Scritto Marted́ 25 febbraio 2014 alle 18:33

LA BUGIA PIU' GROSSA


In occasione dell'entrata in carica dei Governi Monti, Letta e ora Renzi mi è capitato di sentire dichiarazioni uscite dalla bocca di esponenti del centrodestra, ma non solo, di tale falsità che mi sarei atteso che almeno uno dei grandi giornalisti, sia televisivi che della carta stampata, avesse trovato il coraggio di ributtare in bocca al bugiardo la bugia che aveva appena detto.
Ovviamente non è avvenuto. Evidentemente è così che si intende l'esercizio del diritto di cronaca, ovvero diffondere qualunque stupidaggine per il solo fatto che è detta da una persona che per statura, cultura, ruolo sociale o funzione politica è impossibile che dica bugie o le avvalli.
Di cosa parlo? Parlo della gravissima affermazione che l'Italia ha (dico ha, non avrebbe) subìto negli ultimi tre anni non meno di tre colpi di stato che le hanno tolto la democrazia e questo perché i tre ultimi governi non sono espressione del Popolo italiano, che non li ha votati. Anche da gradevolissime bocche femminili è uscita una tale eresia a dimostrazione che per diventare stupidi non è necessario studiare.
Ma dove sta scritto che i governi si votano? Si votano i parlamentari, ovvero i deputati e i senatori.
Non si vota un governo. L'esecutivo non è oggetto di voto. Non sta scritto nella Costituzione della Repubblica, e neppure sta scritto che il Presidente della Repubblica debba scegliere l'uomo o la donna cui affidare l'incarico di costituire il Governo tra i membri eletti del Parlamento. Questo lo suggerisce la logica, sempre derogabile per necessità, urgenza o disperazione. Per assurdo il Capo dello Stato potrebbe affidare l'incarico di formare il governo a un allenatore di calcio, diciamo a Marcello Lippi, il quale a sua volta potrebbe presentare una lista di ministri composta esclusivamente da calciatori.
A questo punto ecco che la Carta Costituzionale ritorna in giuoco per quella che è - e non per quella che si vorrebbe fosse - e il Parlamento è chiamato a fare il proprio dovere che è quello di dare la fiducia o di negare la fiducia al Governo che si presenta in aula.
Non si volevano Monti e Letta e oggi non si vuole Renzi? I governi Monti, Letta e oggi Renzi non sono espressione del popolo italiano perché non scaturiscono da un chiaro e maggioritario risultato elettorale? Gli si dice di no. Gli si nega la fiducia e li si rispedisce al mittente prima ancora che abbiano messo la chiave nella toppa del potere.
Il popolo italiano va alle urne per scegliere - diciamo così - i propri rappresentanti i quali dal 1994 hanno preso l'abitudine di presentarsi all'elettorato con l'indicazione del nome di un leader che, in caso di vittoria elettorale, sarà proposto al Presidente della Repubblica quale persona indicata a formare un governo. E' poi il Presidente e unicamente lui che deve raccogliere consensi e dissensi - le cosiddette consultazioni - e valutare se la personalità suggerita ha consensi sufficienti perché un governo da lui guidato abbia in Parlamento i numeri per ricevere la fiducia.
E' tutto molto semplice e chiaro. Perché allora stravolgere con inaudita volgarità la norma costituzionale e generare nelle menti dei cittadini il convincimento che una grossa bugia sia una grande verità?
Io sono una mente semplice, esattamente come il 99% dei miei concittadini. Semplice non significa stupido. Vuol dire essere poco informato, per carenza di dati o rifiuto di volontà. Non mi sono innamorato di alcuno dei tre ultimi capi di governo e mi limito a dare loro la fiducia che merita chiunque si appresta a un lavoro enorme e impossibile quale è il governo del Paese. Si valutano i risultati, non le intenzioni. Ma non accetto che queste tre persone siano indicate come ducetti che hanno stravolto la volontà del popolo. Ducetti cui -ohibò ! - i componenti dei due rami del Parlamento hanno dato la fiducia come inconsapevole gerarchi, in tal modo riconoscendo la loro inadeguatezza, individuale e collettiva.
La parola " popolo" bisognerebbe citarla con molta e maggiore cautela, soprattutto da chi lo usa come una trottola da fare girare su se stessa sino allo sfinimento.
Alberico Fumagalli
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