Scritto Mercoledý 07 febbraio 2018 alle 09:24

Calusco: messa degli Alpini in omaggio di chi è andato avanti

Quest’anno è stato il turno di Calusco d’Adda di onorare la tradizione dei comuni della zona Sud dell’Isola Bergamasca (Bonate Sotto, Bottanuco, Calusco d’Adda, Chignolo d’Isola, Madone, Medolago, Solza, Suisio) e celebrare la Santa Messa in suffragio dei soci “Andati Avanti” della grande famiglia alpina.

Il parroco, Don Achille e il curato, Don Ivan

La cerimonia, eseguita da Don Achille e Don Ivan, si è svolta sabato 4 febbraio 2018 e ha commemorato al contempo la ricorrenza del 75° anniversario dei caduti della Campagna di Russia nella Seconda Guerra Mondiale, il cui ritiro delle truppe, a seguito della battaglia di Nikolajewka (combattuta il 26 gennaio 1943) ebbe un alto prezzo in termine di vite umane. Numerosi sono stati i partecipanti alla funzione che ha visto i rappresentanti del Gruppo Alpini schierati in prima fila nella Parrocchia di San Fedele Martire del paese, in via dell’Assunta, dove l’abside della chiesa era stato decorato per l’occasione con stendardi e vessilli tipici.

Gli alfieri degli otto gruppi con i gagliardetti

La celebrazione liturgica è stata inoltre accompagnata dall’esibizione del famoso coro ANA “Val San Martino” che, originario di Cisano Bergamasco, ha al suo attivo una lunga serie di medaglie anche di matrice internazionale. Per l’occasione, l’attuale direttore del gruppo di cantori, Fabio Piazzalunga (pianista, organista e direttore musicale) dopo i canti cerimoniali eseguiti nel corso della Santa Messa ha scelto come repertorio una serie di canzoni significative.

Il parroco, Don Achille, assiste al concerto

Le prime avevano lo scopo fondamentale di portare gli ascoltatori ad un’attenta analisi introspettiva mediante le parole di Cercheremo, di Marco Maiero e Esta Tierra composizione di Javier Busto che il maestro ha arrangiato appositamente per l’esibizione del Coro.

A seguito, Acque montane, di Kurt Dubiensky, ispirata alla tragedia del Gleno, avvenuta il 1° dicembre 1923 (e di cui quest’anno ricorre l’85° anniversario) quando il cedimento strutturale della diga in Val di Scalve riversò un fiume di acqua e fango che distrusse tutto ciò che incontrava lungo la sua strada.

Prezioso monito contro l’eccessivo sfruttamento dell’ambiente da parte dell’uomo. Il coro ha infine concluso la sua esibizione con due brani di Bepi de Marzi: Signore delle cime, dedicato a tutti coloro che hanno perso la vita in montagna e Benia Calastoria la cui storia di un ragazzo partito come soldato e tornato in un paese distrutto dalle privazioni della guerra vuole essere un “auspicio per una vita fortunata”.

Daniela Redaelli
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