Scritto Luned́ 12 ottobre 2020 alle 15:25

Lomagna: bosco di 35 piante da abbattere per sei villette. Ma un calcolo non quadra

Sei villette al posto di un boschetto di oltre 2 mila mq saranno costruite in via Marconi a Lomagna, con ingresso da via Volta, in una zona a metà tra il residenziale e l’industriale. Il privato ha già ottenuto il permesso dal Comune di abbattere 35 alberi. Si tratta principalmente di imponenti noci americani.


Il progetto edificatorio non è ancora stato depositato ufficialmente agli Uffici comunali, ma già trapelano alcuni dettagli sui lavori che dovrebbero partire a inizio 2021 e concludersi entro l’aprile del 2022. Architettura moderna, si va da abitazioni di 176 mq a quella di 227 mq. Ognuna con 4 locali e due bagni, un box, un giardinetto. Il complesso sarà dotato di pannelli solari e sistema a pompa di calore elettrica. La più grande, con area all’aperto di 1.400 mq, possiederà anche una piscina interrata, oltre a un terzo bagno e un garage più comodo. I prezzi di vendita oscillano tra i 410 mila ed i 480 mila euro.




Dal rendering del progetto sembra che il comparto sia circondato da alberi e dunque lontano dal rumore. In realtà dall’altra parte della strada ci sono capannoni industriali. Le imprese, da anni insediate a Lomagna, non accolgono con entusiasmo l’idea di affacciarsi a un nucleo residenziale. I timori sono sostanzialmente due: rapporti di vicinato non idilliaci, con i nuovi arrivati che si potrebbero lamentare proprio dei rumori da lavoro; in secondo luogo, durante le operazioni di carico e scarico, spazi di manovra per i camion che risulterebbero ridotti, se le automobili dei residenti o dei loro ospiti venissero parcheggiate costeggiando la strada.




Dalle informazioni in nostro possesso, dei 35 rigogliosi alberi che saranno abbattuti ne verrebbero piantumati appena 14, di specie autoctone o naturalizzate. Il numero di alberi non è scelto arbitrariamente. Deve essere rispondente alla normativa relativa al Piano di Governo del Territorio. Per le zone residenziali classificate come “estensive” o “di completamento” – al caso del comparto in questione – l’indice di densità arborea non può essere inferiore al 20 %. Nello specifico circa 400 mq. Di questi 400 mq, le chiome – tecnicamente “Superficie Verde Alberata” – devono occuparne il 50%. Dunque la zona residenziale dovrebbe essere coperta per almeno 200 mq dalle fronde degli alberi.




Qui sopraggiunge un piccolo problema perché, da quanto abbiamo potuto apprendere, il progetto considererebbe per 98,84 mq le chiome di 14 alberi, mentre per ben 123,07 mq le “chiome” delle siepi. Questo, se fosse confermato, a nostro avviso, confliggerebbe con la definizione che le Norme Tecniche di Attuazione del PGT danno della “Superficie Verde Alberata”. La riportiamo: “È quella parte della superficie fondiaria che dovrà essere piantumata con essenze arboree ad alto fusto autoctone o naturalizzate, le cui chiome a sviluppo coprono almeno il 50% della superficie stessa”. Perciò nello schema vanno conteggiati solo gli alberi e non gli arbusti.
In conclusione, o esiste una norma di livello superiore che ammette quanto previsto dal progetto (e allora il PGT è stato scritto male, con ovvie ricadute di responsabilità) oppure grande attenzione dovrà essere prestata prima di concedere il permesso a costruire.
M.P.
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