Scritto Martedì 11 febbraio 2020 alle 12:08

Sartirana, è il Lago al centro del confronto. La Giunta stanzia 108mila €, chiesti più soldi. Il conferimento al Curone viene congelato

Hanno ascoltato gli interventi di tutti gli assessori, ma poi hanno voluto sapere di più sul ''loro'' lago. Se l'incontro che si è svolto a Sartirana tra gli abitanti della frazione e l'Amministrazione comunale si è protratto fino alla mezzanotte, nella serata di lunedì 10 febbraio, in buona parte è stato per il dibattito attorno alla gestione della Riserva Lago. Sono giorni cruciali, del resto, per il suo futuro.

Dopo l'annuncio da parte del sindaco Massimo Panzeri della nomina di Mauro Brambilla di via del Careggio a direttore della Riserva (unico candidato rimasto dopo la rinuncia dei due professionisti che avevano dato la disponibilità senza rendersi conto della gratuità dell'incarico), si è parlato dello studio dei sedimenti.  A settimane è infatti atteso l'esito dell'analisi commissionata al dottor Negri che ha indagato anche sulla natura di alcuni anomali sversamenti che si presume siano avvenuti negli anni '70 e che avrebbero causato una rottura nell'equilibrio organico e biologico delle acque. Dai carotaggi che hanno perlustrato gli oltre 180 centimetri del sedimento, come spiegato durante l'incontro dall'assessore Andrea Robbiani, è emerso infatti chiaramente che scendendo circa mezzo metro dalla base dell'attuale fondale è presente uno strato di colore nero nel quale sono state rinvenute tracce di idrocarburi.

Da quel punto e a risalire, è stato spiegato nel corso dell'assemblea dall'assessore Andrea Robbiani, occorre rimuovere il fondale che ogni anno aumenta di circa un centimetro. ''Avanti di questo passo, stando a quanto è emerso finora dalle rilevazioni effettuate dall'ing. Negri, la previsione, considerato che il fondale nel punto più alto si trova attualmente ad una profondità di circa 2 metri e mezzo, è quella di avere una sorta di palude entro 250 anni'' ha spiegato Robbiani. ''Con l'ultimazione dello studio commissionato potremo anche definire una progettualità di interventi per ricondurre il lago al suo sedimento originario. Possiamo già immaginare che si tratterà di operazioni dalle situazioni logistiche e i costi non indifferenti''. 

Il sindaco Massimo Panzeri e il vicesindaco Giuseppe Procopio

Le sponde del lago saranno inoltre interessate da alcuni interventi di manutenzione nelle prossime settimane, quando partiranno delle opere di contenimento del canneto e di sistemazione di alcuni tratti del sentiero. ''Con la protezione civile - ha poi aggiunto il sindaco Massimo Panzeri - andremo a ripulire i canali di scolo che favoriscono il flusso delle acque e che al momento risultano parzialmente ostruiti''. Inoltre nel corso della serata, svelando in parte la risposta che sarà fornita ad una interrogazione presentata sull'argomento dal gruppo di minoranza ''Cambia Merate con Aldo Castelli'' nel corso della seduta di Consiglio comunale che si riunirà giovedì sera, è stato preannunciato che al momento non sono state portate avanti trattative con il Parco di Montevecchia e Valle del Curone per l'annessione della Riserva Lago. Il Sindaco Panzeri ha infatti escluso che il Comune potrà interloquire, per l'eventuale conferimento della Riserva anche con il Parco Adda Nord, di cui pure il Comune di Merate fa parte con un piccolo appezzamento a Cassina.

''Il nostro unico interlocutore, nel caso, sarà il Curone'' ha annunciato. ''Il consigliere Fabio Tamandi si trova proprio questo momento riunito nel Consiglio di gestione a Montevecchia e chiederà quali conseguenze potrà avere il nostro ingresso. È chiaro che entreremo solo a fronte della certezza che l'ente si occuperà della Riserva con manutenzioni ordinarie e straordinarie garantite''. Ma al momento l'ingresso è congelato. L'argomento del Lago, come detto, ha decisamente ''monopolizzato'' buona parte dell'assemblea pubblica e in alcuni frangenti i sartiranesi presenti si sono lasciati andare a commenti di un certo impulso. Luigi Perego, membro del gruppo pescatori, è intervenuto, ad esempio, dicendo che già qualche anno fa dei ricercatori svizzeri e francesi avevano eseguito dei carotaggi sul fondale senza riscontrare problemi.

