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Scritto Lunedì 10 giugno 2019 alle 18:24

Santa Maria: la camminata alla scoperta della storia dell'arte

Apprezzata per il paesaggio naturale sotto gli occhi di tutti, la "valle de Rovenate" cela tracce della Storia specialmente in edifici sacri o privati che, decriptate, meglio caratterizzano l'identità del posto. Per sfuggire ai luoghi comuni o alle approssimazioni serve la guida di chi gli indizi li sa interpretare e tessere in una rielaborazione organica e fedele al contesto di riferimento.

E così ad accompagnare a fare "4 passi tra Arte e Natura" l'Unione dei Comuni Lombarda della Valletta ha individuato un giovane storico dell'arte, il galbiatese Alessandro Pina, laureato in Storia delle Arti dall'Antichità al Contemporaneo presso l'Università di Pavia e attualmente volontario con il servizio civile alla biblioteca dell'Unione Valletta.

Lo storico dell'arte Alessandro Pina
Domenica 9 giugno l'itinerario programmato è partito dalla chiesa di Santa Veronica di Hoè Superiore, che secondo Pina risale al XII secolo, un periodo anteriore a quanto ci si potrebbe aspettare. «L'affresco di Santa Veronica non è la prima decorazione, la quale doveva essere sotto lo strato di malta che è stato dipinto. L'incorniciatura che si scorge sotto è più antica ed è facilmente databile all'età romanica perché la tipologia di decorazione con fregi rossi con delle perline di bianco è almeno dell'XI-XII secolo».

Poi tra la fine del XIII e l'inizio del XIV secolo la chiesa sarebbe stata ridecorata per volontà dei De Capitani. La tappa successiva della camminata è stata la chiesa parrocchiale, passando da Villa Semenza. Nel 1456 gli abitanti del paese chiesero di affidare l'antichissima chiesa all'Ordine dei mendicanti. Le autorità clericali riconobbero la necessità di consegnare il luogo di culto nelle mani e nello spirito di qualcuno, ma venne preferito l'Ordine dei Serviti.

Sono numerosi i richiami alla loro presenza, fin dalla facciata frontale dove si può osservare il loro simbolo distintivo (una S che si interseca ad una M). La chiesa si trasformò così in un convento e nel XVII secolo i serviti si sentirono nelle condizioni di poter ampliare l'edificio secondo i dettami usciti dal Concilio di Trento e del relativo "Instructiones Fabricae" di Carlo Borromeo. I lavori durarono vent'anni e, come si può notare ancora oggi, non furono mai terminati.

Proprio per raccogliere fondi venne istituito il mercato in piazza, una tradizione che è rimasta intatta da allora pur perdendo lo scopo originario. Dall'esposizione all'aperto il gruppo è entrato dentro le mura della chiesa per scoprire altre informazioni sull'ambiente decoroso e solenne che lo circondava. La cappella dedicata alla confraternita del rosario stupisce per la perizia con cui sono state lavorate le incorniciature di stucco. Nella prima a destra della navata unica spicca invece la pala d'altare raffigurante la decapitazione di San Giovanni Battista, attribuibile a Camillo Procaccini.

Nello stile è caratterizzata da una forte componente teatrale, ma si scorge anche il lascito manierista, come ha osservato lo storico dell'arte. La mattinata è proseguita alla chiesa di San Giorgio (Rovagnate) dove è sepolto il canonico Giuseppe Ripamonti, segretario particolare di Carlo Borromeo e autore del "De peste" da cui attinse il Manzoni per I Promessi sposi. Infine la comitiva si è diretta al borgo di Casternago, alla chiesa di San Martino.

Il prossimo appuntamento con Alessandro Pina è fissato per domenica 23 giugno. Si partirà da Villa Sacro Cuore con i suoi giardini. Si continuerà con il castello di Perego e si concluderà con la chiesa di San Giovanni Evangelista ed il suo campanile.

Marco Pessina
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