Scritto Giovedì 25 novembre 2010 alle 17:08

Furti in casa: 1,3 al mese in ciascuno dei 45 comuni di Brianza in calo tendenziale del 16% sul 2009. Col. Riscaldati: ''Numeri di una situazione ordinaria. Le vittime narcotizzate? Una bufala''

La cronaca ne è talmente satura da evocare l'emergenza. Ogni giorno, in effetti, si registrano diversi furti in abitazione messi a segno nella cosiddetta Brianza Lecchese, quei tre circondari e un pezzo di un quarto, secondo classificazione della Provincia di Lecco, che rientrano nelle competenze del Comando di Compagnia Carabinieri Merate. Soprattutto in queste ultime settimane, replicando un refrain che ormai si verifica da anni, il numero dei furti nelle case si è intensificato e tutti noi che facciamo informazione siamo portati a ricorrere al consueto frasario allarmistico: ondata di furti, assalto alla Brianza, territorio sotto assedio e così via. Il contingente giustifica forse questa rappresentazione della realtà. Ma è come valutare l'andamento della Borsa valori in un ridotto lasso di tempo: la curva si impenna nell'una o nell'altra direzione mentre sul lungo termine si addolcisce e la linea seghettata diventa una retta. L'analisi dei dati su base annua offre un risultato diverso e consente certamente di riportare nel contesto corretto questo fenomeno che, peraltro, è fisiologico in una zona ad alta densità abitativa e a fortissima concentrazione artigianale e industriale anche di elevata qualità. Abbiamo aggiornato i dati diffusi dalla Prefettura qualche settimana fa paragonandoli con il consuntivo 2009 in modo da valutare, su base tendenziale, l'andamento del numero di furti in abitazione. Per trarne le opportune conclusioni. Vediamo a campione i dati di qualche cittadina della provincia. Prendiamo in esame i furti in abitazione perché, pur rappresentando soltanto un quinto dei furti complessivi, messi a segno ai danni di aziende, uffici, negozi, cantieri soprattutto, ma anche cimiteri, chiese, ospedali ecc., sono percepiti giustamente come uno dei reati più odiosi perpetrati dalla criminalità diffusa perché violano la nostra "fortezza", portano la sfida dentro le mura di casa dove nell'immaginario collettivo tutti ci sentiamo al sicuro. Nel 2009 sono stati accertati 870 furti nell'area di competenza della Compagnia di Merate che comprende le stazioni di Merate, Brivio, Casatenovo, Cremella, Oggiono, Costa Masnaga e Olginate. Al 31 ottobre di quest'anno i furti messi a segno sono stati 608 con un tendenziale a fine anno di 730, salvo rettifiche tra novembre e dicembre. Quindi in base a questi dati nei 45 comuni con 190mila abitanti, "difesi" da circa 130 militari agli ordini diretti del capitano Giorgio Santacroce il numero dei furti 2010 su 2009 è in calo di 140 come valore numerico, pari a una flessione percentuale del 16%. Per dirla diversamente, si registrano 1,3 furti al mese in ciascuno dei 45 comuni dell'area. I furti complessivi, proiezione dati al 31 dicembre 2010 segneranno un calo del 10%.

Il comandante provinciale ten.col. Marco Riscaldati e il maggiore Alessandro Giuliani Comandante del Reparto Operativo


"Non penso che si possa parlare di allarme sociale", dice il ten. col. Marco Riscaldati commentando questi numeri. "La concentrazione di eventi criminosi in poche giornate - ma anche il riepilogo che poi la stampa fa di questi eventi - può portare a esasperare il fenomeno creando anche una sorta di psicosi collettiva. Ma riflettiamo sui dati reali, sui numeri, e la prospettiva credo cambi parecchio". In effetti applicando il dato dei furti in abitazione al numero degli abitanti del territorio, vittime potenziali della criminalità diffusa abbiamo che su base annua viene derubato un cittadino ogni 260 residenti. E, naturalmente, una sola volta nell'arco dell'anno. Messa così la prospettiva, va dato atto, cambia parecchio.

Ma andiamo avanti con l'analisi dei singoli comuni presi a campione.

Casatenovo. Al 31 ottobre sono stati denunciati 85 furti nelle case. Se il trend continuasse l'anno chiuderà con 102 furti contro gli 87 del 2009 (+ 17%).

Missaglia. Nel 2009 furono denunciati 85 furti in abitazione. Al 31 ottobre le denunce sono state 40, 48 su base tendenziale a fine anno. La flessione è notevole:
- 37 furti pari ad un calo del 44 per cento.

Merate. L'anno scorso sono stati messi a segno 54 furti nelle case, a fine ottobre ne sono stati denunciati 20 con un tendenziale a fine dicembre, quindi, di 24. Se chiuderà così l'anno la flessione sarà ancora più marcata che a Missaglia: - 30 furti pari al 56 per cento in meno.

