Scritto Venerd́ 26 ottobre 2018 alle 09:03

Merate: Via Forlanini è strada pubblica. Al comune l'onere delle manutenzioni. Lo stabilisce una sentenza del tribunale

A sgomberare i dubbi che da anni si protraevano con contenziosi, è stato il tribunale di Lecco con una sentenza dello scorso 23 ottobre pronunciandosi sulla richiesta di risarcimento danni avanzata dalla famiglia Rota Biasetti per i disagi dovuti al manto sconnesso della Via Carlo Forlanini a Novate.


La strada è pubblica così come attestano gli atti portati a giudizio e risalenti al 1866 e non avendo il comune dato prova di avvenuta sdemanializzazione quel tratto risulta a tutti gli effetti competenza dell'ente. Per questa ragione pur non accogliendo la richiesta dei ricorrenti al risarcimento dei danni non patrimoniali per l'impossibilità ad uscire dall'abitazione, data l'assenza di sufficiente documentazione che comprovi i fatti, il giudice ha condannato il comune a rifondere le spese di giudizio pari a 9mila euro.
Via Forlanini
Ad essere determinante nella decisione del giudice Carlo Boerci, come accennato, è stato il ritrovamento da parte dei ricorrenti di un documento risalente al 1866 dove si attestava che l'allora comune indipendente di Novate era titolare della strada così mantenuta anche successivamente all'annessione con Merate.

"Si tratta di un estratto dell'elenco delle strade comunali predisposto nel 1866 dall'antico Comune di Novate Brianza (poi confluito nel Comune di Merate), che riporta indicata al numero 11 la "Strada della Casetta" si legge nell'estratto della sentenza del giudice "La strada corrisponde certamente all'attuale Via Forlanini, come risulta dalla deliberazione del Consiglio Comunale n. 18 del 13/2/1974 che ha provveduto alla nuova intitolazione di alcune strade comunali, tra le quali figura al numero 17 la Via Carlo Forlanini così descritta: "strada compresa nell'elenco delle strade comunali al n. 6 di quelle vicinali e denominata "strada della Casetta"". Il Comune non ha contestato la veridicità dei documenti, anzi ha provveduto a depositarne copia integrale in ottemperanza all'ordine di esibizione del Giudice. Ha contestualmente dichiarato che negli archivi comunali non esistono altri atti riconducibili ai predetti procedimenti amministrativi di stesura dell'elenco delle strade comunali. Orbene, per quanto riguarda l'elenco del 1866, è pacifico che lo stesso sia stato compilato nell'ambito del procedimento di classificazione delle strade previsto dalla Legge per l'unificazione amministrativa del Regno d'Italia del 1865 (come risulta dall'intestazione del documento depositato dalla difesa comunale)".

A fronte di tale attestazione il comune avrebbe dovuto predisporre un elenco delle strade di proprietà, identificandole in base a caratteristiche ben precise, portarle in consiglio comunale e procedere con l'omologa da parte del prefetto. Passaggi questi che non sono stati fatti e che, dunque, hanno come punto fermo l'elenco delle strade comunali del 1866 legittimamente approvato dall'allora comune di Novate brianza e poi richiamato in una delibera del 1974,

"Visto che la presunzione della natura pubblica della strada risale al 1866" chiosa il magistrato "il Comune aveva l'onere di dimostrare che a quell'epoca la strada fosse privata e, in assenza di tale prova, si deve concludere che sin da allora il bene facesse parte del demanio; di conseguenza, una volta accertata l'originaria natura demaniale, per dimostrare che oggi la strada sia di proprietà privata il Comune dovrebbe allegare e provare che sia intervenuta la sdemanializzazione, esplicita o tacita. Tuttavia il Comune non ha assolto all'onere di prova gravante su di esso". "I relativi diritti ed oneri (anche di manutenzione) in capo al Comune sono conseguenza automatica dell'accertamento della proprietà e non occorre che siano dichiarati dal Tribunale" è la conclusione del dr. Boerci. L'esito della causa intentata dalla famiglia Rota Biasetti, nelle persone del sig. Alessandro e Francesco, padre e figlio, assistiti dall'avvocato Alessandro Patti, apre ora scenari che dovranno essere affrontati urgentemente. Il comune riconosciuto quale proprietario della strada dovrà provvedere alle asfaltature e all'illuminazione, servizi questi che fino ad oggi erano stati procrastinati per capire la titolarità di quel tratto. E per ribadire ulteriormente il concetto, si legge nella sentenza, "è del tutto irrilevante il fatto che la Via Forlanini oggi sia utilizzata quasi solo dai residenti, come pure è irrilevante il fatto che essa non sia particolarmente larga ed in parte non sia perfettamente asfaltata. Non si ravvisa in ciò una volontà inequivocabile dell'Amministrazione di rinunciare definitivamente alla proprietà, anzi il comportamento tenuto dal Comune nel corso dei decenni si presta ad interpretazioni certamente non univoche, visto che la strada è stata in buona parte asfaltata e dotata di illuminazione pubblica e fognature".

L'argomento era stato oggetto di numerosi interventi anche da parte delle minoranze consiliari che in più occasioni avevano chiesto un chiarimento definitivo sulle competenze e dunque una soluzione. La sentenza del dr. Boerci pone fine ai dubbi ma con tutta probabilità costringerà il comune a dover mettere mano ad altre soluzioni simili e verificare se non sussistano anche lì i presupposti per possibili contenziosi con i cittadini, da risolvere prima di finire nuovamente in tribunale.
S.V.
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