Scritto Mercoled́ 31 marzo 2021 alle 09:35

Lomagna: parla la dott.ssa Michela Cavalli, l'ex dipendente di Cernusco citata dalla segretaria Manfreda. ''Denuncerò''

Suo malgrado, l’ex dipendente di Cernusco Lombardone Michela Cavalli è stata risucchiata nell’occhio del ciclone mediatico locale per le affermazioni nei suoi riguardi espresse dalla segretaria comunale Maria Antonietta Manfreda.
La dottoressa Michela Cavalli
Dichiarazioni pronunciate nel corso dell’adunanza consiliare di due settimane fa. L’intervento aveva riguardato il personale attuale, che avrebbe bisogno di spunti culturali e incentivi economici, e l’iter dei concorsi di assunzione. Il tutto condito da commenti sulle donne apparsi tutt’altro che edificanti. Alla Cavalli, oggi responsabile di categoria D per i Comuni di Lomagna e Osnago, citata per nome, la segretaria ha imputato “problemi seri all’Ufficio di Stato civile”. Stando alle parole pronunciate pubblicamente da Manfreda l’ex dipendente avrebbe continuato a “tormentare, a denunciare maltrattamenti”.

Abbiamo intervistato nella serata di lunedì la dott.ssa Cavalli, presso lo studio del suo avvocato Massimo Tebaldi, per comprendere come ha reagito a queste considerazioni e se intenderà procedere per vie legali.

Dottoressa Cavalli, come è venuta a conoscenza di quanto successo in Consiglio comunale a Cernusco Lombardone?

“Da quando non lavoro più a Cernusco non seguo le vicende che riguardano l’amministrazione. Perciò non ho seguito la diretta streaming del Consiglio comunale. Mi è stato segnalato il fatto da persone che conosco e poi mi è stata condivisa la registrazione video dell’intervento della segretaria, anche se è sparita dalla pagina facebook del Comune. È un file che ormai è divenuto virale, quel video gira su WhatsApp. È diventato di dominio pubblico. Sono stati scritti tantissimi articoli al riguardo. Abito in un paese vicino a Cernusco, ma qui vengo spesso a fare la spesa e l’altro giorno sono stata fermata da tante persone che avevano letto la notizia e che mi hanno dimostrato vicinanza. Mi conoscono in tanti a Cernusco avendoci lavorato a lungo”.

Come ha reagito a quelle immagini?

“Mi dà fastidio che la segretaria mi abbia nominata in modo non pertinente in un contesto complessivamente denigratorio. Lei stessa si domandava se fosse un intervento deprimente e, sì, di deprimente c’è tanto in quello sproloquio. Non capisco per quale motivo la segretaria abbia voluto parlare di me, per altro in quel modo, con quelle parole rancorose. Un consigliere comunale di minoranza stava solo legittimamente ponendo delle domande sulla pianta organica del personale alla luce di imminenti pensionamenti e di posizioni da coprire. Voleva capire se ci fosse una strategia da parte dell’amministrazione. Io che c’entravo? Non è stato nemmeno bello vedere l’immagine di persone che ridevano. Non so cosa ci fosse di divertente ed esilarante, al di là del fatto che sia stato fatto il mio nome. Sono stati cinque minuti imbarazzanti e nessuno è intervenuto per interrompere quell’intervento svilente, sconfortante, mortificante. Io in quei discorsi non dovevo entrarci perché non lavoro a Cernusco dal 1° marzo 2019. Sarei curiosa di conoscere il motivo per cui sono stata tirata in ballo”.

Lei dal gennaio di questo anno lavora a Lomagna in una posizione apicale. Le è capitato di confrontarsi con la dott.ssa Manfreda? Avete avuto delle discussioni ultimamente?

“Assolutamente non ci siamo sentite, nessuna discussione. Per questo è stato per me un fulmine a ciel sereno quel suo intervento in Consiglio comunale. Per altro a Lomagna sono ancora in un periodo di prova. Da quelle parole potrei subire un danno. Non esiste di essere nominata così, urbi et orbi, su questioni che non erano di dominio pubblico. Siamo in una società in cui una persona ha anche il diritto a non essere nominata. Io ora lavoro felicemente a Lomagna. Ero andata oltre – forse qualcun altro no – a quel periodo faticoso vissuto a Cernusco, che mi evoca brutti ricordi anche perché legato a una grave malattia che ho dovuto affrontare e dalla quale pian piano mi sono rimessa in salute per fortuna”.

Come è stato lavorare al Comune di Cernusco?

“Ho iniziato a lavorare a Cernusco nel 2010. Ho avuto un buon rapporto con gli ex colleghi, con alcuni di loro ancora mi sento ogni tanto. Negli ultimi tempi avevo iniziato ad avere dei problemi sul lavoro, me ne sono dovuta andare. Preferisco non rivangare troppo quel periodo. Posso dire che sono stati avviati dei procedimenti, a mio avviso pretestuosi. Il mio avvocato mi aveva consigliato di agire con una causa del lavoro, ma io non avevo voluto. Pensavo potesse complicare ulteriormente la situazione sul luogo di lavoro dove andavo ogni giorno. Volevo stare il più tranquilla possibile. Poi mi si è aperta la possibilità di partecipare a un concorso indetto dalla Provincia di Lecco per conto del Comune di Olginate e ho colto l’occasione. Sono arrivata prima in graduatoria e ho quindi presentato la domanda di dimissioni a Cernusco. Dal 1° marzo 2019 ho iniziato a Olginate. Ricordo che nel mese di maggio di quell’anno ho ricevuto a casa una lettera che mi comunicava ancora un procedimento per Cernusco, nonostante ormai non lavorassi più lì”.

Come intende agire alla luce delle esternazioni della dott.ssa Manfreda?

“Mi tutelerò in sede penale con una causa nei confronti della segretaria Manfreda per diffamazione aggravata. È un atto dovuto verso me stessa. Ne ho passate tante e non esiste essere trattata così. Penso di avere dimostrato coi fatti di valere. Ho due lauree. Dal 2018 ho passato due concorsi pubblici, arrivando prima in graduatoria in entrambi i casi. A Olginate mi trovavo bene, ma trasferendomi a Lomagna ho potuto ottenere un avanzamento di carriera. In Consiglio comunale si è parlato di me mentre si facevano delle considerazioni sulla condizione femminile che non mi appartengono. Sono stata nominata mentre si parlava di bassa scolarizzazione del personale. Mi sono stati appesi dei giudizi gratuiti da una persona con la quale non voglio essere associata”.

Le sono arrivate delle scuse dalla segretaria? È stata contattata dall’amministrazione comunale in questi giorni?

“Non ho ricevuto delle scuse privatamente e ad oggi non ho visto nessun comunicato pubblico con simili intenti. Mi sono state rivolte delle offese pubblicamente in Consiglio comunale e pubbliche dovrebbero essere le scuse. Non sono stata contattata nemmeno dall’amministrazione. Probabilmente ritengono di non doverlo fare, ma questo non mi interessa. Ho visto comunque un loro comunicato nei giorni successivi. Invece devo dire che sia immediatamente sia successivamente ho ricevuto la solidarietà dei consiglieri di minoranza”.

I gesti di solidarietà sono stati molti, l’ultimo in ordine di tempo, da parte della consigliera provinciale alle Parità.

“È stato commovente sentire tutta questa solidarietà. Per fortuna è stata capita la situazione da parte di molti. Se così tanti si sono sentiti di intervenire in mia difesa è la dimostrazione che quelle parole usate in Consiglio comunale non erano fraintendibili”.
Marco Pessina
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