Scritto Mercoledý 13 giugno 2012 alle 19:11

Donne in fuga dal marito violento. Lista di attesa per avere rifugio nelle case protette

Ubriaco già alle undici del mattino e pronto ad alzare le mani sulla consorte. Le urla della donna, l’intervento delle forze dell’ordine, il trasporto in ospedale per far medicare quelle ferite inferte durante la colluttazione. L’ennesimo caso di maltrattamento in famiglia nel meratese si è consumato nella mattinata di ieri, martedì 12 giugno. Vittima una donna di origine extracomunitaria, residente a Paderno, malmenata dal marito, suo connazionale, trasformato in orco dai fumi dell’alcool. Ma all’intervento del mattino, hanno fatto presto seguito altre chiamate al 112, altre corse a sirene spiegate lungo le strade della provincia. Quattro in tutto i casi registrati solo nell’uggiosa giornata di ieri, resa ancora più grigia da questo dilagare di violenza tra le mura famigliari. A “infiammare” il focolare domestico, sono spesso futili motivi o screzi che lacerano rapporti già conflittuali come nel caso della coppia di Merate, in fase si separazione, che, nella serata di ieri ha smesso di “bisticciare” solo alla vista delle divise.
Ma spesso, la collera raggiunge livelli tali da diventare incontenibile: particolarmente esagitato è apparso un 55enne originario di Bellano agli occhi dei militari che si sono presentati verso le alla sua abitazione di Colico per cercare di porre fine al diverbio scoppiato con la moglie. L’intervento si è concluso quindi solo con l’arresto del soggetto, accusato di resistenza e minaccia a pubblico ufficiale e rinchiuso così in carcere.
E’ invece infinita con il trasporto di entrambi i coniugi in pronto soccorso l’aggressione originata in casa di una coppia di Calolziocorte intorno alle 22.00. Ad allertare gli uomini dell’Arma, la classica telefonata anonima dettata dal buon senso e dall’apprensione generata dalle urla disperate della donna, in fuga dalle percosse del marito. Quella che potrebbe sembrare una giornata anomala, per quanto riguarda casi di questo genere, è invece, stando ai numeri forniti dall’associazione L’Altra metà del Cielo, una giornata di “ordinaria follia”. Dall’inizio dell’anno ad oggi, sono state circa una cinquantina le donne che hanno chiesto aiuto alla onlus meratese, facendo registrare un vero e proprio “boom” di richieste. Per rendere meglio l’idea del fenomeno, basti pensare che le case protette gestite dal sodalizio che ha in Antonia Caccia la sua presidentessa, sono al momento tutte occupare e che esiste addirittura una lista d’attesa con tre nominativi di donne pronte a fuggire da quel contesto di violenza e soprusi in cui sono costrette a vivere tra le mura domestiche. Una potrebbe trovare la libertà già domani. Le altre nei prossimi giorni. Al momento sono “nascoste” nelle case dell’associazione due signore a Merate e una a Casatenovo con i loro piccoli al seguito, pronte a diventare “fantasmi”, così come già fatto da molte altre prima di loro, per ritrovare la dignità e la voglia di vivere serenamente.
 
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