Scritto Mercoledý 03 giugno 2020 alle 15:21

Dinastie Lomagnesi

La storia, locale e non, a volte riserva singolari sorprese. Può succedere che si apra un tunnel, una sorta di by pass tra passato e presente attraverso il quale si possono vivere situazioni diametralmente opposte, antitetiche, quando invece ci si aspetterebbe una ovvia continuità.
È quanto succede al sottoscritto in ambito di amministrazione locale. Negli anni '90, sindaco per la seconda volta, ho avuto la fortuna di lavorare fianco a fianco con Ezio Citterio, esempio di comportamento democratico a Lomagna e non solo. Per suo stimolo il Comune ha redatto primo nel circondario, Statuto ed importanti Regolamenti, tra cui quello del consiglio comunale.
Devo dire che abituato alla (non) democrazia del management aziendale, talvolta ho accondisceso con resistenza alle sue istanze; però a distanza quelle lezioni di trasparenza ed accettazione del confronto pacato anche quando spiacevole mi sono state utili e mi hanno fatto crescere. Posso dire con fierezza che nei successivi dieci anni da sindaco il training avuto mi è stato molto utile e l'ho messo in pratica, nessuno può negarlo.
È quindi comprensibile la sorpresa e lo sconcerto con cui constato che l’attuale sindaco, figlia di cotanto padre sia, a tutte le apparenze, di tutt'altro avviso e temperamento.
Il fatto che mi spinge ad esprimere ii mio pensiero è presto detto. In occasione della presentazione di argomenti proposti per un consiglio straordinario da parte della minoranza, temendo confronti magari imbarazzanti, ecco che si costringe ii segretario comunale a fare strane contorsioni per forzare il regolamento del CC pur di darne un'interpretazione riduttiva e asfittica, nel chiaro intento di non dare spazio al dibattito. Tutto il contrario dello spirito con cui è stato redatto ii vigente strumento normativo, e io c'ero.
Ne si tratta di un caso isolato: tutte le interpellanze e questioni presentate dalla minoranza vengono trattate formalmente con risposte laconiche quando non reticenti, usando il regolamento per coartare le legittime (e fin qui giustificate) richieste di informazioni da parte dell'opposizione. Di fatto sembrerebbe un regime dittatoriale, in cui l'amministrazione non vuole rispondere a nessuno.
Parola, è veramente sconcertante assistere ad un cambiamento di indirizzo di questa violenza. Intendiamoci, non è una novità che due membri anche vicini della stessa dinastia abbiano attitudini e comportamenti opposti, Carlo Alberto di Savoia era terziario francescano e suo figlio Vittorio ha cosparso l'Italia di figli illegittimi…
Forse qui però la soluzione della discrasia è più semplice, e se non si può più nulla dire sulla intensità ed autenticità della democrazia e trasparenza del passato, leggere la netta chiusura a qualunque confronto dell'amministrazione attuale in termini di volontà di non rendere conto a nessuno è fin troppo facile.
Personalmente non ho nulla contro nessuno, e perciò vorrei dare un consiglio all'attuale primo cittadino. Credo che si stia muovendo all'interno di un campo minato di cui non conosce del tutto la mappa, Via Marconi, casetta degli Alpini e Centro Sportivo insegnano. Forse non ostacolarne la bonifica col contributo anche della minoranza non sarebbe una cattiva idea.
Gianfranco Castelli, ex Sindaco
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