Scritto Venerdì 19 giugno 2020 alle 19:55

Merate: gli  attivisti di ''Ora et labora – In difesa della vita'' davanti al Mandic per dire no ad aborto e ddl sull'omofobia


Una volta al mese i militanti dell'associazione "Ora et labora - In difesa della vita" raggiungono l'ospedale Mandic di Merate e qui, muniti di tutte le autorizzazioni, si posizionano davanti all'ingresso e danno il via alla loro opera di informazione e sensibilizzazione della popolazione. Guidati dal presidente Giorgio Celsi raccontano alla popolazione il dono preziosissimo e insostituibile della vita fin dal suo nascere nel grembo materno, senza limiti di tempo e di "forma", quindi senza che siano le settimane a "darne dignità e valore" e meno ancora "diritto alla vita".


"Noi vogliamo dire a chi entra in ospedale che l'aborto è un omicidio. Non stiamo parlando di un grumo di cellule ma di una vita in piena regola" ha spiegato il presidente Celsi "la nostra è un'opera che ha una funzione di testimonianza, che vuole creare terreno fertile anche per attivare un referendum che cancelli leggi inique contro Dio e contro l'uomo. La nostra presenza a tanti dà fastidio, perchè la pratica dell'interruzione di gravidanza per l'ospedale è un business. Ma dobbiamo ricordarci che si uccide una vita che nasce e si uccide il futuro di una nazione".


https://youtu.be/5b65NMP0-ZU

Ma la campagna contro l'aborto non è l'unica per la quale gli attivisti di "Ora et labora" si stanno dando da fare. L'attenzione ora si sta concentrando sul disegno di legge del decreto di legge Zan- Scalfarotto che vuole contrastare l'omofobia. "Se passerà questa norma sarà leso il diritto di opinione perchè non si potrà più dire che la famiglia è fatta da un uomo e da una donna altrimenti si sarà tacciati di omofobia" ha spiegato Celsi che di professione è infermiere "non si potranno più leggere passi della Bibbia come quello riguardante i sodomiti. Per dare diritti in più a una lobby se ne tolgono alla maggioranza".

Per tre ore i volontari hanno "presidiato" l'ingresso dell'ospedale distribuendo materiale informativo, fermandosi a chiacchierare con le persone e spiegando il perchè della loro presenza con un invito a non fermarsi in superficie ma ad approfondire questioni tanto importanti quanto delicate come quelle dell'aborto e dell'omofobia.
S.V.
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