Scritto Domenica 13 aprile 2014 alle 17:37

Merate: cercasi candidato sindaco definitivo per traballante alleanza Lega Nord-Forza Italia

Il centrodestra meratese (Lega Nord + Forza Italia + Fratelli d’Italia) è in preda alle convulsioni. Andrea Robbiani, tuttora il candidato sindaco ufficiale sembra irrintracciabile; Massimo Panzeri che nei fatti viene indicato come il vero candidato del centrodestra è sulle spine. Non riesce a intercettare il “capo” e per quel che si sa da Via Bellerio Robbiani è sì nella lista per il Parlamento europeo ma in posizione tale da escludere o quasi la sua elezione. È pur vero che il meccanismo di elezione al parlamento europeo si fonda sulle preferenze ma le circoscrizioni sono talmente ampie che senza l'appoggio del partito è difficile conquistare un seggio a Bruxelles. E se questo appoggio non venisse confermato nelle prossime ore si torna al punto di partenza: Robbiani si ricandida e Panzeri finisce di nuovo nel listone. Un pasticcio. Ma che apre uno squarcio sulla mancata alleanza con gli altri assessori dell’uscente maggioranza Lega-Pdl. Tenere ferma la candidatura del Sindaco era un modo irrinunciabile per assicurargli il posto in caso Matteo Salvini  non lo avesse catapultato in testa a una circoscrizione. Come sembra stia accadendo. Oh, non che gli altri abbiano giocato pulito come vogliono fra credere. Quei manifesti azzurri li avevano  appesi ai muri della città da settimane, nonostante se ne negasse la paternità. Erano stati concepiti subito dopo il vertice notturno terminato col classico ci rivediamo tra qualche giorno. Ma entrambi i gruppi pensavano ad altro. I leghisti ad assicurare una alternativa al loro “capo”, gli ex forzisti a  mollare lo scomodo alleato e a puntare tutto su Andrea Massironi. Insomma da quella notte è partita una pantomima a tratti molto scadente e se le due formazioni venissero sconfitte dalla corazzata di sinistra dovrebbero prendersela soltanto con la loro dabbenaggine. Peccato perché i “ragazzi del coro” come li avevamo ribattezzati con affetto all’indomani della vittoria elettorale, avevano dato prova di compattezza verso l’esterno anche se erano intuibili le frizioni interne. E, soprattutto, Andrea Ambrogio Robbiani aveva dimostrato ampiamente di essere capace di gesti autonomi e indipendenti dal quadro politico di riferimento. Lo ricordiamo quel 12 luglio 2009 a poche settimane dalla vittoria marciare nella valle del Curone contro l’ipotesi di trivellarla avanzata da Po Valley, fascia tricolore addosso, spalla a spalla con la muraglia di sindaci e parlamentari di sinistra. Sordo ai suggerimenti di quanti lo volevano più defilato perché la società australiana assieme alla nostra Edison aveva parecchi amici ai piani alti dei partiti di governo. Ma più ancora lo abbiamo apprezzato nella battaglia per il rispetto dell’esito referendario sull’acqua pubblica. D’accordo, con lui c’erano Andrea Massironi e Massimiliano Vivenzio ma a rischiare maggiormente era il sindaco leghista. E per quanto possa valere il nostro giudizio – forgiato osservando ben otto legislature cittadine – sia Robbiani sia la sua Giunta non hanno sfigurato. Tutt’altro. La maggioranza uscente può vantare la chiusura dei cantieri, tra cui il più sofferto, quello di Via Cazzaniga, il varo di un Piano di Governo del Territorio autenticamente conservativo, apprezzabile attenzione per i servizi alla persona, l’istruzione, lo sport e il commercio, un’azione efficace di pulizia del bilancio incrostato da residui attivi e passivi risalenti a molti anni addietro con un assetto finanziario invidiabile e ha lanciato i due progetti qualificanti per la prossima consigliatura: l’imponente intervento di ampliamento del centro sportivo e natatorio di Via Matteotti e la realizzazione del nuovo Centro diurno disabili, un’altra struttura meratese al servizio del territorio.Quello del centrodestra è stato tutto considerato un buon film con un pessimo finale. E ora, la manfrina su chi guiderà lo schieramento Lega-Forza Italia minaccia di trascinare nella farsa l’intera formazione e i suoi protagonisti principali. La divisione della maggioranza uscente è a giudizio universale un errore politico grosso come un palazzo. Compiuto ignorando la storia recente. Nel 2004 Andrea Massironi aveva messo in campo una squadra di reduci della doppia consigliatura Perego con a capo Andrea Colombo, assessore allo sport e commercio da quattro lustri, in aperta competizione con gli ex amici della Dc guidati da Battista Albani schierati su posizioni di centrosinistra; e Andrea Robbiani aveva guidato il Carroccio nella sua corsa solitaria. Albani aveva schiacciato entrambi doppiando anche i voti di Aldo Castelli che oggi nei fatti è la mente di “Sei Merate”. Se oltre alla divisione ora la Lega non è neppure in grado di dire chi sarà il candidato sindaco c’è da domandarsi se l’intera alleanza non sia stata sacrificata a favore di un uomo solo. Valido, capace, tenace, coraggioso. Ma sempre un uomo solo.
Claudio Brambilla
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