Scritto Sabato 02 marzo 2013 alle 17:20

Pasturo: il 9 'Qui sono le mie origini'


Antonia Pozzi voleva veramente bene a Pasturo. Nella poesia «Ritorno serale» scrive:

Giungere qui - tu lo vedi -
dopo un qualunque dolore
è veramente
tornare al nido, trovare
le ginocchia materne,
appoggiarvi la fronte -

Questo sentirsi "pasturese", non era solo un fatto emotivo o un'immagine poetica, come lei stessa scrive in una lettera del 14 aprile 1935 all'amico Remo Cantoni: «... Quando dico che qui sono le mie radici non faccio solo un'immagine poetica. Perché ad ogni ritorno fra questi muri, fra queste cose fedeli ed uguali, di volta in volta ho deposto e chiarificato a me stessa i miei pensieri, i miei sentimenti più veri...» (A. Pozzi, L'età delle parole è finita, Archinto, Milano 2002).
Il suo desiderio era quello di condividere questa positiva esperienza: ancora nella lettera a Remo Cantoni, aggiunge infatti: «Sempre, tutte le persone cui ho voluto bene, ho desiderato venissero qui ...»
E questo «venire qui» è continuato nel tempo e continua tuttora: molte sono le persone, che vengono a Pasturo a incontrarla, per conoscerla ...
L'attaccamento a Pasturo di Antonia Pozzi ha superato infatti il breve arco della sua vita: nel suo diario, ripensando ad una passeggiata nei pressi del cimitero, il 10 settembre 1937, scrive «... pensare di essere sepolta qui non è nemmeno morire, è un tornare alle radici. Ogni giorno le sento più tenaci dentro di me. Le mie mamme montagne...» (A. Pozzi, Diari, Scheiwiller, Milano 1988); e Antonia, come aveva desiderato e scritto, riposa nel cimitero di Pasturo. 
Nel 1954 l'avvocato Roberto Pozzi, padre di Antonia, per «rispondere al desiderio dei Pasturesi che continuamente ne fanno richiesta», pubblicò col titolo Poesie Pasturesi un «piccolo gruppo di liriche concepite e scritte a Pasturo e specialmente inspirate al suo paesaggio e alle sensazioni  da esso derivate», per offrire «un ricordo vivo di lei ai sostenitori e ai benefattori dell'Asilo infantile, intitolato al suo nome».
Quest'anno, nel centenario della nascita di Antonia Pozzi, a conclusione delle molteplici iniziative realizzate - fra cui il "percorso" con una serie di pannelli nelle strade del paese - l'Amministrazione Comunale, grazie al contributo di ACEL Service S.r.l., intende riproporre quelle poesie, arricchendole con altre liriche e con alcune fotografie scattate dalla stessa Pozzi. Per lei, come scrive Onorina Dino, «le cose, le persone, la natura hanno un loro sentimento nascosto che l'obiettivo deve cercare di cogliere, per dar loro quell'eternità che la fugacità del tempo inesorabilmente travolge».
Concludo riprendendo proprio quanto il Cardinal Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Istituto di Cultura, in una recente visita a Pasturo, ha scritto a proposito della poetessa: «Le sue liriche si leggono con trepidazione, tanto sono attraversate da una cascata di incanti e di riflessioni commoventi e forti, ancorate a tematiche esistenziali e attuali, ieri come oggi, e dalla cui lettura si esce meravigliati e colpiti, come da questi versi: Vorrei che la mia anima ti fosse/ leggera,/ che la mia poesia ti fosse un ponte,/ sottile e saldo,/ bianco -/ sulle oscure voragini/ della terra».         
Guido Agostoni, Sindaco di Pasturo
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