Scritto Giovedý 13 giugno 2019 alle 19:49

Tre rapine in una sera in treno tra LC e MI: 8 anni di reclusione la pena per un 29enne

Secondo il racconto reso dalle vittime in Aula, di fatto avrebbe fatto da "palo", senza interloquire - come rimarcato anche dalla difesa - con loro: per tre rapine messe a segno, stando all'impianto accusatorio, una dopo l'altra, con due complici, su un treno regionale della linea Milano-Lecco nella serata del 20 novembre 2017 quest'oggi il ventinovenne Tindaro Mazza è stato condannato a 8 anni di reclusione oltre al pagamento di multa da 2.100 euro e delle spese di giustizia nonché di un risarcimento pari a 10.000 euro da versare ad uno dei tre denuncianti, l'unico ad essersi costituito parte civile. Si è chiuso così lo stralcio lecchese di un'indagine - condotta a quattro mani da Carabinieri e Polizia - riuscita a eradicare una baby-gang operante prevalentemente sul territorio di Vimercate, con scorribande, però, come documentato dalle forze dell'ordine, anche nel nostro territorio, tanto da trascinare appunto a giudizio, al cospetto del collegio giudicante del Tribunale di Lecco, l'unico maggiorenne di una "costola" di quella crew capace di spianare perfino una pistola dinnanzi agli occhi di innocenti passeggeri di uno dei tanti treni che percorrono la tratta, stazione dopo stazione, che congiunge il capoluogo meneghino a quello lariano. Due gli episodi che si sarebbe verificati all'andata, ai danni di altrettanti giovani uomini, avvicinati dal terzetto nel tentativo di fare propri cellulare e contanti. Scesi a Calolzio, come documentato dalle telecamere del circuito di videosorveglianza interne allo scalo, il trio avrebbe atteso la coincidenza per ripartire verso Monza, "segregando" per svariati minuti un 26enne salito a bordo per recarsi al lavoro, "liberato" solo a Cernusco con l'omaggio di una sigaretta. "Così ti calmi" gli avrebbero detto gli aggressori, schernendolo dopo avergli sottratto lo smartphone, il portafogli e... la sicurezza di viaggiare in treno, tanto da non riuscire più a prendere mezzi pubblici, perdendo anche il posto in ditta e un discreto stipendio.
Vano il tentativo della difesa di cercare di rimarcare come il racconto delle tre presunte vittime presenti discrepanze - i due rapinati all'andata hanno sostenuto entrambi di essere stati avvicinati tra Airuno e Calolzio da dei soggetti scesi poi dal treno - e come comunque non si abbia prova dell'effettivo ruolo eventualmente giocato da Mazza. Il collegio - presidente Enrico Manzi, a latere Nora Lisa Passoni e Martina Beggio - lo ha ritenuto colpevole, condannando a 8 anni, contro i 9 chiesti alla scorsa udienza dalla Procura nella persona del PM Giulia Angeleri. Il giovanotto, attualmente ai domiciliari in Sicilia ma salito a Lecco per la lettura del dispositivo, è stato altresì assolto - come chiesto anche dalla pubblica accusa - in riferimento a un quarto episodio consumatosi invece in stazione a Olgiate con un cittadino sudamericano avvicinato da dei giovanotti, costretto a portarsi al bancomat e a prelevare del denaro prima di essere abbandonato sui binari. La stessa vittima, infatti, non ha fornito elementi circa la presenza di un italiano nel gruppetto di assalitori, indicati invece come magrebini.
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