Scritto Marted́ 20 dicembre 2016 alle 11:38

GDF BRESCIA - SEQUESTRATI BENI PER 10 MILIONI DI EURO TRA ITALIA E SVIZZERA

L’operazione “ PECUNIA OLET ” ha consentito di ricostruire minuziosamente l’attività di “pulizia di denaro sporco” (denaro proveniente da reati tributari e fallimentar i commessi da un gruppo criminale) e di procedere, i n data odierna, al sequestro, tra Italia e Svizzera, di beni e liquidità per un ammontare di circa € 1 0 milioni . L’associazione per delinquere era già stat a disarticolat a nel 2014, a llorquando nell’ambit o dell’operazione denominata “MERCATO LIBERO”, coordinata dalla Procura della Repubblica di Brescia, erano stati tratti in arresto 9 soggetti , alcuni dei quali ritenuti contigui a cosche della ‘ndra n gheta calabrese. Nonostante gli intervenuti arresti, i mi litari della Guardia di Finanza del Nucleo di Polizia tributaria di Brescia , unitamente al personale della Squadra Mobile della Polizia di Stato di Brescia hanno continuato l’indagine, riuscendo ad individuare la destinazione finale dei flussi finanziari o ggett o dell’attività di riciclaggio attraverso specific i accertamenti bancari sviluppat i si sul territorio nazionale e all’estero per il tramite di attività rogatoriali. Tali sviluppi investigativi , coordinati dalla Procura della Repubblica di Bergamo , han no dato origine all’odierna operazione “ PECUNIA OLET ”, così denominata in quanto il denaro trasferito lasciava, nei vari passaggi, il proprio “odore”, la propria “scia”. Gli indagati, probabilmente confidando nel famoso “segreto bancario” svizzero e sanma rinese (ormai venuto meno) e nell’utilizzo di società offshore , si sentivano al riparo da qualsiasi eventuale provvedimento della giustizia italiana . Più nel dettaglio, l ’attività di riciclaggio era governata da una donna di origine bergamasca, di anni 41, imprenditrice operante nel settore dell’edilizia e attualmente residente in Svizzera. La citata imprenditrice, con l’ausilio dei propri familiari, aveva provveduto a “ svuotare ” le società edili (società gestite dal sodalizio criminale e intestate a presta nomi) delle risorse finanziarie attraverso trasferimenti bancari da conti italiani, verso conti svizzeri, sanmarinesi e di Singapore. Tali conti esteri erano intestati a società offshore (scatole vuote formalmente aventi sede a Panama, British Virgin Isla nds , Marshall Islands ) gestite a loro volta da società fiduciarie svizzere. Dietro i predetti schermi vi erano gli indagati, quali titolari effettivi delle operazioni e dei rapporti finanziari.

Nel seguente grafico si riassume il percorso dei flussi f inanziari sopra descritto.



La mela stilizzata è spiegabile come segue: il fiduciario elvetico parlando telefonicamente con gli indagati italiani delle movimentazioni di denaro “da ripulire” , utilizzava l’espressione criptica “ magazzino di mele ”, per indi care i conti correnti svizzeri, destinazione ultima del riciclaggio. In conclusione, in data odierna, militari della Guardia di Finanza, unitamente al personale della Polizia di Stato - Squadra mobile di Brescia, coordinati dalla Procura della Repubblica di Bergamo, hanno proceduto al sequestro di immobili e quote societarie sul territorio nazionale. Contestualmente, il T ribunale Federale di Berna, su richiesta rogatoriale inoltrata dall’Autorità giudiziaria bergamasca, ha dato esecuzione a due provvediment i di sequestro p er equivalente e “sproporzione”, emessi dall’Ufficio G.I.P. del Tribunale di Bergamo, per alcuni milioni di euro .
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