Olgiate: posa di fiori alle due pietre d’inciampo del paese

È stato il vicesindaco Matteo Fratangeli quest’anno a rappresentare il Comune di Olgiate Molgora durante i festeggiamenti del 25 aprile. Come da tradizione la celebrazione della Festa della Liberazione è iniziata con il corteo partito dal parcheggio delle scuole elementari e diretto al monumento ai Caduti di Viale Sommi Picenardi, dove è stata posata la corona d’alloro ed è stato eseguito il solenne rito di alzabandiera, seguito da un momento di preghiera guidato da don Emanuele Colombo. Lo stesso è avvenuto poi al monumento ai Caduti di via Valicelli, dove però era presente don Giancarlo Cereda. 
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In entrambe le occasioni il vicesindaco Fratangeli, affiancato dalla sindaca dei ragazzi e delle ragazze Maddalena Di Gregorio, ha condiviso con i cittadini presenti, gli Alpini e il capogruppo Paolo Bonfanti, i rappresentanti delle associazioni e alcuni membri dell’amministrazione comunale una riflessione. 
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Ricordando che di lì a poco avrebbe fatto visita agli ospiti della Casa Famiglia del paese – visita prevista nel programma del 25 aprile dal 2020 – ha detto: “I nostri anziani, ultimi testimoni degli anni della dittatura fascista, hanno vissuto la propaganda di un sistema pervasivo che aveva lo scopo di negare la libertà della persona e il valore della democrazia, che giustificava l’esistenza di ‘capi’ e di ‘gregari’. È a loro che ancora dobbiamo rivolgerci per comprendere il vero significato della libertà e della democrazia. Il loro esempio nella ricostruzione del Paese ci ha insegnato la forza e il senso di appartenenza alla comunità; la stessa per la quale ognuno di noi si prende cura di chi è più debole, di chi è diverso, di chi è ammalato. Proprio quella solidarietà che l’intolleranza nazifascista ha ferocemente cercato di annientare. Il 25 aprile del 1945 è il simbolo di un popolo che si è ribellato ad una dittatura e ha vinto. È il simbolo della presa di coscienza di chi aveva deciso di resistere. Questa data rappresenta non soltanto una liberazione, ma la ferma volontà di tornare ad essere liberi”. 
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Fratangeli ha proseguito ricordando che due anni fa Olgiate Molgora divenne il terzo comune della Provincia, dopo Lecco e Verderio, a ospitare sul proprio territorio una pietra d'inciampo. “Un'iniziativa molto importante, dedicata al ricordo di Paolo Carpi, che si pose l’obiettivo di fare memoria nel nostro territorio. Quest’anno, grazie all’impegno dei famigliari, l’iniziativa è stata replicata per ricordare il sacrificio di Ernesto Cattaneo: non solo un doveroso omaggio ad un nostro valoroso concittadino, ma anche una chiara risposta all’indifferenza e all’egoismo”. 
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Ed è proprio alle due pietre d’inciampo poste in paese che il vicesindaco è poi andato a rendere onore ponendo dei mazzi di fiori. Terminato il discorso (CLICCA QUI per leggerlo tutto), e dopo aver preso parte al corteo insieme ai Comuni di Calco e Brivio fino al Cippo dei Partigiani, Fratangeli insieme ad alcuni membri dell’amministrazione, il capogruppo di minoranza Stefano Golfari e le nipoti del partigiano Ernesto Cattaneo è andato dapprima in via Pilata per ricordare proprio il mugnaio arrestato per aver rifornito di farina i partigiani, e poi nella frazione Mondonico per ricordare Paolo Carpi.
E.Ma.
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