Scritto Marted́ 19 aprile 2016 alle 18:20

Merate: arrestate per furto ad un'anziana, patteggiano un anno e si impegnano a fare una donazione a un centro per la cura dell'alzheimer

Hanno patteggiato un anno di reclusione oltre al pagamento di una multa di 1000 euro le quattro donne arrestate una decina di giorni fa dai carabinieri della Compagnia di Merate, che le avevano fermate poco dopo il furto commesso ai danni di un'anziana residente in Viale Verdi.


Tradotte dal carcere Bassone di Como, Mila Weib, nata in Germania e le polacche Sara Tabacek, Rosa Kolompar e Irena Sabo, sono comparse stamani dinnanzi al giudice monocratico Salvatore Catalano e al pubblico ministero Cinzia Citterio. L'avvocato di fiducia William Voarino del foro di Torino in occasione del processo con rito direttissimo celebrato il giorno successivo all'arresto, aveva infatti chiesto un termine a difesa per poter stabilire la migliore strategia difensiva da adottare.
Raggiunto l'accordo per il patteggiamento con la dottoressa Citterio, il giudice Catalano - dopo essersi ritirato in camera di consiglio - ha sentenziato la pena di un anno per tutte e quattro le imputate, oltre al pagamento di 1000 euro. Tramite il proprio legale le quattro si sono inoltre impegnate ad effettuare una donazione - per una somma ancora da stabilire - a favore di un centro per la cura dell'alzheimer. Una sorta di risarcimento morale per il danno cagionato attraverso la propria condotta. Non si è invece costituita in alcun modo nel procedimento, l'anziana meratese vittima del furto.


L'episodio al centro del procedimento conclusosi stamani risale allo scorso 8 aprile, quando la banda al femminile, a bordo di una Ford Focus di colore blu, si era portata in Viale Verdi a Merate, posteggiando la vettura di fronte alla pizzeria Grotta azzurra. Mentre una di loro, Mila Weib, restava a "fare da palo" vicino alla Ford, le altre tre si intrufolavano all'interno del condominio adiacente e riuscendo ad entrare nel palazzo citofonavano alla porta di una 86enne. Con la scusa di farsi offrire un bicchiere d'acqua, una di loro era riuscita a farsi aprire, lasciando l'ingresso socchiuso a favore delle due complici che, intrufolatesi in casa in fretta e furia, avevano aperto i cassetti e rubato alcuni gioielli dalle scatole, poi abbandonate sul posto. Le quattro non avevano però fatto i conti con i carabinieri che stavano transitando lungo l'arteria e che, notata l'autovettura, si erano fermati per un controllo. Tradotte in caserma per gli accertamenti di rito, nei loro confronti era scattato l'arresto per furto in abitazione. Le verifiche hanno consentito ai militari di scoprire che la banda era già stata più volte segnalata per episodi analoghi in varie parti d'Italia, fornendo ogni volta false generalità, per un totale di oltre settanta alias.

G.C.
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