Via la politica dalla sanità, ovvero il grido di dolore lanciato da Rinaldo Zanini presidente di Appello per Lecco, consigliere del sindaco Brivio e candidato (stroncato) al Comune

Rinaldo Zanini
Il direttore di questi portali ci ha raccontato in più servizi la situazione dei presidi ospedalieri dell'azienda, con particolare attenzione a Merate credo per evidenti ragioni di "... bandiera..." alla luce del prolungarsi della gestione commissariale. Gestione che dovrebbe essere stata superata da settimane visto che il direttore Lovisari oggi e anche qualche settimana fa ha tutti i requisiti per portare a termine il suo contratto. Ma la politica regionale non decide. L'avvocatura sta esaminando la pratica e teme che una ulteriore proroga al regime commissariale - che produce nei fatti il pagamento di un doppio stipendio per una solta azienda - farà schizzare gli occhi dalle orbite ai giudici contabili quando il prossimo anno esamineranno i conti. Ed è molto probabile. Ma è chiaro che in regione è in atto uno scontro, peraltro da quel che si sa paradossale, con l'assessore Mantovani di Forza Italia che non avrebbe nulla in contrario al rientro di Lovisari e esponenti della Lega che sarebbero contrari. Ora si parla di uno scambio tra Lecco e Gallarate con l'arrivo a Germanedo di Humberto Pontoni. Di certo, come ha scritto il direttore, la gestione commissariale è penalizzante per tutti i presidi ospedalieri perché non concede quel necessario spazio alla negoziazione con la regione al fine di ottenere qualche milione in più per le necessità non previste. Ma sin qui le opinioni sono tutte legittime. Sfugge invece all'ottimo editorialista Marco Calvetti che la fantomatica lettera dei capi dipartimento, scritta e riscritta più volte per ottenere un si (poco) convinto della maggior parte dei dirigenti non è nata da un vertice o un collegio di direzione. Ma porta una firma precisa, quella di Rinaldo Zanini. E non lo dico io, osservatore interno per quanto attento, ma è lo stesso Zanini che rilascia dichiarazioni al quotidiano che ha dato spazio con qualche giorno di ritardo al famoso documento. Poi si dice che Zanini abbia il pieno appoggio di Colli - teorico da sempre di un solo ospedale per acuti, tesi legittima per quanto a mio parere aberrante - e forse in un altro paio di capi dipartimento (i nomi di Foti e Prati sono incerti per cui sono prontissimo, se richiesto a innestare una doverosa retromarcia). Ma la "mente" è Zanini. Un capo dipartimento, formalmente senza reparto, sempre presente a convegni, meeting, incontri, conferenze, adunanze, vertici ma francamente ci sfugge quanto del suo tempo sia davvero dedicato al Materno-Infantile. Ci dirà lui, se lo vorrà, quanto e sono certo che il giornale sarà lieto di ospitarne l'intervento. Preme però sottolineare una contraddizione a dir poco umoristica: Rinaldo Zanini è tutt'altro che lontano dalla politica. Al contrario nel 2010 si era candidato con la lista di Appello per Lecco a sostegno di Virginio Brivio, leader del Partito Democratico poi risultato eletto sindaco. Certo la corsa di Zanini non era stata un trionfo: 24 preferenze un po' poche per un capo dipartimento Materno-Infantile cui la stampa cartacea quotidiana non risparmia spazi e visibilità. Tuttavia la sua discesa in campo l'ha fatta. Tuttora Zanini è niente meno che il presidente di Appello per Lecco la lista che alle elezioni di maggio appoggia di nuovo la sinistra e in particolare Virginio Brivio, di cui Zanini è consigliere molto ascoltato. Quindi, pur con le debite proporzioni non mi sembra la persona più adatta per teorizzare la figura del medico puro, al di sopra di tutto, accanto soltanto al paziente. Forse queste figure le troviamo di più a Merate dove primario, medici e infermieri lavorano con impegno e dedizione davvero encomiabili nonostante sappiano di essere costantemente sotto tiro. E qui me lo permetterà il direttore, apro una parentesi: non succeda mai che l'ostetricia- Ginecologia del Mandic venga ridimensionata o peggio ancora sacrificata al progetto del "grande nido". Perché in tal caso è sicuro che la reazione non si farà attendere. Ricorderanno quelli che hanno memoria i comitati di donne a favore della conferma della dottoressa Anna Biffi: mettevano assieme un migliaio di signore e l'archivio di merateonline racconta ancora la durissima reazione seguita all'ipotesi di una non riconferma della Biffi al Mandic. Concludo dicendo che il concetto della politica fuori dalla sanità è una pura astrazione filosofica, per quanto condivisibile. Ci sono elenchi di primari in quota a.... ma ciò poco conta se l'appartenenza va a braccetto con la competenza. C'è stato un tempo, non molti anni fa, dove l'occupazione di Comunione e Liberazione aveva preoccupanti aspetti paramilitari. E tuttavia potremmo citare un paio di nomi di ottimi primari la cui appartenenza è del tutto irrilevante rispetto all'indubbia competenza. Quindi spero che in futuro prima di prendere carta e penna si faccia mente locale su ciò che è stato e su ciò che è. Sulla realtà che solo un marziano può dire (o fingere) di non conoscere. Altrimenti si rischia, in buona fede, di fare il gioco di... che state pur certe è in quota a.......
Matrix
Invia un messaggio alla redazione

Il tuo indirizzo email ed eventuali dati personali non verranno pubblicati.