Scritto Luned́ 21 gennaio 2013 alle 15:02

A Lecco e Como boom di produzione di olive: +50% nel 2012. Nella zona del Lario aumentano gli oli ‘Dop Laghi Lombardi’

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Originariamente è legato alla tradizione alimentare mediterranea ma è nelle province di Lecco e Como che ha appena segnato un numero da record: nel 2012 ammonta infatti al 50% l'incremento di produzione dell'olio d'oliva così come riscontrato dalla Coldiretti, che stima un equivalente totale di 300 quintali prodotti proprio nelle province lecchese e comasca prevalentemente in zona lariana. Numeri da boom considerata la generale tendenza alla flessione della produzione olearia italiana e ancor di più se si tiene conto che tale incremento va di pari passo con l'aumento delle imprese che hanno certificato la loro produzione come "Dop Laghi Lombardi". Questo equivale a dire che avremo più olio d'oliva sul mercato e di maggiore "qualità", cioè a Denominazione di Origine Protetta (Dop); come ha infatti  informato il presidente interprovinciale Coldiretti Fortunato Trezzi "a fianco dei privati e hobbisti, tra crescendo nelle due province il numero di produttori e professionisti in possesso di partita Iva, con una cinquantina di imprese di cui 14 hanno certificato la produzione della campagna appena trascorsa come Dop".
La coltivazione e la produzione olearia nella nostra provincia lecchese è distribuita prevalentemente nella zona di Varenna, Perledo (area di centro-alto Lario) e Mandello, anche se non mancano piccole aziende o impianti di recente realizzazione  in altri paesi; per quanto riguarda il comasco, invece, è localizzata nella zona della Tremezzina e Bellagio. In totale l'area di produzione dell'extravergine "Dop Laghi Lombardi - Lario" comprende 33 comuni in provincia di Como e 12 in provincia di Lecco (per visualizzarne la lista completa è possibile consultare a questo link l'articolo 3 alla voce "Zona di produzione" http://www.coldiretti.it/aree/ambiente/mangiosano/Disciplinari%20DOP/Disciplinare%20Laghi%20Lombardi.htm). Questa particolare tipologia d'olio a denominazione di origine protetta deve essere ricavata dalle varietà Frantoio, Casaliva e Leccino; attualmente viene venduto a un prezzo che può variare dai 20 ai 25 euro al litro, rileva un'acidità massima dello 0.55%, ha il classico colore verde giallognolo ed il caratteristico sapore fruttato medio e leggero. Caratteristiche queste, indicate da Francesco Renzoni, direttore di Coldiretti Como-Lecco nonché dottore agronomo ed esperto degustatore oleario. 

La mosca olearia o “Dacus oleae”


L'incremento della produzione dell'olio d'oliva nel lecchese  e nel comasco, che come dicevamo risulta essere in controtendenza col dato italiano (il quale registra un calo complessivo del 12%), è invece in sintonia con la stime regionali: la Lombardia, infatti, ha registrato un aumento del 20%. La seguono la Liguria (+20%) e Trentino Alto Adige (+13%).
Condizioni ottimali di produzione hanno quindi segnato, per quest'anno, il "successo" dell'olio d'oliva. Fattori climatici come la scarsezza delle precipitazioni - che sul versante di altre colture come il mais è stata la prima causa del dimezzamento dei quantitativi raccolti - ha in questo caso contribuito a evitare il susseguirsi di lunghi periodi di umidità, ideali per la proliferazione delle larve della mosca olearia o "Dacus oleae" che impesta e danneggia i frutti dell'olivo.
Come sottolinea Coldiretti, l'annata 2012 è stata anche contraddistinta da un'attenzione particolare nei confronti dell'olio alimentare: in difesa del prodotto italiano è stata infatti recentemente introdotta la "legge salva olio" che di fatto va a tutelare, tramite regole ma anche sanzioni, gli elementi di etichetta, resi inoltre più chiari e riconoscibili.
S.T.
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