Scritto Giovedý 03 giugno 2010 alle 09:49

Sul Plis al sig.Bruno

Sig. Bruno
le posso rispondere solo  questo: non conosco il caso concreto,ma è giusto che un'area protetta abbia confini logici .La logica sta nel disegnare un territorio che abbia senso dal punto di vista della tutela ambientale
e nella gestione comune.Spesso gli amministratori fanno errori, nel plis è ancora più facile perchè occorre disegnare e ritagliare parti di territorio già compromesso e urbanizzato.
Non conosco il caso concreto , può darsi che abbia ragione.Io comunque preferisco un plis mal disegnato alla mancanza di un plis, sempre in certi limiti.Il suo plis che conosco bene come territorio merita veramente una tutela e una valorizzazione, molto di più di altre aree protette.

Il punto però è un altro.Quello che mi ha spinto a intervenire è il suo  ragionamento di fondo che ho colto .
Il rifiuto di principio di una condivisione di scelte sovracomunali e di una cessione di una propria
possibilità di decisione.Questa diminuzione di potere di un qualsiasi comune in favore di un bene superiore è un principio valido e accettabile.Mi è sembrato chiaro il suo rifiuto di questo principio ( il famoso padroni a casa nostra ).Questo mi ha preoccupato e basta.

Se superiamo  questo punto , questa barriera tutto  è realizzabile ,ma è di un secondo livello, come fare le cose giuste, i giusti perimetri, le aree che meritano.E' un secondo livello in cui ci sta il confronto tra opinioni diverse.Ma se il principio generale  è rifiutato, siamo nell'area dell'incomunicabilità.

un saluto
p.s. anch'io sono contadino, o meglio agricoltore,pure questo lei lo ha escluso  di principio
 

Angelo
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