Scritto Mercoledý 14 ottobre 2015 alle 17:53

Merate: scendano in campo i consiglieri che hanno a cuore il rispetto delle regole da parte di tutti. Affinché nessuno possa dire: io sono io e voi non siete un cazzo

Adesso è tutto uno stracciare di vesti. Oddio, tutto. Compatibilmente con la agilità di questa Amministrazione che è paragonabile a quella di un gatto di marmo. Il Sindaco ha minacciato sfracelli, pur non richiesto; poi passata la nottata ha fatto sapere a mezzo stampa che entro 90 giorni dirà qualcosa. E, udite udite, non esclude di comminare una sanzione; ma che dico, magari anche due o tre. Accipicchia!  Ha ragione il lettore: avesse fatto la metà di quanto è accaduto venerdì notte un qualsiasi bar di Merate oggi sarebbe già chiuso con ordinanza sindacale. Lì invece no. "Loro sono loro - dice il lettore parafrasando una famosissima battuta del marchese del Grillo - e  noi non siamo un cazzo". Il lettore, evidentemente, è del settore. I più maliziosi giustificano questo eccezionale lassismo con la parentela, vera o supposta, tra alcuni gestori e lo stesso Sindaco. Noi non pensiamo a banale un caso di nepotismo. No, la situazione è molto più grave: in questa città la totale mancanza di controlli mette nelle migliori condizioni chiunque abbia una qualche tendenza a delinquere, nel senso letterale del termine. Provate a immaginare di portare cavalli e mucche davanti alla gelateria Spini e accendere un braciere enorme nei pressi della panetteria Albani. Nel giro di pochi minuti arriverebbero carabinieri e i vigili del fuoco, gli autori rischierebbero di finire in caserma e i locali chiusi per la tutela dell'ordine pubblico.  Nell'Area Cazzaniga, al contrario, tutto è stato fatto nell'assoluta impunità. I membri dell'Amministrazione comunale erano dediti ad altre attività, o più semplicemente dormivano, i carabinieri proprio quella sera da lì non sono passati (neanche i più assidui clienti, ma guarda che caso), dei vigili urbani meglio non parlare. Insomma, come abbiamo denunciato inutilmente decine di volte lì tutto poteva (e può) accadere. E' una zona franca, una enclave protetta. Ed ecco il risultato. Del resto l'Amministrazione comunale si era già distinta in azioni di evidente favoritismo assegnando l'organizzazione della notte bianca alla Pro Loco pur sapendo che l'associazione  non avrebbe mai avuto la forza e le risorse per gestire l'evento, che difatti  era già stato appaltato proprio ai gestori del locale in questione. Naturalmente il bilancio della nottata è secretato. Le regole della Pro Loco consentono di non diffondere il rendiconto nonostante il Comune abbia generosamente contribuito. Di fronte a questo degrado una minoranza seria sarebbe già sulle barricate. Invece dalla sinistra non giunge nemmeno un afflato. Lega e Forza Italia invece si sono mosse. "Prospettiva" è la vera opposizione, i consiglieri di "Sei" sono troppo condizionati dalle tante, troppe anime che compongono il centrosinistra cittadino. Così, come è successo per il sistema idrico, scelgono sempre la via del silenzio. O dell'astensione. Da osservatori non certo di primo pelo ci pare di capire che questa Giunta a differenza della precedente  - forse per la legge del contrappasso - vede un uomo solo al comando. E gli altri defilati chi a curare il proprio orticello, chi la propria professione. Accusavano Robbiani di essere un accentratore motivando così il voltafaccia elettorale. Ora si ritrovano con un Sindaco che decide tutto e non potendo arrivare ovunque lascia che succedano cose di portata inaudita senza che ciò susciti almeno una dichiarazione indignata. Peccato perché la maggioranza è composta da persone di valore come Sellitto, Casaletto, Tamandi; professionisti che sanno analizzare un'istanza del Pgt intuendone l'obiettivo nascosto, che hanno i mezzi per interpretare la riformulazione di alcune regole contenute nel nuovo piano, che conoscono l'importanza fondamentale del rispetto delle regole da parte di tutti. Senza deroghe, senza pretesti, senza mezzucci atti a sistemare abusi. Proprio perché nessuno possa dire: io sono io e voi non siete un cazzo.
Claudio Brambilla
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