Scritto Marted́ 24 maggio 2016 alle 08:52

Merate: sulla variante al PGT intervista a Pozzi (Sei Merate). 22 osservazioni per riportare il testo al suo spirito originario

Dopo i consiglieri di "Prospettiva Comune", Andrea Valli e Massimo Panzeri, ex assessori della Giunta Robbiani, che approvò il primo PGT e varò la variante, ecco la posizione di Sei Merate espressa da Alessandro Pozzi.

Alessandro Pozzi
Quante osservazioni avete presentato? Cosa intendete chiedere alla maggioranza con queste osservazioni?

Nei giorni scorsi abbiamo depositato 22 osservazioni attraverso le quali intendiamo chiedere alla maggioranza di riportare la variante al suo significato originario, ovvero quello tracciato dalla Delibera 56 del marzo 2014 che diede il via al procedimento di revisione. E' bene ricordare che la Delibera prevedeva un "adeguamento dello strumento urbanistico al Programma Triennale delle Opere Pubbliche, "alcune revisioni cartografiche" e "la revisione delle norme per il recupero degli edifici esistenti".
Purtroppo la variante adottata dalla sola maggioranza lo scorso febbraio va ben oltre i confini inizialmente definiti, prevedendo estese modifiche formali e sostanziali che vanno nell'ottica di una forte liberalizzazione e che rischiano di modificare in modo radicale il tessuto urbanistico della città.
 

Cosa vi proponete di ottenere? Su cosa vertono le osservazioni?
Le osservazioni di Sei Merate, se verranno approvate, consentirebbero di smussare gli angoli più radicali della variante, prevedendo, a titolo esemplificativo, limitazioni ai cambi di destinazione d'uso degli immobili, il divieto di insediare sale gioco e locali di intrattenimento (FC8) nei tessuti produttivi e commerciali, lo stralcio degli esercizi pubblici dall'elenco delle funzioni compatibili previste nei tessuti storici a funzione residenziale, l'impossibilità di cumulare gli ampliamenti previsti dal PGT con quelli eseguibili in applicazione della LR 13/2009, il rafforzamento delle alberature di mitigazione per i tessuti produttivi, l'impossibilità di insediare esercizi commerciali e artigianali in edifici ubicati su aree agricole non più adibiti ad uso agricolo, oltre al divieto di utilizzare recinzioni metalliche all'interno del corridoio ecologico tra il Parco del Curone ed il Parco Adda Nord.
Una delle osservazioni verte infine sulla questione del TUC e chiede che ne venga eliminata la perimetrazione (che potrebbe dare origine a nuove edificabilità in occasione di future varianti) in funzione del reintegro della precedente definizione del Tessuto Urbano Consolidato.


Insomma, una posizione di maggiore salvaguardia...
Non siamo aprioristicamente contrari ad intervenire sul tessuto urbanistico della città, ma riteniamo che le scelte in merito alla variante al PGT debbano essere orientate ad una decisa pausa di riflessione rispetto allo sviluppo della città innestato negli ultimi anni ed essere orientate alla qualità piuttosto che alla quantità degli interventi e alla minimizzazione del consumo di suolo, in ottemperanza alla normativa regionale.


Quali sono ora i prossimi passaggi?
L'iter di variante prevede ora l'espressione dei pareri degli organi superiori (Provincia e Regione) per poi tornare in Commissione per l'esame delle osservazioni ed infine in Consiglio per l'approvazione finale, che dovrebbe avvenire dopo l'estate. L'auspicio è che in questi passaggi la maggioranza non si arrocchi nella difesa delle posizioni sino ad ora espresse, ma sia invece permeabile al confronto affinché si possa giungere ad una sintesi efficace. Da parte nostra c'è la piena disponibilità al confronto.
C.B.
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