Scritto Marted́ 15 aprile 2014 alle 19:24

Barzio: nel 2006 ruba assegni in un hotel, il reato è prescritto

Avrebbe staccato un assegno da un blocchetto risultato rubato ad un cliente di un albergo di Barzio, cercando di portare all’incasso poco più di 2.000€. Il signor E.L. è così finito a processo per ricettazione (art. 648 cp). A raccontare l’accaduto, quest’oggi in aula, dopo il maresciallo Bertino, è intervenuta direttamente la presunta vittima e quindi un villeggiante che, nel giugno del 2006 ha trascorso un breve periodo di vacanza presso una struttura ricettiva di Barzio. “Mentre ero in albergo mi è stato rubato il libretto degli assegni” ha spiegato l’uomo. “Me ne sono accorto, però, solo qualche giorno dopo quando ho ricevuto una chiamata dalla banca”. Un impiegato dell’istituto di credito, tagliando alla mano, chiedeva infatti al titolare del conto, delucidazioni su come procedere. “Ho saputo solo in un secondo momento che il sospettato era un ospite dello stesso albergo in cui avevo pernottato che, lasciata la valigia, non si era più fatto vedere” ha concluso il teste a cui ha poi ha “dato il cambio” proprio il proprietario dell’hotel che ha riferito circa la medesima circostanza.
Al banco dei testi è salito infine un gioielliere, probabilmente erroneamente citato per quest’oggi, in riferimento ad un altro capo di imputazione (art. 640 cp e quindi truffa) inizialmente contestato a E.L. ma poi stralciato dal fascicolo per cui si sta procedendo ora dinnanzi al tribunale monocratico e quindi al giudice Gian Marco De Vincenzi. “Si è presentato per fare degli acquisti” ha spiegato infatti il negoziante. “Ha detto di essere venuto a nome di una persona che conoscevamo già, ha preso un bracciale e altro, ha pagato con assegno, per il quale ha lasciato anche un documento di identità, ma poi, messo all’incasso, non è andato a buon fine”.
Escludendo quest’ultima deposizione, in ogni caso, alla luce delle emergenze istruttorie la pubblica accusa, oggi sostenuta dal vice procuratore onorario Mattia Mascaro, ha chiesto la riformulazione del capo di imputazione dalla fattispecie di reato prevista dall’articolo 648 a quella dell’articolo 624 (furto) domandando al contempo il non doversi procedere per intervenuta prescrizione, richiesta a cui si è associata la difesa. In tale senso, infine, anche la pronuncia del dottor De Vincenzi.
A.M.
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