Scritto Marted́ 07 dicembre 2010 alle 13:54

7 DICEMBRE 1979 – 7 DICEMBRE 2010. TANTI NOMI UN UNICO DESTINO

Per Merateonline questo martedì 7 dicembre 2010 non è una data particolare. Ma a due dei tre fondatori, ovvero Alberico Fumagalli e chi scrive, questa giornata ne evoca una, di 31 anni fa, quando col semplice titolo "Eccoci" andò in edicola, per la prima volta, il Giornale di Merate. In un minuto, pensando a quella mattinata trascorsa ad osservare la gente incuriosita che faceva la fila davanti al vecchio chiosco di lamiera gestito dall'indimenticato Mario Lambro, scorrono i volti di tanti compagni di quell'avventura che pareva irripetibile: Corrado Panciera che ci ha lasciato molti anni fa, Luciano Baggioli, che pure in forma anonima aveva avviato il nuovo giornale, Cesare Perego, sempre elegantissimo, il "Presidente", Giancarlo Ferrario, l'ultimo dei fondatori, ancora oggi alla guida della testata. Gli altri arrivarono più tardi, il compianto Sandro Albani, Ernesto Galigani, Nicola Panzeri, Angelo Baiguini e Antonio Risolo. Tante storie personali, strade che si sono incrociate e poi divise e quindi di nuovo incrociate. Chicco Fumagalli prima di quel 7 dicembre 1979 aveva già accumulato una robusta esperienza al Giornale di Lecco, quando ancora si stampava col piombo. Chi scrive a La Provincia edizione di Como (quella lecchese venne dopo) e poi a "Leccodomani" un meraviglioso settimanale, quello sì irripetibile, diretto da Umberto Filacchione e scritto da tanti cronisti tuttora in campo. Fu in quella testata che con Giancarlo Ferrario, amico sin dall'adolescenza, parlammo per la prima volta di un giornale tutto dedicato al meratese. E due anni dopo con tavolini di fortuna e macchine per scrivere personali l'idea prese corpo. Dopo quell'iniziativa nacquero la Gazzetta di Merate e la Gazzetta di Lecco e Provincia. A distanza di oltre trent'anni sono ancora quei nomi a marcare l'editoria lecchese. E da dieci c'è Merateonline, il primo esempio di giornale telematico indipendente, ossia senza un aggancio né a un'edizione cartacea né a un gruppo editoriale. Un déja vu. Partito senza mezzi, se non con quelli personali dei soci fondatori, (chi scrive e Alberico Fumagalli) con Luisa Biella e pochi altri, il giornale è cresciuto prima lentamente poi in maniera sempre più tumultuosa. Durante i primi anni dove non è arrivata la pubblicità hanno provveduto i soci. Del resto una passionaccia esige i suoi sacrifici. Poi i conti hanno cominciato a quadrare grazie all'impegno sul fronte commerciale di Luisa Biella mentre Alberico Fumagalli ha dato riprova di non avere competitori quando si tratta di sviluppare inchieste o di raccontare un sentimento. Ed eccoci qui, oggi martedì 7 dicembre 2010. Già "Eccoci". Ci siamo ancora, come 31 anni fa, come molti anni ancora prima, sempre con la passione di raccontare i fatti e di cercare di interpretarli. Oggi il giornale riceverà un riconoscimento. E' stato scritto che l'accoglienza da parte nostra è stata tiepida. E' vero, almeno per chi scrive e l'amico Fumagalli per il quale - ci tiene a dirlo - i giornali non si premiano, si leggono e se sono credibili si ascoltano. La città e il suo vasto territorio circostante hanno già riconosciuto il valore del servizio offerto da Merateonline, ogni giorno, più volte al giorno, fosse ferragosto o Natale. Lo hanno fatto nel modo più confacente: visitando in massa le pagine del sito. I risultati sono davvero straordinari. Le tabelline qui sotto dicono quel che c'è da dire. E da sapere. La sera di quel 7 dicembre 1979 il chiosco certificò 1.052 copie vendute. Un successo oltre ogni previsione. Alla mezzanotte del 1° dicembre 2010 il sito indipendente Shinystat che certifica gli accessi unici (calcolando quindi una sola entrata giornaliera al di là delle volte che si accede al sito dal proprio computer) di quasi tutti i siti di informazione italiani ha siglato 14.760 visitatori con 46.996 pagine viste e 25.092 "clic" segnati dal contatore in home page. Un successo inimmaginabile, soprattutto se paragonato ai dati di diffusione dei giornali cartacei.


Ecco, in questi numeri il mitico "Ambrogino" trova un suo perché. Noi, che non saremo a Villa Confalonieri, tra un problema e l'altro legato alle nostre professioni un pensiero lo rivolgeremo al passato. Perché è da quei lontanissimi anni che abbiamo intrapreso il cammino. Poi, tornando con lo sguardo al presente, potremo per una volta, senza presunzione, sentirci davvero orgogliosi di quello che siamo stati in grado di fare. Grazie Alberico, grazie Luisa, grazie a tutti voi ragazzi.
Claudio Brambilla
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