Scritto Venerd́ 22 maggio 2020 alle 08:47

Stefano e Fortunato

Ho letto lo scritto di Stefano Motta.
Trovo interessante il finale:
"Speriamo che i figli di questi adulti diversamente intelligenti possano rimanere piccoli nell’animo, allora. Vale a dire buoni, cioè intelligenti."

Non so se è una questione professionale o un modo di pensare ma anche in Fortunato e il fiore di Speranza ho trovato la stessa filosofia, ben calibrata e non generalizzata.
Perchè non è vero che i bambini sono sempre "bravi" ma è altrettanto vero che quando si diventa adulti, spesso si perde "l'umanità" di un bambino.
Un lettore
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