Scritto Mercoledý 03 giugno 2020 alle 16:47

Triti & ritriti

Gentile Direttore,
ho letto con piacere le riflessioni a firma di Alessandro, finalmente un coraggioso che argomenta e va oltre le due righe, certo trovo le sue disquisizioni opinabili e negazioniste ma ne plaudo la franchezza.
Il fascismo non è morto settantacinque anni orsono, in quel contesto è stato abbattuto il regime fascista ad opera dei Partigiani, ma i conti con il crimine, nel nostro Paese, non sono mai stati fatti: la bomba in Piazza Fontana, la strage sul treno Italicus, la strage di Piazza della Loggia, la strage alla stazione di Bologna, per citarne solo alcune, sono tutte di acclarata matrice fascista. Fino ai fascisti del III millennio e alla mascherina con la scritta "boia chi molla" (sa di cosa si tratta, Alessandro?) fotografata sul volto inespressivo della vice sindaca di Cologno Monzese.
Trentuno anni fa sono crollati dei regimi autoritari, non il comunismo, nella ex Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche vige lo stesso regime stalinista ma con altro nome. Io e molti altri, vivi vegeti, siamo e saremo comunisti sino a quando ci sarà un solo sfruttato sulla terra.
In quanto alla Corea del Nord, caro Alessandro, non io ma i suoi danti causa Razzi e Salvini si sono recati, a fine estate 2014, in quel luogo lontano da ogni concetto di libertà per rendere omaggio al suo regime.
Il governo giallo-fuxia non è composto da miei amici, ma per attualizzare un proverbio brianzolo sostengo che: putost che Salvini l'è mei Putost.
Le inopportune dichiarazioni della sost. Procuratore di Bergamo dimostrano la bufala che i magistrati remerebbero a favore della Sinistra, in questo caso è anzi palese il regalo al negazionismo di destra.
Certo gli argomenti che pongo sono triti e ritriti, ma purtroppo credo non a sufficienza.
Grazie per l'attenzione,
Fulvio Magni
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