Scritto Giovedý 10 maggio 2012 alle 18:49

Lecco: 'Angioplastica e pacemaker': 2° incontro in ospedale

'Angioplastica e pacemaker'. Questi gli argomenti trattati nella serata di mercoledì 9 maggio nell'aula bianca della palazzina amministrativa dell' ospedale A. Manzoni di Lecco.
Il ciclo di incontri, organizzato dal dipartimento cardiovascolare dell'azienda ospedaliera della provincia di Lecco, è un'occasione per informarsi sulla cura e la prevenzione cardiovascolare.


"Si è allungata l'età media, ma sta a tutti noi interessarci della qualità della vita che viviamo e riprendere in mano le redini della nostra salute" ha esordito Patrizia Monti, direttore sanitario dell'azienda ospedaliera che ha portato i saluti del direttore generale, Mauro Lovisari "La possibilità di ripresa dopo un infortunio dipende dalle motivazioni che si trovano negli affetti e in sé e nella coerenza che si ha nell'interpretare corretti stili di vita".
"Il nostro cuore lavora al ritmo di 100.000 battiti al giorno e 36 milioni all'anno e nel nostro corpo la superficie interna dei vasi sanguigni misura circa 1500 mq: tra le più comuni malattie dei vasi ci sono le placche di aterosclerosi: nella porzione interna della parete dei vasi si possono infiltrare cellule, in parte prodotte dalla cattiva alimentazione, dalla vita sedentaria e dal fumo, che possono fessurarsi e vi si possono depositare altre cellule creando un'ostruzione al circolo del sangue, foriera di infarti, ictus e ischemie" ha spiegato Pierfranco Ravizza, responsabile di cardiologia riabilitativa del dipartimento cardiovascolare dell'ospedale A. Manzoni di Lecco "Gli interventi sull'ostruzione delle arterie possono essere effettuati mediante angioplastica".
"L'angioplastica è un intervento microchirurgico che permette di arrivare con dei fili sottili e sotto controllo radiologico, nell'arteria riaprendola. E' possibile riconoscendo i sintomi e attivando in tempi brevi la procedura" ha continuato il dottor Ravizza "Ogni anno 160.000 persone sono colpite da attacco cardiaco e 50.000 sono vittime di morte improvvisa da arresto cardiaco. L'unica soluzione è la prevenzione".

Patrizia Monti, direttore sanitario dell'azienda ospedaliera provinciale e Pierfranco Ravizza, responsabile cardiologia
riabilitativa- dipartimento cardiovascolare dell'ospedale A.Manzoni


La prevenzione delle patologie cardiache non è diversa da quella dei tumori e delle malattie neurologiche, gli strumenti del benessere sono: movimento, sana alimentazione, non fumare e il vivere una vita serena.
L'attività fisica riduce del 15- 39% l'incidenza delle malattie cardiovascolari, del 33% quella dell'ictus, del 22- 33% quella del cancro del colon e del 18 % le fratture da osteoporosi. Per l'alimentazione le regole sono: la varietà della premiata dieta mediterranea e il consumo di frutta e verdura.
"Uno studio epidemiologico inglese ha dimostrato che tenendo sotto controllo i fattori di rischio l'aspettativa di vita aumenta fino a 15 anni" ha concluso Ravizza.
"Tra le alterazioni a carico dell'impianto elettrico del cuore c'è quella delle aritmie. Durante le aritmie il cuore può battere troppo velocemente, lentamente o in modo irregolare. Possono essere sintomatiche e far avvertire stanchezza, affaticamento o perdita di coscienza oppure essere asintomatiche" ha spiegato Michele Pirovano, capo infermiere "Per prevenire le aritmie è importante riconoscere i segnali: ad esempio il cardiopalmo, chiamato comunemente batticuore, può essere un segno di criticità quando non è legato a un momento di forte stress, ma persiste nel tempo. Il paziente deve segnalare i sintomi al medico di base e gestire gli eventi scatenanti, quali lo stress e l'alimentazione evitando sostanze come la caffeina".

Michele Pirovano, capoinfermiere e dottor Franco Ruffa, responsabile di Elettrofisiologia e cardiostimolazione dell'ospedale di Lecco

"Il pacemaker serve per alleviare i sintomi delle aritmie, utilizzando gli impulsi elettrici per far normalizzare i battiti del cuore" ha spiegato il dottor Franco Ruffa, responsabile di Elettrofisiologia e cardiostimolazione dell'ospedale di Lecco "L'impianto del pacemaker avviene in anestesia locale, con paziente sveglio; la pratica è consolidata e i rischi sono quelli di un qualunque intervento chirurgico: presenta rari rischi meccanici, emorragici o settici. Dopo i pacemaker sono nati i defibrillatori interni al cuore".
Il senso degli incontri è scatenare un dibattito e dare concrete risposte, sia ai pazienti che si sono ripresi dall'intervento, sia a chi volesse saperne di più, sulla prevenzione non farmacologica.
Prossimo appuntamento il 13 giugno alle 20.30 nell'aula bianca della palazzina amministrativa dell'ospedale di Lecco, titolo: 'Importanza della dieta corretta'.
V.M.
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