Verderio Superiore. Qui la situazione appare stazionaria: 19 furti nel 2009, 15 a fine ottobre, 18 a fine 2010. Un furto ogni 150 residenti.

Verderio Inferiore. Diverso il quadro di quest'ultimo comune della punta più a sud-est della provincia, dalla quale fuggire è abbastanza semplice verso il milanese. Nel 2009 erano stati denunciati 15 furti in abitazione, a fine ottobre già 23 con un tendenziale di 28. Se il trend troverà conferma il dato furti/residenti è tra i più preoccupanti, un furto ogni 103 abitanti.

Analizzando i dati per aree omogenee abbiamo 170 furti con tendenziale 204 a fine anno nel Casatese (Casatenovo, Missaglia, Lomagna, Monticello Brianza, comuni afferenti la stazione CC Casatenovo) contro i 233 del 2009 (- 12%).

Nel meratese (Merate, Montevecchia, Cernusco, Osnago, Verderio Superiore, verderio Inferiore, Paderno D'Adda, Robbiate e Imbersago, comuni afferenti la stazione CC Merate) i furti in abitazione a fine ottobre sono stati 143 con tendenziale a fine dicembre di 172 contro i 187 del 2009 (- 8%).

Il capitano della Compagnia di Merate Giorgio Santacroce e il luogotenente Vincenzo Pistininzi comandante del Norm

"Ed è proprio nei comuni minori dove stiamo concentrando l'attenzione" spiega il Comandante Provinciale dell'Arma dei Carabinieri. "L'azione preventiva portata avanti giorno e notte dalle pattuglie sta già dando buoni risultati come si vede: il trend è inequivocabilmente in netto calo. Tuttavia dobbiamo chiedere anche alla cittadinanza una maggiore sensibilità e una corretta capacità di discernimento. Mi spiego: le telefonate al 112 restano relativamente poche mentre è opportuno segnalare subito auto o persone sospette. Evitando però di scambiare una finestra lasciata aperta per sbadataggine per un tentativo di effrazione. Perché spesso i nostri uomini vengono chiamati per verificare situazioni cui il tentativo di furto è del tutto estraneo. Viceversa raccomandiamo alle famiglie di rafforzare le cosiddette difese personali a partire dagli impianti d'allarme sonori. Nella maggior parte dei casi il ladro fugge anche soltanto se viene sorpreso da una persona fosse anche molto anziana come è già successo. L'allarme acustico è un ottimo deterrente. Noi siamo a disposizione delle Amministrazioni comunali che volessero organizzare incontri con la popolazione per migliorare la sinergia cittadino-carabinieri e gli strumenti anche semplici di difesa. A questo proposito da quando ho preso servizio ho avviato un giro di incontri con i Sindaci dei comuni accompagnato dal comandante della locale stazione allo scopo di interagire meglio, grazie alla conoscenza anche personale, tra l'Amministrazione comunale e l'Arma dei Carabinieri. Debbo dire che durante gli incontri sinora avuti, una ventina - penso di concludere entro Pasqua la visita a tutti i 90 comuni della provincia - ho accertato che non c'è un allarme sociale diffuso. La situazione viene complessivamente giudicata ordinaria, direi buona. Anche se, come dicevo prima, il furto in abitazione in aree come la Brianza è fisiologico. I numeri migliorano e con la collaborazione dei cittadini puntiamo a fare ancora meglio. Ma credo che un furto all'anno ogni 260 abitanti possa considerarsi un dato, che è oggettivo, confortante per tutti". Il rafforzamento delle difese a cura delle famiglie è certamente un aspetto da considerare. Un tempo il vicino era il miglior antifurto, ora spesso dirimpettai di pianerottolo non si conoscono; e altrettanto spesso si fatica a comporre il 112 temendo poi chissà quali complicazioni. "Nessuna complicazione, segnalazioni precise rendono efficace l'intervento delle nostre radiomobili". La cronaca peraltro, a conferma delle parole del Comandante provinciale, racconta spesso di ladri che fuggono al solo sentire rumori di gente che arriva o le voci dei proprietari. L'obiettivo è fare bottino rapidamente e senza effetti collaterali. Ma quando entrano di notte, mentre la famiglia dorme? E' davvero possibile narcotizzare le persone? "Assolutamente no", taglia corto il colonnello Riscaldati. "Quella dello spray che narcotizza è una leggenda. Non esiste niente del genere. Occorrerebbero delle bombole per saturare una stanza ancorché di piccole dimensioni. Oppure un vero e proprio contatto fisico, la classica garza imbevuta di sostanze soporifere. Ma questo nella nostra casistica non si è mai verificato. Anche perché passare dal sonno naturale a quello chimico senza accorgersi è assai improbabile. Spesso la sorpresa sgradevole di trovare cassetti rivoltati si associa a mal di testa e saltare alla conclusione di essere stati narcotizzati è facile. Ma del tutto inverosimile. Una vera e propria bufala".
Claudio Brambilla
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