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Scritto Sabato 11 maggio 2019 alle 13:02

Montevecchia: nell’ultimo saluto a Omar Gabr due religioni si stringono nel dolore. L’Imam: gesto di vicinanza e amore

Nessuno avrebbe voluto essere lì, in quel momento, perché pensare ad una vita spezzata a soli 17 anni, quelli che aveva Omar Gabr, è sempre uno strazio. Eppure, l'estremo saluto dato stamane, sabato 11 maggio, al giovane di origini egiziane, nato in Italia, residente con la famiglia a Montevecchia e frequentante la classe seconda di scienze applicate all'Istituto Rota di Calolziocorte, ha consegnato a tutti i presenti l'immagine di una società aperta in cui due culture apparentemente distanti, in realtà si sostengono a vicenda, si vogliono bene.

Omar Gabr

Lo ha sottolineato anche l'Imam del centro culturale islamico Assalam di Lecco, Usama El Santawy, di quanto sia stato ''importante osservare come oggi dei musulmani siano venuti a seppellire un loro fratello sostenuti da tante persone, la maggior parte delle quali non sono mussulmane''. ''Questo - ha commentato - è un gesto di vicinanza, di amore, ed è quello di cui abbiamo bisogno''.

Gli imam di Ravenna e Lecco (più a destra)

Due religioni, insomma, si sono incontrate e strette in un unico dolore, quello per la morte di un giovane amante delle cose semplici, quelle di cui ha bisogno un ragazzo della sua età: gli amici, la scuola e il pallone. Tra le centinaia di persone presenti, tantissimi erano giovani.

VIDEO


C'erano i compagni di classe, gli amici che frequentava e i ragazzi con cui condivideva lo spogliatoio della sua squadra, l'ACD Brianza Calco. Le parole dell'Imam di Lecco hanno accompagnato quelle dell'altro Imam presente, Ashraf di Ravenna, anch'egli colpito dal numero di persone accorse per l'ultimo saluto al 17enne.
Galleria immagini (clicca su un'immagine per aprire l'intera galleria):

''Tutte queste persone presenti testimoniano affetto e amore che avevano, hanno e avranno per Omar'' ha poi proseguito l'Imam di Lecco. ''Siamo vicini alla famiglia e ai suoi amici. Ma siamo qua per ricordare anche a noi stessi che ognuno di noi ha una data di scadenza, ognuno di noi avrà lo stesso destino. L'unica nostra certezza è che verrà un giorno come questo. Perciò non abbiamo bisogno di vivere la nostra vita inseguendo quanto vivremo e chi saremo, ma come vivremo gli anni che ci sono stati destinati''.

Le preghiere hanno quindi accompagnato la sepoltura del giovane che abitava nell'ex casa del custode delle scuole, in via Fontanile, scomparso martedì scorso a Calolzio, dopo essere stato visto l'ultima volta nella biblioteca del paese, e poi rinvenuto l'indomani privo di vita nel fiume.


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A.S.
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