Scritto Mercoledý 17 aprile 2013 alle 19:09

Mandic: diamo il benvenuto a Mantovani ma basta ostentare il potere. Non se ne può più. Quanto a Andrea Robbiani, che brutta figura!

La valanga di mail, molte delle quali impubblicabili perché dense di insulti, hanno confermato che Merateonline, ancora una volta, ha centrato la notizia, lasciando ai colleghi della carta l'ingrato compitino di trascrivere i comunicati stampa di Lombardia Notizie e Costruiamo il futuro, per apporvi sotto la propria firma. Senza peraltro nemmeno aver visto la manifestazione. Qui, però, sia detto chiaro, il "fiuto" giornalistico non centra: il vero valore aggiunto è l'indipendenza totale di questo giornale verso qualsiasi centro di potere e, soprattutto, la voglia e la passione di fare informazione. Perché la vera notizia era sotto gli occhi di chiunque avesse voluto (o "potuto") vederla. E ora, come si può ben rilevare nello spazio riservato ai lettori è una rivolta contro la casta. Peccato che non tutti abbiamo compreso davvero la situazione. Non l'hanno compresa, ad esempio, i vertici dell'Azienda ospedaliera che avrebbero dovuto riservare ottima accoglienza all'incolpevole Mario Mantovani, neo assessore alla sanità, che ci ha fatto grande piacere ospitare al San Leopoldo Mandic. Ma con discrezione, tra la gente e con la gente. Senza macchinoni, senza favoritismi, senza ostentazione di potere. E, ci sbaglieremo, ma Mantovani tutto questo l'ha colto in pieno. Un buon inizio. Peccato, dicevamo, per la Direzione aziendale - che per altri versi sta invece facendo un lavoro encomiabile per l'azienda e per l'ospedale di Merate in particolare - finita, sua malgrado, nel tritacarne delle critiche, in particolare quelle espresse a voce bassa, dal personale medico e infermieristico, dai pazienti e parenti. Come si fa a non prevedere una reazione in un momento tanto drammatico per l'economia privata, con migliaia di lavoratori nel lecchese senza lavoro, né stipendio, né ammortizzatori sociali perché i soldi sono finiti? Pensate che ascoltando un Lupi che predica di sussidiarietà, centralità della persona e altre futilità del tutto prive di riscontro con la vita reale, al povero cittadino comune non sopraggiunga un giramento di attributi? E' lunedì, per Dio, chi ha un lavoro, lavora. E chi non l'ha lo cerca disperatamente. Nessuno ha tempo di assistere all'inaugurazione della mostra di un personaggio che sarà magari anche stato carismatico, eroe e martire, elevato a protettore dei politici cattolici (ahi ahi) ma che ha vissuto 600 anni fa ed è raramente citato nei testi di scuola. Insomma che nessuno o quasi conosce tolto quanti hanno tempo da dedicare alle mostre il lunedì mattina. Se poi si pensa che costoro percepiscono senza rischi né sforzi defatiganti qualcosa come 14mila euro netti al mese c'è da davvero di chi farsi girare i coglioni. Ogni giorno chiudono 41 aziende. E il massacro è appena iniziato. Stremate da cinque anni di crisi le aziende muoiono come mosche e i loro titolari si suicidano al ritmo di uno al giorno. Molte banche hanno sofferenze reali da fallimento tecnico e quotidianamente inviano alle imprese lettere con aumento di tassi di cinquanta o cento punti base, si sono inventate la commissione disposizione fidi nell'ordine dello 0,50% trimestrale (2% l'anno) contro lo 0,25% della commissione massimo scoperto (un'inezia) tolta di mezzo con squilli di fanfara dall'ex ministro Tremonti. Il credito è chiuso, gli istituti chiedono il rientro, i mutui sono crollati del 40% e con essi le compravendite immobiliari. I terreni industriali pagati 200 euro al metro quadrato oggi ne valgono si e no 100. Se vi fossero compratori. In compenso però, pur non producendo utili di sorta sono tassati con l'Imu, una vera e propria patrimoniale che a giugno, secondo una ricerca, un terzo delle imprese non riuscirà a pagare. Perché se chiudi il bilancio in perdita e la banca non ti presta più soldi non puoi pagare un'imposta che è del tutto sganciata dal reddito. Una patrimoniale, insomma. In questo quadro che diventa fosco ogni giorno che passa un po' di decoro, di basso profilo sono indispensabili. E chiederlo non vuol dire essere grillino, anche se oggi diventarlo è tutt'altro che un peccato. La parentesi può chiudersi qui per quanto ci consta. Sicuri di aver fatto un servizio alla corretta informazione. Che paga poi, con migliaia di accessi unici giorno non potendo beneficiare della magia di "quel" quotidiano che perde copie in edicola e aumenta il numero di lettori. Uno schianto. Spiace, giusto per chiudere con una battuta in casa, per il sindaco Andrea Robbiani che dopo il suo insediamento promise ordine e disciplina tanto da guadagnarsi il titolo di sceriffo. Era lì, ha visto tutto. Ma ha girato la faccia dall'altra parte. E ora si giustifica dicendo che lui ha rispettato le regole. Abbiamo sempre pensato che Robbiani fosse un leghista duro e puro, ma ora dobbiamo ricrederci. Sta diventando un politicante come tutti gli altri. Ed è già stato contaminato dal sistema. Peccato.
Claudio Brambilla
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