Scritto Mercoledý 30 settembre 2020 alle 19:12

Lomagna: tensione sui tempi di parola in aula. Attesa sul futuro dell'area ex Jucker

Sette punti all'ordine del giorno proposti dalla minoranza non potevano non creare malumori nel Consiglio comunale di Lomagna, che si è tenuto nella serata del 29 settembre. Le frizioni tra le due ali dell'assise sono cominciate proprio al principio della trattazione delle interpellanze, con il segretario Giovanni Balestra che ha ricordato il tempo massimo di un'ora previsto dal Regolamento. Con sarcasmo il capogruppo di minoranza Mauro Sala ha quindi domandato al microfono se il limite di tempo valesse per ciascuna interpellanza. Domanda retorica, provocatoria, che ha suscitato una risata al consigliere Alberto Bonanomi, sotto la mascherina e dietro alle mani portate a coprire il volto. Al che la sindaca ha richiamato il consigliere a una maggiore disciplina in nome dei grandi valori di democrazia sanciti dal Regolamento e rispetto per i padri fondatori.



Il Consiglio comunale si è chiuso dopo meno di un'ora e mezza in un parapiglia che non possiamo raccontare. L'accesso al pubblico presso la sala consigliare continua ad essere vietato perché non si potrebbero altrimenti garantire le norme sul distanziamento interpersonale in aula. E il video in streaming è stato interrotto in un momento di confusione. Mauro Sala e poi Irio Tiezzi sul finire della serata hanno domandato la parola tornando su argomenti già esauriti in precedenza, suggerendo di considerare l'intervento al di fuori della seduta di Consiglio. La sindaca, senza formalizzare il termine dell'adunanza, ha quindi ceduto la parola. Alle insistenze di Tiezzi il primo cittadino ha sostenuto che "adesso comunque il Consiglio è chiuso". E senza lasciar passare altro tempo: "buonasera, grazie, alla prossima". Un atteggiamento che non è piaciuto a Tiezzi ("molto educata, grazie, non riesce a fare un dibattito") e Sala ("predica bene, ma razzola molto male. Si contraddice lei stessa"). Poi l'interruzione delle trasmissioni.

Tiezzi stava riprendendo la valutazione fornita dalla sindaca Cristina Citterio sulla mozione della minoranza che invitava l'amministrazione comunale a organizzare un incontro pubblico sugli scenari futuri dell'area ex Jucker [clicca QUI]. La sindaca aveva respinto la proposta, commentando: "Per noi la mozione sarebbe in ogni caso inaccettabile proprio per i toni che come sempre vengono usati nel vostro proporre i temi". Posizione non condivisa dal consigliere Tiezzi, secondo il quale il testo non sarebbe offensivo.

Sempre sull'area ex Jucker in Consiglio comunale è stata trattata un'interpellanza, volta a conoscere le intenzioni della proprietà [clicca QUI]. Citterio ha asserito che formalmente non vi sono novità, invitando a restare "felicemente in attesa di ulteriori sviluppi". Il capogruppo di Uniti per Lomagna ha quindi lamentato: "Com'è possibile che per un'area così grossa, 50 mila mq, la più grossa di Lomagna, l'amministrazione non va dalla proprietà a chiedere cosa vuole fare? La paura nostra e dei cittadini è di trovarsi sorprese, come la logistica con camion, traffico e inquinamento". Secondo Sala, il Comune dovrebbe programmare meglio le possibilità di intervento, inserendo dei vincoli. Ma la sindaca ha ricordato che il privato dovrà attenersi a quanto previsto nel Piano di Governo del Territorio. "La linea politica è quella che è prevista dal PGT. Non dobbiamo inventarci un'altra cosa. Noi abbiamo già detto alla proprietà la cornice entro cui muoversi. Poi si va a verificare quando c'è un progetto chiaro".
M.P.
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