Gli assessori Franca Maggioni e Alfredo Casaletto

L'opera ipotizzata poco prima dall'assessore Robbiani, dunque, sarebbe inutile. La stessa persona ha poi riferito che accanto al sentiero di terra battuta in località Foce ci sono buche profonde anche 40 centimetri, dove i bambini potrebbero farsi seriamente male, e ha perciò consigliato all'Amministrazione di spendere una parte del tesoretto destinato alla manutenzione del lago, 108mila euro per quest'anno, anche per la loro sistemazione. Una cifra, citata anche dall'assessore Alfredo Casaletto e che si troverà anche nel bilancio di previsione che arriverà in approvazione nel Consiglio comunale  di giovedì 13 febbraio, ritenuta da alcuni tra i presenti non sufficiente per affrontare i numerosi lavori che servirebbero alla riserva. "Con 108mila euro non si risolvono questi problemi" ha dichiarato Gianluigi Bonalume, ex assessore, facendo riferimento al progetto di rimozione dei sedimenti. Casaletto ha però replicato spiegando che in primavera, con l'approvazione del rendiconto di gestione, la Giunta potrà valutare un incremento della somma al momento destinata.  Ma lo scontro tra Robbiani e Luigi Perego si è acceso quando il secondo ha chiesto il motivo per cui la diga della Foce è costantemente aperta da un anno, la qual cosa ha determinato un abbassamento del livello dell'acqua di una trentina di centimetri.

Al centro l'assessore Andrea Robbiani

Robbiani, che ha negato, è stato pesantemente attaccato da Perego, che gli ha chiesto di "non raccontare barzellette ad uno che tutti i giorni sta al lago". "Quando vengo io non l'ho mai vista" gli ha poi replicato Robbiani. La prossima sarà una seduta di Consiglio per il futuro della Riserva anche per un altro motivo. La maggioranza porterà infatti ad approvazione alcune modifiche al regolamento di gestione della Riserva naturale. Nella fattispecie sarà di fatto annullata una deliberazione votata all'unanimità dal Consiglio comunale nel 2018 per ammettere l'ingresso dei cani e modificare gli orari di accesso alla Riserva, prolungandoli fino alla mezzanotte.

Il capogruppo Paolo Centemero, la consigliera Greta Ghezzi e l'assessore Fiorenza Albani

Un'interrogazione del gruppo in Consiglio Regionale del Movimento 5Stelle ha fatto emergere l'incongruenza della delibera con il Piano della Riserva approvato dalla Regione, che nega la possibilità di accesso ai cani. Inoltre, in via prudenziale e per lo stesso motivo sarà revocata la delibera di Consiglio comunale del 2005 voluta dall'allora Presidente della Riserva Roberto Perego che omogeneizzava orari estivi ed invernali di accesso anche se Perego, attuale consigliere di minoranza, ha spiegato che chiese agli uffici di verificare se le modifiche apportate potessero in qualche modo essere in contrasto con il Piano di gestione regionale, e se fosse il caso di avviare un iter necessario per chiedere un allineamento dei due documenti. La risposta, ha spiegato Perego, fu negativa sia da parte degli uffici comunali che di quelli regionali.

L'intenzione degli attuali amministratori non è quella di fare un passo indietro su decisioni ormai condivise, ma di risolvere un problema di carattere formale che si è andato a creare con il piano di gestione regionale delle riserve naturali. Per questo il Sindaco Panzeri ha spiegato che, visti anche i solleciti di Regione Lombardia, si procederà a rifare il Piano di Gestione della Riserva che sarà poi avallato dalla Regione. Tradotto, da giovedì sera i cani non potranno più accedere alla Riserva naturale per un po'. Ma è impossibile al momento sapere per quanto tempo. La questione è stata sollevata anche da alcuni cittadini presenti che hanno fatto notare di come molte persone frequentino ormai la Riserva con il loro cane e che questo pasticcio sta creando una grossa confusione, determinata anche dalla poca chiarezza dei cartelli esposti.
A.S.
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