Regione i pazienti del Mandic dovranno servirsi ancora chissà per quanto tempo del mezzo mobile.

 

 
Nicola Bonaduce (Rappresentante Regione Lombardia nel Consiglio dell'Inrca) e Ambrogio Bertoglio
 

Notizie anche sul caso Inrca: al Mandic arriveranno solo 23 letti per acuti (come aveva anticipato Nicola Bonaduce a casateonline). I rimanenti 25 saranno trasformati in posti letto di riabilitazione e andranno ad aggiungersi ai 32 già esistenti. L'Inrca di Via Monteregio, insomma, è destinato a diventare un polo riabilitativo. E, secondo Mauro Borelli anche un punto di riferimento per i casatesi, mediante l'apertura dell'ambulatorio TAO (Terapia anticoagulante) e l'accentramento degli ambulatori oggi a Villa Rosa, dentro l'edificio ospedaliero con un'unica accettazione e un unico centro di prenotazione. Cade quindi la strategia impostata da Ambrogio Bertoglio di trasferire tutti i 60 posti letto al Mandic almeno per la lunga fase di ristrutturazione del presidio di Via Monteregio. Non è chiaro come mai siano state messe in campo due linee di lavoro tanto divergenti. Evidentemente qualcosa è accaduto che ha indotto i vertici regionali a "consigliare" Asl e AO a mantenere la riabilitazione cardiorespiratoria e pneumologica a Casatenovo. 



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