Scritto Luned́ 27 aprile 2015 alle 23:22

Merate: 19 addetti interessati dalle mobilità all'Auchan. Alla Coin di Lecco si chiude

Una trentina di addetti alla vendita tra Auchan di Merate e Coin di Lecco saranno destinatari in questi giorni delle lettere che annunciano le fine dei rapporti di lavoro e l'avvio delle procedure di mobilità. Una vera e propria "mazzata", già annunciata nelle scorse settimane e che si sperava potesse in qualche modo rientrare o ridimensionarsi ma che oggi si è manifestata in tutta la sua drammaticità. Gli esuberi sono stati confermati e nel caso di Auchan hanno anche aumentato le unità interessate. Chiaramente bisognerà attendere le informative da parte di azienda e parti sindacali per l'ufficialità ma le indiscrezioni di queste ore sono date come certe.



1420 esuberi in tutta Italia e 19 nel supermercato di Merate. Il colosso Auchan ha comunicato i numeri esatti e le "destinazioni" delle lettere di licenziamento che riguarderanno le 50 sedi sparse in tutta Italia su un totale di 11mila lavoratori. Dai 1.100 iniziali si sarebbe "lievitati" fino a 1.420 con una ventina di addetti per Merate: 9 persone alle casse e 10 negli altri reparti. Pare che non ci saranno persone da accompagnare alla pensione e quindi i destinatari delle 19 informative resteranno senza lavoro. Nei prossimi giorni non è da escludersi che saranno attivate da parte dei sindacati iniziative di solidarietà verso i lavoratori colpiti dai licenziamenti.


Non va meglio nel capoluogo lecchese che perderà il punto vendita COIN. La direzione aziendale, infatti, avrebbe confermato nella giornata odierna la volontà di chiudere la rivendita in centro con le ricadute sui 15 addetti. Non ci sarebbero possibilità di rivedere le scelte in quanto non si tratta di un ridimensionamento ma di una chiusura vera e propria. I 1300 metri quadrati di Via Roma, occupati dai piani della nota catena, non risultano più strategici per l'azienda: il mercato in crisi e l'affitto divenuto insostenibile hanno contribuito in maniera determinante alla scelta. C'è ora da capire se l'intenzione di ricollocamento dei lavoratori andrà a buon fine o se l'impossibilità di far incontrare le esigenze dell'azienda con quelle degli addetti, produrrà altre 15 famiglie senza reddito.

S.V.
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