Scritto Marted́ 28 aprile 2020 alle 15:50

Merate: in videoconferenza con 580 studenti dell'Itc Viganò il dr. Jakob Panzeri racconta le sue settimane da paziente covid

Per oltre un paio di ore si è messo a disposizione, in videoconferenza, di 580 studenti dell'istituto Viganò di Merate, dalla prima alla quinta classe, raccontando loro la sua esperienza di "sopravvissuto" al coronavirus. Jakob Panzeri, 28enne di Lomagna, abilitatosi dopo un tirocinio all'Ospedale Mandic di Merate, è stato contagiato durante mentre svolgeva il suo lavoro di medico di famiglia e ricoverato al Sant'Anna di Como. Una degenza lunga, dolorosa, a tratti anche carica di paura e incertezze che il giovane ha voluto condividere con i ragazzi per renderli partecipi del dramma che si sta consumando e, dunque, anche più consapevoli che azioni e scelte quotidiane possono cambiare drasticamente il corso della loro esistenza e di chi gli sta attorno.


"Mi sento fortunato ad essere qui oggi, tanti colleghi non ce l'hanno fatta" ha raccontato con un pizzico di commozione "penso ad esempio al dottor Italo Nosari, mio professore di diabetologia. Era di Bergamo, arrivava sempre trafelato a lezione. Aveva una grande passione per il suo lavoro e per noi studenti. Ci spronava a lasciarci sempre prendere dalla curiosità e per non rubare troppo tempo ai suoi pazienti a pranzo preferiva un panino veloce alla mensa. Voglio ricordare anche un altro medico che non ce l'ha fatta, il dottor Roberto Stella, coordinatore del corso di medicina generale in Lombardia. Era il nostro capitano e come un capitano è morto in battaglia. E' stato il primo medico contagiato e vittima del covid".
Sempre rivolgendosi ai ragazzi, collegati al canale youtube e "moderati" dai docenti che hanno tenuto d'occhio che tutto si svolgesse senza "intrusioni" o commenti inopportuni, ha manifestato il suo orgoglio di essere medico italiano. "Quando penso a questi medici che sono morti e a coloro che da settimane ormai si sacrificano per i malati, al termine collega preferisco quello di fratelli. Siamo uniti da un giuramento che ci porta a prenderci cura delle persone. Costoro sono martiri per dovere e per amore". Le domande degli studenti poi hanno spaziato tra diversi temi: l'origine del virus, i farmaci a disposizione, l'importanza dei tamponi, come si può prevenire il contagio, come ci si deve comportare quando si esce di casa, quali saranno le tempistiche per tornare a una vita normale. Il dottor Jakob con pazienza e con un linguaggio semplice in due ore ha risposto a tutti gli interrogativi, saziando la curiosità dei ragazzi, a volte davvero profonda altre volte simpaticamente propensa a interrogativi più "banali" ma comunque di una certa importanza data l'età come "quando torneremo allo stadio?".
"Ragazzi questo non è un reality dove uno può fare il furbo e vedere cosa succede. Si fa del male a se stessi e agli altri. Solo con il rispetto delle regole torneremo ad abbracciarci più forte di prima. Nelle settimane di ricovero ho avuto ansia e paura, era la prima volta che facevo la parte del paziente. E sì, soprattutto i primi giorni ho avuto paura di morire poi fortunatamente tutto è andato bene". Dando anche qualche nozione medica, nel tentativo di dare delle risposte scientifiche, in un lasso di tempo brevissimo e con un uditorio con conoscenze limitate in materia, il dotto Jakob ha confutato l'affermazione secondo cui il Covid colpisce solo anziani o persone con altre patologie, ha spiegato il concetto di immunità e illustrato le sperimentazioni sui vaccini, i test sierologici, i farmaci in uso.
"Secondo lei dottore abbiamo imparato qualcosa da tutto questo? Cambieremo in meglio?" la domanda di uno studente probabilmente comune a tanti. "Sicuramente abbiamo imparato molto di più in campo medico in questi tre mesi. Dopo questa pandemia, tutti noi come genere umano saremo meno egoisti, apprezzeremo di più le cose che ci sono mancate nella quarantena, come un abbraccio, un incontro con gli amici. Ma la mia è una speranza perchè purtroppo l'uomo ha una memoria molto corta e dimentica falcimente tutti i mali che ha alle spalle ed è possibile che si ritorni alla vita normale di prima. Ma l'augurio che faccio a tutti noi è di ritrovarci un po' migliori rispetto a quanto siamo oggi".
S.V.
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