Scritto Luned́ 05 aprile 2021 alle 17:11

Merate: ma davvero Più Prospettiva pensa che la scuola sia dell'Istituto e non dell'intera città? Se davvero è così la politica è ormai alla frutta

Lanfranco Consonni
Buon giorno direttore,
Colgo l’occasione per porgere in ritardo i miei auguri di buona Pasqua. Probabilmente questi auguri non Le sarebbero mai arrivati se questa mattina, lunedì di Pasqua, riaccendendo il computer dopo qualche giorno, non avessi letto i due comunicati dei gruppi consiliari della nostra città, riguardo al dibattito sull’opportunità di dare maggiore visibilità all’importanza del ruolo delle donne nella società. La proposta del gruppo di opposizione era di invitare il Consiglio di Istituto dell’Istituto Comprensivo di Merate a intitolare due plessi della città a figure femminili di un certo valore, con l’intento di passare un messaggio educativo proprio ai bambini che li frequentano e li avrebbero frequentati nei prossimi anni, il messaggio che se la mia scuola porta il nome di una donna vuol dire che le donne sono importanti.
Non intendo entrare nel merito del dibattito. I due gruppi nei loro comunicati hanno espresso le loro posizione, penso che spetti comunque a ogni cittadino trarre le proprie conclusioni, e al Consiglio di Istituto decidere se accettare o meno di portare al suo interno questo dibattito.
Mi sento comunque di esprimere qualche riflessione scaturita dalla lettura della frase iniziale del comunicato del gruppo di maggioranza, che recita così: “Nell'uovo di pasqua troviamo l'ennesimo comunicato stampa di Cambia Merate ricco di superbia e con il solo fine di recuperare all'ennesima figuraccia della consigliera Riva che ancora una volta cerca di strumentalizzare la scuola come se fosse casa sua.”
Non so se si tratta di errore di stampa, ma trovare scritto Pasqua con la “p” minuscola non mi piace. È la festa più importante per ogni cristiano, e penso che scrivere Pasqua con la P maiuscola sia segno di averne capito il significato. Comunque penso sia stata una svista, dovuta anche al tono cattivo e oltremodo sarcastico del comunicato, che non ha proprio nulla che richiami lo spirito della resurrezione di Gesù.
La frase che comunque merita riflessione è quella successiva, quando il gruppo Prospettiva accusa la consigliera Riva di strumentalizzare la scuola come fosse casa sua. Io francamente sono rimasto basito. Ho sempre pensato che fosse un merito di ogni cittadino considerare la scuola pubblica della propria città come casa propria, ora invece vengo a sapere che la scuola, secondo il gruppo di maggioranza, è di proprietà del Consiglio di Istituto. È come dire che la città di Merate non è casa mia, ma è casa della Giunta Comunale? Ma da che razza di persone siamo governati? Se Patrizia Riva considera la scuola come anche casa sua secondo me è un merito, non una colpa! Ogni consigliere della città, anzi, ogni cittadino dovrebbe considerare la scuola pubblica come casa propria, e come tale averne a cuore la cura. Se no di chi è la scuola? Dei dirigenti scolastici che vengono sostituiti ogni due anni? Del Consiglio di Istituto che ha un incarico di servizio per un periodo limitato di tempo? Da una amministrazione che non considera la scuola della propria città come casa propria non ci si può aspettare molto. Del resto i frutti si vedono.
Probabilmente i nostri consiglieri di maggioranza considerano di loro proprietà solo il Viale Verdi e il parco di Vedù.
Del resto lo stesso ragionamento vale anche per l’ospedale cittadino. non considerano il nostro ospedale come loro casa, il Mandic è casa della Sacra Regione Lombardia, che può decidere impunemente del suo destino. A proposito, ho ancora nella mente l’intervento del vicesindaco in una sessione del consiglio comunale di qualche mese fa, in difesa di una mozione sull’autonomia, con il quale osannava l’efficienza degli ospedali della nostra regione, dimenticandosi di parlare del corrispondente disastro della medicina territoriale, e della situazione del nostro ospedale. Mi aspetto che l’assessore Procopio trovi l’occasione per chiedere scusa ai meratesi di quell’accorato quanto insensato intervento.
Per concludere, visto che questo mio scritto è scaturito dal dibattito sull’importanza delle Donne nella società, vorrei ricordare una donna che fra gli anni 80/90 fu protagonista della politica della nostra città, Laura Crippa.
Di lei ricordo l’impegno da assessora, capace di proporre e concretizzare realtà come l’assistenza sociale e l’asilo nido. Di quei tempi ricordo la difficoltà di questa donna a portare avanti settori che venivano considerati ai margini dei doveri dell’amministrazione, la sua forza e capacità di sgomitare e farsi valere, anche all’interno del suo gruppo. Erano tempi in cui l’idea che un asilo nido fosse una istituzione superflua, perché erano le donne che avrebbero dovuto stare a casa a curare i bambini era ancora diffusa. Grazie alla caparbietà di questa donna e di chi la sostenne Merate ebbe il suo asilo nido. Probabilmente se non avesse considerato la scuola come casa propria non ci sarebbe riuscita!
Lanfranco Consonni
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