Scritto Luned́ 03 aprile 2017 alle 23:56

Meratese: donna a giudizio per staking verso l'ex marito e la compagna

Una relazione coniugale finita male, che ha lasciato spazio a tensione e risentimento, è costata ad una donna classe 1963 oggi residente in provincia di Monza, una denuncia per stalking e molestie (secondo gli articoli 612 bis e 660 c.p.).
Autori della querela l'ex marito - con il quale la donna risiedeva in un comune del meratese - e la nuova compagna di lui, costituitisi entrambi parte civile (tramite l'avvocato Monica Borsa del foro milanese) nel procedimento apertosi la scorsa settimana in tribunale a Lecco al cospetto del giudice monocratico Salvatore Catalano.
Secondo il quadro accusatorio delineato durante l'udienza dal sostituto procuratore Nicola Preteroti, l'imputata avrebbe ''molestato'' ripetutamente la rivale, spiandola all'esterno della propria abitazione ed effettuando un paio di telefonate ai genitori per comunicare loro che la figlia aveva allacciato una relazione sentimentale con un uomo sposato. Sempre all'indirizzo dei coniugi, la donna avrebbe inviato una lettera nella quale accusava senza mezzi termini la ragazza di averle rubato il marito.
E' stata proprio la mamma della presunta vittima, trentenne all'epoca dei fatti, a raccontare davanti al giudice la vicenda. ''Mia figlia era terrorizzata: non voleva più uscire di casa da sola nemmeno per portare a spasso i cani, così l'accompagnavo io'' ha affermato la donna, sostenendo di aver notato l'autovettura dell'imputata all'esterno della propria abitazione almeno 5-6 volte in meno di quindici giorni.
L'episodio più grave tra quelli contestati all'imputata - difesa dall'avvocato Francesca Crippa del foro di Monza - si sarebbe invece verificato in un ristorante della zona. Qui la donna avrebbe infatti sorpreso per la prima volta il marito insieme alla nuova fidanzata e, in un raptus di rabbia, l'avrebbe presa a schiaffi. A completare il quadro accusatorio, gli sms a carattere ingiurioso inviati all'indirizzo della coppia.
Sottopostasi ad esame, l'imputata ha ridimensionato molto i fatti a lei contestati, indicandoli come diretta conseguenza dell'atteggiamento del marito, che le aveva nascosto per diverso tempo la relazione extra-coniugale. Al termine dell'udienza - durante la quale sono stati sentiti anche un paio di testimoni della difesa - il giudice Catalano ha aggiornato il processo al prossimo 13 luglio, invitando le parti a ricomporre bonariamente la controversia, nell'interesse di tutti e in particolar modo della figlia degli ex coniugi.
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