Scritto Lunedì 09 marzo 2015 alle 19:26

30 anni fa/8, 9 marzo: malavita scatenata, rapinati orefice e banca. Un’orribile morte. Sindaco, si fa il nome Romerio

La cronaca nera invade le pagine dei giornali della prima decade di marzo 1985. La gioielleria Grimoldi di Paderno viene di nuovo assaltata da tre banditi armati di pistole. Per qualche attimo, mentre i rapinatori appena balzati su una Golf condotta da un complice, stanno per fuggire, l'orefice e uno dei banditi si fronteggiano revolver  in pugno. Ma non basta il porto d'arma per sparare.  Ci vuole sangue freddo. 



A Missaglia si verifica una spaventosa tragedia, un operaio di 25 anni di Perego precipita nella buca che sta scavando per conto della sua impresa incaricata di realizzare la fognatura. Lo scavo è profondo due metri e il terriccio causa pioggia è cedevole. In un attimo la tragedia: quintali di terra finiscono addosso al poveretto che viene letteralmente sepolto. Inutili tutti i tentativi di soccorso. Il medico legale confermerà poi la morte per soffocamento. Tutto il paese segue ammutolito per l'orribile tragedia il feretro del giovane.

Un tentativo di sequestro viene sventato a Imbersago. Gli inquirenti sospettarono che la vittima dovesse essere uno dei Castelbarco. I malviventi hanno messo a punto un piano geniale: si travestono da fioristi, recuperano un Fiorino con le insegne azienda florovivaistica e si presentano ai cancelli. I portinai aprono ma pretendono che la pianta da consegnare venga lasciata lì. L'ordine di servizio è di non far avvicinare nessuno alla villa. A quel punto i banditi immobilizzano la custode, la madre e il figlio quindicenne e salgono verso la casa padronale. Suonano ma il portone resta chiuso. Ai presunti sequestratori non resta altro che tornare sul furgone Fiat e darsi alla fuga.


Va decisamente meglio invece ai rapinatori che si erano introdotti di notte negli uffici della Cariplo di Cernusco (ora banca Intesa). All'arrivo del direttore la mattina seguente accompagnato dagli impiegati due banditi si sono parati davanti con le armi in pugno e il volto coperto da passamontagna. Bottino 24 milioni di lire e un po' di assegni. Nessun ferito ma tanta paura.

Mario Gallina


Chiusa la lunga pagina di nera si apre quella politica. A Merate si vota tra qualche mese. Giuseppe Ghezzi sta completando il secondo mandato. Non c'erano limiti allora ma la Dc aveva chiesto agli amministratori locali (non certo ai boss in campo dal dopoguerra) di non andare oltre le tre consigliature sia come sindaco sia come semplice consigliere.  Mario Gallina, segretario del partito si sta guardando attorno. E lo sguardo, dopo aver scartato i professionisti che operano nell'urbanistica, si posa su Giacomo Romerio, funzionario presso l'ospedale di Lecco.

Giacomo Romerio

In Aula consiliare, allora in Villa Confalonieri, passa all'unanimità l'adesione di Merate al Parco Adda Nord. Ma la porzione di terreno "ceduta" è molto modesta mentre la quota da corrispondere è proporzionale al numero di abitanti. Per cui resta aperta la questione da discutere in apposite sedute dell'assemblea del Consorzio di gestione, peraltro composto da ben 124 membri.

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