Scritto Marted́ 22 febbraio 2022 alle 18:59

La Valletta: stalking al vicino?. Assolta 53enne (e i suoi cani)

La pubblica accusa, lo scorso 15 dicembre, all'esito dell'istruttoria dibattimentale aveva chiesto la condanna dell'imputata a un anno e tre mesi. Quest'oggi per la 53enne, residente a La Valletta Brianza, è arrivata invece - come chiesto dal suo difensore, l'avvocato Rosanna Pontieri - un'assoluzione con formula piena. "Il fatto non sussiste", così ha sentenziato il giudice monocratico del Tribunale di Lecco Martina Beggio, chiudendo un fascicolo incentrato sul supposto disturbo arrecato dalla signora e dai suoi cani ad un vicino di casa che, dopo aver sottoposto la questione agli altri condomini, senza ottenere il loro consenso a procedere congiuntamente, aveva denunciato la dirimpettaia per "atti persecutori". Cuore delle lamentele i rumori provenienti dall'abitazione della donna, l'abbaiare dei suoi cani - arrivati a essere anche quattro contemporaneamente - e gli odori delle deiezioni degli animali non tempestivamente raccolte in giardino. Nel corso del processo erano però emerso il sostanziale stile di vita differente tra i due nuclei con il denunciante descritto dall'ex compagno dell'imputata come un soggetto poco empatico arrivato ad avere da ridire anche il giorno in cui uno dei cani è stato soppresso perché ormai provato dalla malattia che lo aveva colpito. I figli della donna avevano poi riferito di una serie di divieti imposti loro, da bambini, dalla mamma proprio per non aver problemi con il vicino, sempre particolarmente accanito nei loro confronti. Un altro abitante dello stesso condominio - nel frattempo trasferitosi - aveva "difeso", dall'alto dal suo essere anche veterinario, i cani "incriminati" che semplicemente avrebbero fatto i cani. Nel mezzo il giudice che si era spinta - visto l'evidente stile di vita differente tra le parti - a suggerire di addivenire a un patto di quieto vivere, indipendentemente dalla sua sentenza visto che comunque la casa di accusato e accusatore quella rimarrà, dovendo comunque convivere sotto lo stesso tetto. Oggi poi la chiusura della questione giuridica, con l'assoluzione dell'imputata.
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