Scritto Mercoledì 06 novembre 2019 alle 12:14

I BENI DEI FIGLI MINORI. L'APPROFONDIMENTO DELLO STUDIO LEGALE ZUCCHI

Nell'approfondimento del 22.10.2019 abbiamo affrontato il tema del contratto stipulato da un minorenne, rilevandone l'annullabilità per incapacità di agire dello stesso.
Sino al raggiungimento del diciottesimo anno d'età di una persona sono i genitori (o chi ne fa le veci), infatti, a curarne gli interessi patrimoniali: la responsabilità genitoriale ricomprende, quindi, non solo la cura della persona del minore (salute, studi, ecc.) ma anche dei suoi beni.
Gli atti che i genitori possono compiere in nome e per conto dei figli si distinguono in due categorie: gli atti di ordinaria amministrazione e quelli di straordinaria amministrazione (o che eccedono l'ordinaria amministrazione).
Gli atti di ordinaria amministrazione (quali per es. riscuotere i canoni d'affitto) possono essere compiuti da ciascun genitore, disgiuntamente dall'altro (art.320, comma 1, c.c.).
Per gli atti di straordinaria amministrazione (quali ad es. l'accettazione di un'eredità, l'acquisto di un bene immobile, ecc.), invece, i genitori devono agire congiuntamente e previa autorizzazione del giudice tutelare (art.320, comma 3, c.c.), che valuterà la necessità e utilità del compimento di detti atti nell'interesse del minore.
Ove gli atti di straordinaria amministrazione vengano compiuti dai genitori senza il preventivo assenso del giudice tutelare, gli stessi sono annullabili ex art.322 c.c. e detta nullità non può essere sanata neppure dall'eventuale successiva autorizzazione del giudice.
Laddove i genitori siano in disaccordo tra di loro sulla gestione dei beni del minore, ciascuno di loro potrà rivolgersi al giudice tutelare perché autorizzi o meno l'operazione (art.316 c.c.).
In caso di conflitto di interessi tra figli e genitori, che deve essere attuale e non meramente ipotetico o eventuale e che deve essere di carattere patrimoniale, il giudice tutelare nomina ai figli un curatore speciale. Ove il conflitto sia con uno solo dei genitori, invece, la rappresentanza del figlio spetta, esclusivamente, all'altro genitore (art.320, ultimo comma, c.c.).
Infine, da notare che, salve alcune eccezioni, i genitori hanno l'usufrutto dei beni del figlio ed i frutti percepiti sono destinati al mantenimento della famiglia e all'istruzione ed all'educazione della prole.
Avv. Roberta Zucchi - Avv. Anna Colombo
Studio Legale Zucchi





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