Scritto Sabato 14 settembre 2013 alle 10:33

Le critiche della Cgil all'iniziativa: ancora soldi ai privati

Comunicato stampa sul provvedimento dell'ASL di Lecco per la riduzione delle liste di attesa.

Ci auguriamo che il provvedimento dell'ASL di ampliamento dell'offerta di prestazioni sanitarie per la riduzione delle liste di attesa, possa produrre risultati positivi per i cittadini che oggi non trovano una risposta in tempi accettabili per alcune prestazioni. Occorre per altro sottolineare che si tratta di una sperimentazione limitata a 4 mesi, durante i quali dovrà essere attentamente monitorata.
Non possiamo tuttavia non rilevare come tra le strutture sanitarie a cui l'ASL ha affidato queste prestazioni aggiuntive, non compaiano strutture pubbliche. La ragione, ci è stato riferito, è che per poter accedere al progetto le strutture devono essere in grado di erogare su proiezione annua, almeno il 105% delle prestazioni contrattate con l'ASL. L'Azienda Ospedaliera di Lecco non rientra in questo requisito e quindi non ha potuto partecipare al bando.
I vincoli di bilancio e le limitazioni alle assunzioni del personale imposte alle aziende ospedaliere pubbliche, le mettono nella impossibilità di raggiungere questo obiettivo.
Risultato: ancora una volta da un lato si sottraggono risorse al pubblico e dall'altro si attribuiscono al privato. Il tutto al di fuori di ogni logica di programmazione. Nulla di nuovo sotto il sole in Lombardia.
Guerrino DonegÓ Segretario CGIL Lecco
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