Scritto Domenica 10 ottobre 2021 alle 15:01

Cernusco: in missione per salvare le bimbe streghe. La testimonianza di Natalina Isella

Anche questa volta, al suo rientro in Italia, suor Natalina Isella non ha mancato di incontrare la comunità cernuschese condividendo con gli amici di sempre la missione che da anni la impegna a Bukavu nell'assistenza alle bimbe accusate di stregoneria. L'incontro si è svolto venerdì sera nel cineteatro dell'oratorio San Luigi, organizzato dall'associazione Dentro e Fuori.

Suor Natalina Isella


Dalla Repubblica democratica del Congo, dove vive come missionaria laica, ha portato foto, ricordi ma soprattutto la testimonianza del difficile compito che porta avanti con passione e dedizione affiancata dai colleghi di un'equipe che con gli anni si è allargata sempre di più, nonostante l'iniziale ritrosia della gente del posto. ''Non è stato facile farsi accettare nel quartiere'' ha raccontato. ''Bukavu è una città altamente popolata e dove non c'è nemmeno troppo spazio tanto le case cono appiccicate l'una con l'altra. E come spesso accade in questi contesti, tanti sono i bambini e le bambine che vengono abbandonati dai genitori. Quando sono arrivata, ad occuparsi di loro era la Croce Rossa, che sostanzialmente li prendeva e li metteva nei campi profughi. Abbiamo così incominciato a dare ad alcuni di loro accoglienza in una casetta, in particolare bimbe accusate di essere delle streghe. Da che non ci volevano, gli abitanti del quartiere hanno iniziato a poco a poco a capire il senso della nostra presenza e l'utilità di ciò che facevamo per queste bambine''.

La Ek'bana di suor Natalina, che in lingua swahili significa letteralmente casa delle bambine, ospita ad oggi tra le 30 e le 40 sfollate, alle quali vengono garantiti servizi indispensabili come i pasti, istruzione, vestiti e un letto dove dormire. ''Le bambine che accogliamo sono abbandonate spesso perchè le loro madri soffrono di problemi psichici o non sanno come tenerle, perciò le lasciano in strada con l'accusa di essere delle streghe'' ha proseguito la missionaria. ''Collaboriamo anche con il tribunale dei minori che ce le affida. Uno dei nostri compiti è anche quello di provare a ricucire il rapporto con le famiglie. Tante volte il tribunale ci porta le bimbe e non ci dice altro. Allora cerchiamo di parlare con le piccole, ma spesso e volentieri essendo state vittime di maltrattamenti non se la sentono di parlare. Così aspettiamo qualche tempo, poi diciamo loro ad esempio che i vestiti che abbiamo sono sempre gli stessi e se vogliono possono indicarci dove abitano per prendere i loro. A volte troviamo le famiglie per caso, perchè qualcuno riconosce le bambine e ci indica la casa in cui vivevano. Oltre a questo lavoro, ci occupiamo chiaramente di riparare le ferite interiori che hanno. Cerchiamo di concentrarci sul senso del perdono, cosa che riesce difficile quando vieni accusata di essere una strega e fa sì che non si riesca più ad amare la vita. Posso dire però che i bambini hanno una marcia in più e riescono a perdonare più facilmente rispetto agli adulti, con l'aiuto del Signore''.

Con don Alfredo e i volontari di D&F

Fortissimo è il legame con la fede della missione di suor Natalina. ''All'inizio di questa missione cercavo di ascoltare Dio, chiedendogli se questa era la sua volontà. Da tanti piccoli segni che ho raccolto sul percorso ho capito che dovevo restare con queste bambine e lasciare tutto il resto. Spesso le mie preghiere sono suppliche per chiedere di mandarmi le persone giuste al posto giusto, in modo da riuscire ad andare avanti in questo lavoro. Faccio molta attenzione alle persone che ci avvicinano e vogliono collaborare nella Ek'bana. Cerco in loro doni e talenti, così se qualcuno ad esempio ha molta creatività lascerò che si occupi di fare i lavoretti con le bambine. In questo modo riusciamo a creare un bel clima all'interno della casa e valorizzare le capacità di tutti''.
E.C.
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